E’ marchigiano l’arbitro che è stato designato per dirigere il prestigioso incontro di pugilato valevole per il Titolo Italiano dei Pesi Medi che si disputerà venerdì 21 febbraio ad Asti. Si tratta di Sauro Di Clementi, 57 anni, nato e residente a Sant’Elpidio a Mare, sposato e padre di due figli.
L’elpidiense è stato scelto dal designatore nazionale federale per arbitrare il match clou tra il piemontese Etinosa Oliha e il napoletano Carlo De Novellis, incontro valido per assegnare il titolo italiano dei pesi medi, attualmente vacante.
L’evento di importanza nazionale sarà seguito oltre che dal pubblico di Asti anche da tutti gli sportivi d’Italia che si sintonizzeranno su Rai Sport che lo trasmetterà in diretta.
Per chi è appassionato di boxe il volto di Sauro Di Clementi è arcinoto sia come giudice, seduto e concentrato a bordo ring, che sopratutto come arbitro, sempre in posizione sul quadrato; lucido, obbiettivo, tempestivo ad intervenire in caso di colpi proibiti o scorrettezze, vigile dal primo all’ultimo round per non lasciarsi sfuggire neanche un colpo perché una sola svista potrebbe compromettere il duro lavoro e sacrificio dei pugili.
Dotato di ottime capacità relazionali e comunicative è sempre disponibile a fornire delucidazioni sulle sue decisioni; la sua conoscenza di norme e regolamenti lo rende sicuro e imparziale.
Da due mandati è il Presidente del settore arbitrale delle Marche.
Ma proviamo a conoscerlo meglio.
Sauro Di Clementi come ha fatto a diventare Arbitro nazionale ?
Ricordo che da ragazzino frequentavo una barbieria a Sant’Elpidio a Mare ed il barbiere che mi parlava spesso di pugilato mi aveva invitato a muovere i primi passi in una palestra al centro della città. Quel barbiere, appassionato della noble arte, era nientemeno che Bruno Cozzi attuale Dirigente Federale e Vice Presidente del Comitato Regionale Marche. Seguendo i suoi consigli divenni un buon pugile agonista e da ragazzo disputai 32 incontri. Successivamente su suo suggerimento mi iscrissi al corso per arbitri giudici e dopo un intenso corso tenutosi a Norcia divenni aspirante arbitro. Da allora perseverando nello studio delle norme ho ottenuto la qualifica di “nazionale primo livello”; 10 anni fa, dopo attente valutazioni degli organi superiori sono stato promosso nel settore professionistico. Sino ad oggi, oltre alle attività regionali ed ordinarie ho partecipato in qualità di arbitro o giudice in 30 campionati italiani professionisti, viaggiando in tutta Italia.
Quali doti sono necessarie per diventare Arbitro Giudice di pugilato?
Ognuno di noi è arbitro e giudice di sé stesso e farlo con coscienza ed onestà per gli altri è un valore aggiunto; occorre passione e dedizione per iniziare la carriera che può intraprendere chiunque, uomo o donna che abbia compiuto 18 anni e non superato i 40; è sufficiente inviare una email alla Federazione Pugilistica marchigiana per iscriversi ad un futuro corso per arbitri giudici da tenersi nella nostra regione.
Sauro Di Clementi
Cosa risponde a chi pensa che il pugilato sia uno sport estremante violento?
Il pugilato è una delle discipline, a mio parere, tra le più complete, sia dal punto di vista tecnico che psicologico con alto valore formativo; dà la consapevolezza dei propri limiti e mezzi. Chi sostiene che il pugilato sia uno sport violento dovrebbe venire a vedere una palestra, molto spesso frequentata anche da bambini e ragazzi e poi si accorgerà che il rispetto delle regole e della persona sono la priorità di ogni atleta.
Appuntamento quindi ad Asti per domani sera o sintonizzati su Rai Sport alle ore 23,00 dove si potrà assistere in diretta all’incontro Etinosa Oliha vs Carlo De Novellis, valevole per il titolo italiano dei pesi medi, match diretto dall’arbitro, eccellenza marchigiana, Sauro Di Clementi.
Massimo Pietroselli



