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Trent’anni fa Damiani conquistava il Mondiale!

Il massimo di Bagnacavallo batteva Du Plooy per KO a Siracusa. Da due anni l’ex-ct azzurro allena nella sua Lugo e venerdì all’Up and Down farà salire sul ring i suoi allievi professionisti Mainenti e Quarneti
Damiani nella pal di Lugo
Di Maurizio Roveri
Accadeva… oggi. Trent’anni fa, il 6 maggio 1989, Francesco Damiani diventava Campione mondiale dei pesi massimi. Un italiano sul tetto del Mondo nella categoria più pesante e fascinosa della boxe. Impresa che, prima del romagnolo Damiani, soltanto il leggendario Primo Carnera aveva saputo realizzare. Il gigante friulano che veniva da Sequals, dopo una lunga strada che l’aveva portato a combattere dal Cirque de Paris e dal Velodrome d’Hiver della Capitale francese alla Royal Albert Hall di Londra, e poi negli Stati Uniti da Chicago a Saint Louis, da Memphis a New Orleans, da Philadelphia a Jacksonville, da Denver a Los Angeles, da Portland ad Atlantic City, da Louisville a Boston, da Fort Worth a Dallas e al Madison Square Garden, finalmente al suo combattimento numero 81 (75 vinti!) aveva la grande chance mondiale. E la coglieva al volo, facendosi trovare prontissimo al prestigioso appuntamento. Batteva Jack Sharkey, anzi lo demoliva al sesto round con un terrificante montante desto al mento il 29 giugno 1933 sul ring del Madison Square Garden Bowl, l’arena newyorkese all’aperto che si trovava sulla 48a strada e sul Northern Boulevard a Long Island City. Carnera conquistava il titolo della NBA, la National Boxing Association creata nel 1921 a Rhode Island, l’antenata di quella che poi è diventata nel 1962 la WBA (World Boxing Association). Il gigante friulano conservò il titolo mondiale sconfiggendo Tommy Loughran nel marzo 1934, per poi lasciarlo nelle mani dure di Max Baer a giugno di quello stesso anno.
Cinquantacinque anni più tardi un altro italiano, Francesco Damiani, da Bagnacavallo a due passi da Lugo nel cuore della Romagna, diventava campione del mondo dei pesi massimi. Versione WBO, una delle quattro principali Organizzazioni mondiali della boxe professionistica (WBA, WBC e IBF le altre).
Damiani batte DuPlooy
Era appunto il 6 maggio 1989. Un evento, il Mondiale dei pesi massimi in Italia. La location: lo stadio “Nicola De Simone” della splendida Siracusa, nel pieno centro della città siciliana E lì, sul ring dello stadio comunale, nel popolare quartiere Santa Lucia, Francesco Damiani  (foto)vinse alla maniera forte: per knock out, stendendo il sudafricano Johnny Du Plooy al terzo round. Con una rapidissima e precisa combinazione di colpi al volto: gancio sinistro-gancio destro-gancio sinistro. Stretti, veloci, efficaci. L’ultimo gancio arrivò perfetto sulla punta del mento, a folgorare il sudafricano che rotolò al tappeto. Incapace di rialzarsi. Lampadine spente. E la folla in delirio.
Francesco, ricordi e sensazioni di quella magica notte…
Trent’anni, ciò, sono già passati trent’anni! Chi se lo immaginava. Io non me lo immaginavo. Allora, quando conquistai il titolo mondiale, sembrava che il tempo si fosse fermato… Invece non s’è mica fermato. Sono passati trent’anni e siamo qui a ricordare. La vita è così, va avanti. Si vive di momenti. Io ho vissuto un periodo bellissimo quand’ero pugile e altrettanto da allenatore della Nazionale italiana. Adesso che ho sessanta anni vivo di ricordi, ma ancora insegno boxe. Nella mia Lugo. Comunque, è piacevole pensare a quelle cose belle che ho vissuto… Guarda, proprio mentre ci stiamo parlando sul telefonino, io sono a casa di mio cognato e ho davanti agli occhi il guantone di quel match di Siracusa. E’ il guantone destro, glielo avevo regalato. Di quella sera siciliana ricordo che nelle prime due riprese faticavo a trovare il ritmo. Il mio avversario, Du Plooy, era abbastanza sgusciante. Boxava in linea, mobile, molto attento, schivava, non osava più di tanto e io avevo qualche difficoltà a inquadrarlo e a dare incisività all’azione. Sì, il jab glielo avevo piazzato di tanto in tanto. Però in quell’inizio di combattimento non ero riuscito ad essere efficace come avrei voluto. Cercavo il filo conduttore. Al terzo round ho capito come andava interpretato il match, ho cominciato ad alzare il ritmo e a caricare i colpi, fino a quando l’ho incrociato con quel gancio sinistro al mento e l’ho buttato giù per il conto totale. Ero campione del mondo. Un’emozione fortissima, ovviamente”.
