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Magnesi sconfigge a Roma Teran in quattro round. La cronaca della riunione

RISULTATI DAL TV STUDIOS DI ROMA PER LA RIUNIONE DELLA BBT DI DAVIDE BUCCIONI. MICHAEL MAGNESI VINCE L'INTERCONTINENTALE IBO DEI SUPERPIUMA E SI CONFERMA GRANDE PROSPECT DELLA BOXE ITALIANA

Bellissima serata con grande pubblico quella che Davide Buccioni e la sua Bbt hanno messo in scena presso gli Studios Tv di via Tiburtina a Roma. Quattro match di contorno prima di quello con titolo in palio. Il primo match del sottoclou vede protagonista Christopher Mondongo, trentenne romano dalla pelle scura, peso piuma da non sottovalutare e reduce dalla sconfitta con quell'Alessio Lorusso, attuale campione italiano dei supergallo (medesimo pugile con cui Mondongo ha anche subìto la prima sconfitta in carriera), opposto al georgiano Khvicha Gigolashvili, classico perdente professionale dal curriculum tutt'altro che memorabile. Gigolashvili però qualche mese fa' ha fatto lo scherzetto a un inglese dal record positivo vincendo per ko. Mondongo mette subito in chiaro chi è che comanda e i colpi migliori sono tutti suoi, privilegiando l'uso del sinistro al corpo per far aprire il viso dell'avversario al proprio destro. Nel secondo round il georgiano ci mette del suo per allentare la pressione del romano, e ne esce una ripresa piacevole e combattuta. Nel terzo round Gigolashvili si fa addirittura intraprendente, mettendo in mostra le buone doti di difesa e di incontrista di Mondongo, il ritmo del combattimento rimane alto e lo spettacolo gradevole. Il quarto round è più equilibrato, il georgiano prende confidenza e Mondongo deve addirittura pensare a non prenderle. Molto meglio il romano con il destro nel quinto round, del resto a livello tecnico la differenza tra i due contendenti è evidente. Il match rimane interessante fino alla fine, sebbene Mondongo (ora 6-2, 2ko) lo faccia suo senza particolari danni, ma buona figura la rimedia anche Gigolashvili (ora 17-41, 7ko).

Il serbo Vukasin Obradovic è invece l'avversario di Luca D'Ortenzi, trentunenne romano già campione italiano dei pesi massimi e Ibf del Mediterraneo dei massimi leggeri, buon pugile dalla discreta tecnica su cui Davide Buccioni e la Bbt punta molto. Match per la categoria dei pesi massimi che deve essere un collaudo per D'Ortenzi in vista di qualcosa di più impegnativo. D'Ortenzi svolge il compitino senza esagerare cercando di doppiare i colpi su un avversario che da parte sua tende solo a difendersi. Nel secondo round il romano sale di tono, poi D'Ortenzi cresce con il passare delle riprese e, pur senza strafare, Obradovic (ora 5-16, 2ko) è dominato senza particolari difficoltà con colpi dritti di buona fattura portati a buon ritmo. Nel quinto round il ragazzo di Buccioni cerca di alzare il ritmo per cercare la vittoria prima del limite, poi nel sesto i ritmi di abbassano e Luca D'Ortenzi (ora 13-1, 4ko) si accontenta di una vittoria ai punti.

Si passa a quello che dovrebbe essere il match più interessante della serata, Magnesi a parte, tra i welter Federico Cerelli, di Ceccano, e l'imbattuto picchiatore Pietro Rossetti, ventunenne macellaio di professione, ovviamente “the butcher” come nome di battaglia. Un match che potrebbe essere una sorta di semifinale al titolo italiano. Rossetti è decisamente più basso dell'avversario che cerca così di tenerlo lontano grazie alle lunghe leve. Cerelli lavora bene con il jab sinistro, ma se Rossetti parte di potenza deve chiudersi per evitare guai. La seconda ripresa è condotta a ottimo ritmo da entrambi, del resto l'importanza del match è tanta e i due agiscono di conseguenza. Rossetti cerca un pressing asfissiante buttando però un gran numero di colpi, Cerelli ha da parte sua la difficoltà di colpire un avversario che raramente gli dà punti di riferimento. Nel terzo round Rossetti aumenta la potenza dei colpi, Cerelli non riesce più ad anticipare l'avversario e deve arretrare e subire. Il macellaio romano non abbassa il ritmo e colpisce talvolta anche a due mani anche nel quarto tempo, con Cerelli che deve perdere il paradenti per riprendere fiato. Nel quinto round Rossetti non accenna a fermarsi e Cerelli va in grande difficoltà, il romano annusa la possibilità di chiudere il match anzitempo e aumenta il numero di colpi. Quando inizia la sesta e ultima ripresa la vittoria e l'inerzia del match è saltamente nelle mani di Rossetti, che denota una preparazione fisica eccellente. Questo Rossetti (ora 8-0, 4ko) non sarà un mostro tecnicamente, ma ha un ritmo infernale e colpi che fanno male se giungono a segno. Cerelli (ora 8-5) perde con onore, ma certamente la differenza con l'avversario stasera è stata molto chiara.

