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Alessandro Riguccini l'oggetto misterioso

Riguccini da solo PP

Nella serata di Firenze di ieri la maggiore  curiosità era quella di vedere all'opera Alessandro Riguccini, trentunenne aretino di ritorno sui ring italiani dopo sette anni passati all'estero, Messico soprattutto, a inseguire un sogno chiamato pugilato di altissimo livello. In questi sette anni il ragazzo ha messo insieme un curriculum mica da ridere, combattendo ventuno volte (la prima, gennaio 2012, fu ad Arezzo), vincendo sempre, diciotto volte prima del limite. Di lui si è sempre saputo poco, ancora molto di meno dei suoi avversari, tutti con record risibili, e pochissimo si è visto tramite rare e molto spesso confuse immagini amatoriali messe su Facebook. Nel frattempo gli appassionati si dividevano nei forum su che tipo di pugile fosse, lui spesso interveniva e le micce polemiche si accendevano inevitabilmente. Questo a maggior ragione quando Riguccini entrava in possesso di una cintura importante, la Wbc Silver dei welter, sebbene in versione "ad interim".
Ecco che, finalmente, qualcuno, nel nostro caso la famiglia Cherchi, aveva la bella idea di riportarlo a casa per vedere se fosse carne o fosse pesce. Difesa del titolo in location prestigiosa, avversario sulla carta non semplice ma sicuramente alla portata, possibilità di far vedere le sue qualità. Nemmeno il tempo di sedersi e invece il match era già finito. Riguccini toccava pesantemente al fegato il malcapitato Alvarez, e da lì per un minuto c'era solo una veloce agonia fatta di colpi a raffica e ritmo indiavolato. Nessuno ha capito   se questo ragazzo con la sua cintura importante sia carne o pesce. In Italia, e per la boxe italiana, Alessandro Riguccini resta un oggetto misterioso, servirà vederlo ancora. Lui tutto felice ostentava la sua cintura Silver ad interim, anche se ad onor del vero è giusto dire che quella Silver "regolare", porta d'accesso al Mondiale vero e proprio un po' come il titolo dell'Unione Europea lo è dell'Europeo vero, ce l'ha a casa sua Danny Garcia, che tutto è tranne che un oggetto misterioso. Ma poi Riguccini esagerava, e chiedeva di trovarsi presto di fronte Shawn Porter, non solo in questo momento il campione mondiale deo welter Wbc, ma uno dei migliori pugili del pianeta.
Sui forum, dove Riguccini è tutt'altro che amato, si scatenavano ironie varie di pugili agonisti e semplici appassionati, cui personalmente cercavamo di porre freno proponendo una similitudine, con le dovutissime proporzioni e cercando di non cadere nel reato di lesa maestà, tra il tipo di boxe dell'ingegnere toscano e quella, scarna tecnicamente, ma letale per potenza, di Edwin Valero: apriti cielo, spalancati terra, non un solo misero cristiano capiva la nostra provocazione, e le critiche a Riguccini e a certi paragoni si impennavano per intensità.
Alla fine che dire? Che personalmente speriamo che questo alieno con la sua cintura dimostri di essere pugile vero. Fino ad adesso, non se la prenda, ci sono pochi appigli per smettere di definirlo un "oggetto misterioso".

Andrea Bacci

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