Damiani allangolo dilettanti
E di intense emozioni ne avevi già conosciute. Il titolo europeo, ad esempio, vinto mettendo KO lo svedese Anders Eklund ad Aosta il 9 ottobre 1987. E difendendolo vittoriosamente prima del limite contro John Emmen al PalaTrussardi di Milano e contro Manfred Jassman a Sassari. Il trionfo mondiale contro Du Plooy fu la tua ventiquattresima vittoria in altrettanti match, soprattutto la ventesima per KO o KOT !
Risultati immagini per Boxe  l'erede di Carnera  è Francesco Damiani i
Eh sì, era un bel record. La strategia di Umberto Branchini? Oltre ai combattimenti europei, cercavamo di andare abbastanza dietro a Tyson. Nel senso che certi avversari che incontrava lui, li affrontavo anch’io. Ad esempio Donnie Long, Eddie Richardson, e Tyrell Biggs  (nella foto ) contro il quale mi presi da professionista la rivincita per quel verdetto che aveva premiato l’americano e penalizzato la mia prestazione nella finale olimpica del 1984. E anche nella finale dei Mondiali 1982. In questo viaggio che voleva essere un po’ in parallelo con Iron Mike, l’obiettivo era quello di arrivare a lui: Tyson. Poi… non ci si è mai arrivati,  o misteriosonon so il perchè, questo bisognerebbe chiederlo al povero Umberto che purtroppo non c’è più”.
Quando conquistasti la cintura WBO dei pesi massimi, venne automatico in Italia accostarti a Primo Carnera. E anche fare un raffronto. I soli pugili italiani nella storia - era ed è ancora così - ad aver vinto il titolo mondiale nella categoria dei pesi massimi.
Sono paragoni che non si possono fare. Epoche diverse, epoche lontane. Anche se, chiaramente, certi raffronti fanno piacere. Quando si parla di un personaggio leggendario come Carnera, si parla della nascita del pugilato. Altri tempi, quelli degli Anni ’30, ’40, ’50. Come sono già da considerare altri tempi gli anni nei quali combattevo io, rispetto alla boxe di questi Anni Duemila. Se Cammarelle fosse passato Professionista, si sarebbe inevitabilmente fatto un paragone con me. Che, fra l’altro, da allenatore della Nazionale azzurra ho guidato Roberto all’oro olimpico di Pechino 2008 e alle due medaglie d’oro dei Mondiali di Chicago 2007 e di Milano 2009. Ma già erano periodi diversi, quando facevo pugilato io e quando combatteva Cammarelle”.
Francesco, dopo il match di Siracusa con Du Plooy, difendesti la cintura WBO nel dicembre 1989 al palazzo dello sport di Cesena costringendo al kot Daniel Eduardo Neto. Ma nel gennaio 1991 lasciasti il titolo nelle mani di Ray Mercer, in una notte beffarda ad Atlantic City. Ti capita ancora di pensare a quella sconfitta, a quell’epilogo così sconcertante?
Ero in netto vantaggio. Quel match lo stavo dominando. Sui cartellini dei tre giudici c’erano rispettivamente 4, 5 e 6 punti per me. Poi al nono round quel montante sinistro che si abbattè sul mio naso, fratturandolo. Per tanto tempo si è parlato di un fantomatico colpo. Macchè fantomatico, o misterioso! Il cazzotto c’è stato. Caddi al tappeto, testa in avanti, con il guantone destro sul volto. Il sangue che usciva dal naso, ce l’avevo in bocca, lo sentivo in gola. Respiravo male. Mi impressionai. Lo ammetto. Non avendo mai sofferto più di tanto sul ring, poichè non mi ero mai trovato in situazioni di grossa difficoltà fino a quel momento della carriera, mi feci trovare impreparato di fronte ad un inconveniente che non avevo previsto. La mente pensava ai round che avevo vinto e dunque cercava di reagire, voleva spingermi ad andare avanti, mancavano pochi secondi alla conclusione di quel nono round e, dopo, all’angolo avrei potuto cercare di recuperare. Il problema è che non respiravo. Cercai di tirarmi su, parzialmente mi ero rialzato. Però ero confuso, capivo che il naso era rotto e avevo difficoltà di respirazione. L’arbitro continuava a contare e arrivò fino a dieci. Mi rialzai, guardai il mio angolo e indicai il naso. E’ vero, fossi stato un po’ più furbo mi sarei tirato su in tempo, avrei fatto passare quei quindici secondi che mancavano alla fine del nono round. Ma fu tutto così veloce…”.
La tua vittoria più bella in assoluto?
Da dilettante. Ovviamente quella sul mitico Teofilo Stevenson, il fuoriclasse cubano che aveva già vinto tre Olimpiadi e due campionati del mondo, ne vinse poi un terzo nel 1986. Lo sconfissi nei quarti di finale dei Mondiali 1982. Un’impresa. Quel giorno sorpresi il mondo. Il clamoroso successo sul grande Teofilo, che non perdeva da 11 anni e pareva imbattibile, fu il mio trampolino di lancio. In verità, un risultato importante lo avevo già realizzato l’anno prima. Vincendo gli Europei nei supermassimi, a Tampere in Finlandia. Di successi importanti ce ne sono stati altri, il titolo europeo da Professionista ad esempio. Ci sono stati anche match che avevo vinto ma che ingenerosamente sono diventate sconfitte: quella della finale olimpica di Los Angeles 1984 mi ha fatto molto male. No, Biggs non aveva vinto. E il disappunto è stato forte anche quando mi rubarono il verdetto nella finale di quel campionato mondiale dove nei quarti avevo eliminato Teofilo Stevenson. Anche in quella occasione i giudici favorirono il pugile americano”.
