Ieri sera a Norwich il 35enne piuma Michael Walsh (13-0-0; 13 ko), ha vinto ancora una volta prima del limite conquistandosi un momento di tregua nell'indicibile dolore che quotidianamente l'assilla per le condizioni di salute del suo sesto figlio, Liam di 18 mesi, nato con il cuore cinque volte più piccolo di come dovrebbe essere. Della sua commovente storia abbiamo parlato nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del combattimento contro il tanzaniano Armani Buriki, così come della decisione di devolvere l'intera borsa al Great Ormond Street Hospital che ha in cura il suo bambino e all'Università di Norfolk, impegnata nella ricerca scientifica sulla speventosa malformazione.
Michael ha trionfato per ko al 2° round, sotto gli occhi di tutta la famiglia e in particolare dei fratelli minori, i gemelli Ryan e Liam, entrambi pugili di rango.
Al suono del gong d'inizio, nel palasport si percepiva una tensione particolare per un incontro normalmente di non particolare rilievo, ma tutti i presenti erano accanto a Michael Walsh perché sapevano bene di quante e quali cupe ombre stesse affrontando il loro concittadino, oltre al rivale.
Dopo pochi istanti, un pesante destro dell'africano faceva sanguinare il naso di Michael e sollevava palese preoccupazione, ma all'inizio della seconda ripresa, sbloccatosi dalla tensione, il beniamino di casa si lanciava all'attacco con veemente determinazione e costringeva l'avversario all'angolo. In grande difficoltà e incapace di reagire, Buriki lanciava occhiate significative ai propri secondi e pure qualche parola. "Non ho capito cos'abbia detto-Ha dichiarato Walsh dopo la conclusione-Ma era chiaro che ormai stava cedendo".
nfatti, a 41" della ripresa l'arbitro Lee Cook sospendeva il match e passavano diversi minuti prima che il verdetto venisse sancito perché il tanzaniano era accasciato sullo sgabello molto provato e seguito con una certa apprensione da tutti, Walsh compreso. Poi finalmente si alzava e il piuma britannico alzava le braccia al cielo. Tredici match, tredici vittorie, tredici ko!
Ora egli spera che il British Boxing Board of Control gli riconosca la qualifica di sfidante ufficiale alla cintura nazionale della categoria, così da ottenere la chance di emulare i fratelli, anch'essi campioni nazionali. Ma soprattutto, non c'é da dubitarne, Michael Walsh sogna di arrivare a tale prestigioso traguardo per potere raccontare un giorno al piccolo Liam quanto onore si é fatto il suo papà.



