Caprari passò subito professionista con Luigi Proietti, un manager romano molto noto, molto furbo e profondo conoscitore del pugilato, un vero tipico personaggio. Caprari era un pugile molto bravo tecnicamente, un mancino veloce a cui non mancava un pugno di un certo peso anche se le sue caratteristiche non erano certo quelle del picchiatore. Venticinque vittorie di fila e un pari per arrivare al titolo italiano dei pesi piuma (quanti ne servirebbero ora?) tolto nel 1956 a Nello Barbadoro a Civita Castellana, dove il campione in carica veniva travolto e si ritirava dopo 6 round. In tournée in Australia dove allora diversi pugili, compreso Tiberio Mitri, andarono a intrattenere i tanti emigrati italiani, subì una incredibile ridicola sconfitta contro il mestierante maltese Sammy Bonnici poi subito battuto nettamente in rivincita. La prima difesa del titolo italiano la effettuò nel 1957 battendo Giordano Campari, un altro ottimo pugile di cui non si parla più. Poi battè, sempre in difesa del titolo, Aldo Pravisani, un altro pugile di un certo livello che non aveva paura di combattere in giro per il mondo facendosi molto onore.

Caprari era ora maturo per un tentativo europeo che potè effettuare a Sanremo il 18 agosto 1958 contro il belga Jean Sneyers, titolo lasciato vacante. dal francese Cherif Hamia. Atterrato all'11° round da un montante sinistro di Caprari , un suo marchio di fabbrica, doppiato da un gancio destro al volto, Sneyers dovette abbandonare. Era il momento migliore della carriera di Caprari che saliva nella considerazione mondiale. Il giovane tedesco Willy Quator era un ottimo pugile, un futuro campione d'Europa ma finì K.O, in 4 riprese di fronte a Caprari. Andò a vincere a Caracas contro il venezuelano Sonny Leon ma la trasferta gli costò una frattura alla mascella proprio in vista di una difficile difesa europea contro il forte francese Gracieux Lamperti. Difesa che fu affrontata a Sanremo il giorno di Ferragosto del 1959, troppo presto. Nonostante Caprari fosse riuscito al 3° round ad atterrare Lamperti con il suo sinistro fu poi lui stesso ad andare al tappeto al 6° round. Da quel momento subì l'aggressività del francese e perse ai punti in 15 riprese, risultato corretto nonostante la gazzarra inscenata dai suoi tifosi alla lettura del verdetto. Ritornato a vincere si recò ancora a Caracas a battere l'imbattuto locale Tony Padron e vi rimase per affrontare l'allora campione del mondo Davey Moore senza titolo in palio a un peso superiore. Moore si dimostrò troppo forte per lui e Caprari fu atterrato 4 volte prima del K.O.T all'8° round. Tornato in Italia pareggiò contro il forte ghanese Floyd Robertson poi dopo alcune vittorie contro mestieranti e collaudatori accettò una sfida a Manila contro il filippino Flash Elorde per il titolo mondiale detenuto da quest'ultimo. Gli andò molto male perché colpito a freddo cadde 3 volte al 1° round prima di essere fermato. Era il 16 dicembre 1961 e Sergio Caprari, deluso ma anche stanco, non sarebbe mai più salito su un ring uscendo anche dall'ambiente. Aveva 29 anni. Ritiratosi nella sua Civita Castellana, Sergio Caprari è morto il 12 ottobre 2015 a 83 anni.
Per capire quanto valesse basterebbero i numeri del suo record: 52 vittorie di cui 20 prima del limite, 4 sconfitte e 2 pari.