LUGO 10 maggio
Da un paio d’anni, dopo aver lasciato la guida della Nazionale, sei tornato a respirare l’aria buona di casa. La serenità della bella campagna romagnola. Alleni i pugili della Boxe Lugo Bagnacavallo. Un ritorno dove tutto era cominciato, dove imparasti a tirare i primi cazzotti e la Società si chiamava Enal Boxe Lugo…
Sì. E’ stimolante e divertente. Lavoro con piacere in un ambiente molto bene organizzato. Venerdì 10 maggio sarà una giornata speciale. All’Up and Down, il Pattinodromo di Lugo in via Piratello, proporremo una interessante riunione, con sei incontri dilettantistici e due match Professionistici. Il superwelter Maicol Mainenti salirà sul ring per il suo quinto combattimento da pugile Pro. Nei primi quattro ha ottenuto due vittorie, oltre ad un verdetto di parità e ad una sconfitta per split decision. Affronterà il pugliese Benito Ruggiero, che si presenta con 6 match vinti e 2 persi. Poi, contiamo di riuscire a far debuttare da Pro un altro nostro ragazzo, Nicola Quarneti. Ha avuto un infortunio la settimana scorsa, una piccola lesione al braccio sinistro, non è una cosa grave, spero di recuperarlo e di poterlo presentare alla nostra gente. In caso contrario, combatterà comunque presto, lo inseriremo nella prima riunione utile. Questa di venerdì è la tradizionale riunione primaverile della nostra Società. Il “Memorial Visani”. Di manifestazioni pugilistiche ne organizziamo due all’anno. In progetto ce n’è un’altra fra giugno e luglio. Poi, valuteremo per l’inverno”.
Lugo e il pugilato, cara vecchia passione. Un rapporto che dura nel tempo. In questo territorio c’è un interessante coinvolgimento per la boxe. Si prevede dunque una bella affluenza di gente venerdì. Maicol Mainenti, 24 anni, è pugile seguito da un nutrito numero di fans. Possiede fisicità, temperamento, ha pugno ma deve portare serie di colpi con maggiore frequenza se vuole dare più efficacia alle sue azioni. Nicola Quarneti, 23 anni, è pronto per cominciare un’attività Professionistica. Ha acquisito una buona esperienza da dilettante, superwelter con un’attività cominciata nel 2012. E’ salito sul ring ben 90 volte, ottenendo 61 vittorie. E’ pugile dall’apprezzabile tecnica, lavora molto bene con il sinistro”.
Quarneti sta per debuttare Nicola Quernati è al debutto
La palestra della Boxe Lugo Bagnacavallo è a San Potito. Si lavora intensamente ogni giorno seguendo le linee-guida dettate da Francesco Damiani. 
Francesco è stato raggiunto da suo fratello, Marco, che insegna pugilato ai giovanissimi.
Alvaro Valmori - che negli Anni Ottanta era assessore allo sport del Comune di Lugo - è il Presidente della Boxe Lugo Bagnacavallo. Il consigliere Carlo Garotti è “l’anima” della Società. Davide Farina validissimo direttore tecnico, nonchè vicepresidente. 
Ovviamente Francesco Damiani il grande punto di riferimento, per l’esperienza e per il prestigio che ha portato.
IL PROGRAMMA DELLA SERATA DI VENERDI’
DILETTANTI
Mosca Elite2: Manuel Di Loreto (Boxe Lugo Bagnacavallo) vs Ismaele Mistry (Boxe Medicina).
Leggeri Elite 2: Franklin ( Edera Ravenna)  vs  Okye  Josef (Costantino Boxe Ferrara).
Leggeri Elite 2: Giovanni Lamanuzzi (Boxe Lugo) vs Willy Zabelli ( Boxe Biagini Rimini).
Superwelter Elite 2: Nicola Balbi  (Boxe Lugo) vs Alessandro Aniello (Boxe Andria).
Superwelter Elite 2: Lorenzo Alfieri (Gordini Boxe Ravenna) vs Denys Bernatskyy (Costantino Ferrara)
Medi Elite 1: Xhelal Tata (Team Musella) vs Marcello Mastroianni (Boxe Biagini Rimini).
Damiani e Manenti
Professionisti
Pesi superwelter: Nicola Quarneti (Boxe Lugo Bagnacavallo) vs Johnny Joel Zeze Sigheh (Andria).
Pesi superwelter: Maicol Mainenti (Boxe Lugo Bagnacavallo) vs Benito Ruggiero (Andria).

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