Al massimo Jarrell Miller non è la prima volta che viene sospesa la licenza per combattere. Era già successo nel 2014 quando la California State Athletic Commission l'aveva trovato positivo dopo un match di kickboxing e lo aveva squalificato per nove mesi.
Stavolta la decisione della Nsac di bloccarlo fino all'analisi del campione B del test antidoping è un colpo davvero pesantissimo che non solo lo priva della chance mondiale, ma anche della borsa più ricca della carriera. Dopo un giorno di silenzio, il 30enne gigante di Brooklyn ha scritto sui social media:

"Voglio ringraziare i miei sostenitori che mi sono stati vicini in questo momento estremamente difficile. Non sono stato presente sui social media e su altri media per concentrarmi e convogliare le mie energie a lavorare duro e senza distrazioni. Sono sconvolto nell'apprendere che la mia licenza è stata revocata dalla Commisssione Atletica dello Stato di New York e ho fatto immediatamente appello, sperando che il campione B mi renda giustizia. Continuo ad allenarmi perchè sono innocente. Non ho mai consapevolmente preso alcuna sostanza proibita e quando ha ricevuto la notizia ieri sera, sono rimasto sconvolto. La mia squadra e io ci battiamo per l'integrità e l'onestà e sono convinto di uscire pulito. E' stato un test volontario ed ero molto felice di farlo dopo solo una settimana da uno precedente, in cui risultavo completamente a posto. C'è qualcosa che non quadra. Sono un guerriero e non ho bisogno di sostanze proibite. Mi rifiuto di arrendermi e lasciare che il mio sogno svanisca, quando nel mio cuore so di non avere fatto nulla di male".




