
(Immagine del pugilato italiano a Tokio 1964)
Il 22 Maggio é vicino e pure Losanna non é lontana…
In tale data e in tale sede il Comitato Olimpico Internazionale emetterà la definitiva sentenza sull’ammissione o meno del pugilato ai Giochi Olimpici di Tokio 2020.
Non voglio abbandonarmi ai ricordi, che tengo per me insieme a pochi altri appassionati, per non annoiare coloro ai quali di essi non frega assolutamente nulla e forse nemmeno sanno di cosa si stia parlando. Ma é indiscutibile che le Olimpiadi senza guantoni sarebbero come Roma senza il Colosseo o il vasetto della Nutella senza la Nutella…
Confesso di non avere seguito molto le ignobili vicende che hanno portato a ciò, perché mi sforzo di vivere la Nobile Arte, almeno quanto ne resta in Italia, con un certa leggerezza e senza prendermela più di tanto per quello che sfugge alla mia possibilità d’intervento. Le informazioni le ho acquisite leggendo qualcosa sui giornali nazionali e stranieri, ma soprattutto gli articoli che pubblica Dario Torromeo su Boxeringweb, mai smentiti neppure per una virgola. E ho provato l’acida sensazione che si ha dopo avere esagerato con il vino di bassa qualità e con la zuppa di fagioli con le cotiche. Per questo vorrei spesso non leggere, ma poi non ce la faccio…E leggo!
Che i responsabili del disastro siano ladri o amministratori incapaci, gangster o personcine prive di “zucca”, amici o famigliari disoccupati, signore di larghe vedute o immacolate fanciulle, non m’interessa. E non m’interessano nemmeno i dribbling, gli zig-zag, le acrobazie da circo equestre dei vari “compagni di merenda” proprio di quelli che hanno fatto finire il pugilato in terapia intensiva e con le cannule d’ossigeno nel naso, ma ora fischiettano uguali a innocenti cherubini, quasi che mentre lo scempio accadeva sotto i loro occhi, essi stessero suonando l’arpa su una candida nuvoletta.
E’ cosa vecchia e si sa che quando la barca affonda, i topi….
Come i tappi di sughero ad ogni ondata affondano e riemergono o come la plastica che inquina gli oceani, s’acquetano sui fondali e sulle spiagge, in attesa di un nuovo “giro”, perché ciascuno nasce con la propria vocazione e se persino Gesù, in un drappello di appena dodici apostoli, dovette fare i conti con Giuda, di cosa stiamo parlando!…
Voglio comunque manifestare un mio personalissimo paradosso intinto nell’ottimismo, ricordando che si definisce con tale parola il concetto che va contro la logica, ma si dimostra egualmente valido.
Ribadisco la mia convinzione e tenace speranza che a Tokio il pugilato ci sarà, perché altrimenti il CIO si comporterebbe come quel signore che si mutilò proprio lì, per fare dispetto alla moglie. E se invece la boxe fosse costretta a saltare le ri-Olimpiadi giapponesi, dopo quelle di Tokio 1964 in cui conquistarono l’oro Fernandi Atzori e Cosimo Pinto, con Bepi Ros, Franco Valle e Silvano Bertini giunsero al bronzo?
Ebbene, se il bicchiere lo si considera mezzo vuoto dà l’immagine della disfatta, se invece lo si percepisce mezzo pieno lascia intravvedere la possibilità della riscossa. O si risorge o si muore! E l’essere umano é spesso quando ha le spalle al muro che rivela il meglio di sé. Quattro anni di “purgatorio” potrebbero così trasformarsi nella preziosa ed estrema occasione di una pulizia attesa da decenni, profonda, totale, senza tralasciare neppure gli angoli più scomodi ed efficace almeno per il successivo mezzo secolo. Pulizia morale, strutturale, meritocratica, culturale e organizzativa. Pulizia sul ring e soprattutto sotto al ring, con la rimozione delle eterne e insopportabili scorie di non biodegradabile plastica e dei liquami imputriditi. Con l’allontanamento degli inutili, dei cialtroni, dei furbi, degli indolenti, dei maneggioni che nella Nobile Arte amano solo le occasioni turistiche, le foto sui giornali e specialmente quanto rimane impigliato nelle loro tasche.
Se tutto questo accadesse davvero, allora l’esclusione dalle Olimpiadi assumerebbe un altro aspetto e diventerebbe come la tediosa e sofferta permanenza in ospedale prima di ritornare finalmente sani come pesciolini di torrente. Una sgradevole ma inevitabile necessità!
Non dispero. Tokio o non Tokio.
Il pugilato prospera dovunque, quando ci sono bravi pugili e un “contorno” degno di loro. Chi un giorno ne sarà testimone, forse dirà che avevo un pizzico di ragione. Lo spero e ne sarei contento! Restiamo in attesa di sapere cosa accadrà a Losanna…
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