Il match successivo, ultimo di sottoclou, è per i supermedi tra il ventenne georgiano Lado Gabisonia e l'imbattuto Francesco Russo, romano di ventotto anni che cercherà di aumentare un curriculum impressionante che recita di tutti i suoi precedenti match meno uno vinti prima del limite. Fisico da culturista, il romano deve prima rintuzzare gli attacchi del georgiano che vorrebbe far vedere di come non sia venuto a fare una gita, Russo controlla senza scomporsi e aspetta il momento buono, nonostante un buon sinistro di Gabisonia lo trovi impreparato. La cosa rende Russo più apprensivo nel rendere pan per focaccia nella seconda ripresa, ma non incide e l'avversario non ha difficoltà a contrarlo senza rischiare. Russo deve aumentare il ritmo e cercare la precisione ma nel terzo round è addirittura Gabisonia a crederci e procedere per sventoloni velocissimi, senza che il romano trovi la misura giusta. Nel quarto round finalmente Russo trova un buon diretto destro, ma immediatamente dopo Gabisonia lo becca con un montante al corpo che lo spedisce al tappeto. Contato, Russo si rialza e arriva alla fine del tempo senza ulteriori rischi. Russo si trova quindi a dover girare un match che pare compromesso, finalmente col gancio destro del romano anche Gabisonia va al tappeto ed è contato. Il georgiano è scosso ancora dal gancio destro, con Russo che però cerca il colpo singolo risolutivo invece che una sequela di colpi che forse sarebbe più opportuna. Nell'ultima ripresa Russo deve convincere che almeno il verdetto ai punti se lo possa meritare, Gabisonia è più mobile e colpirlo non è semplice. Però il romano è almeno più attivo e finisce meglio un match molto più complicato del previsto. Russo (ora 8-0, 6ko) deve continuare a crescere se vuole emergere nelle graduatorie nazionali della categoria, ma Gabisonia (ora 4-3) perde sicuramente a testa alta.

Magnesi Michael braccia

Era ora del titolo, l'Intercontinentale Ibo dei superpiuma, titolo vacante che, al di là del valore relativo della cintura deve servire per continuare a seguire la crescita di Michael Magnesi, il venticinquenne laziale su cui la boxe italiana punta a occhi chiusi. A fargli da valido test un venezuelano Breiler Teran, dieci anni più anziano del pupillo di Buccioni, pugile esperto di cui si dice essere buon picchiatore. La prima ripresa è di studio, il pressing è di Magnesi che cerca la misura dei solpi senza scoprirsi, ma sul finale è una bella sequela di Teran a insidiarlo. I ritmi non sono elevati, Magnesi pare studiare un avversario sicuramente tutt'altro che sprovveduto e che si copre bene cercando di replicare, ma chiude il secondo round con un buon destro. Nella terza ripresa la pressione di Magnesi aumenta, il venezualano va in difficoltà e l'italiano ha buon gioco a piazzare discrete serie a due mani. Un Magnesi lontano dal picchiatore integgerrimo che mulinava pugni a ritmo infermale, che certamente il maestro Massai sta plasmando come un pugile più maturo e attento., dotato anche di tecnica non disprezzabile. Nel quarto round Teran è quasi sempre sulle corde, spinto dall'attività di Magnesi che trova buona continuità, con l'arbitro Ruggeri che deve anche penalizzare ufficialmente Teran per trattenute non regolamentari. Il quinto round però nemmeno inizia, perché l'angolo del sudamericano richiama l'arbitro e gli evidenzia l'abbandono. Magnesi (ora 17-0, 9 ko) mette insieme un altro successo prima del limite, cosa che probabilmente sarebbe successa naturalmente sul ring anche qualche ripresa dopo, e la certezza che la strada intrapresa è quella giusta. Ma tant'é, nell'esperienza di uno come Teran (ora 28-20-1, 21ko) c'è anche il fatto di non prendere poi tanti colpi e allungare così la carriera.  

Andrea Bacci 

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