L'arbitro aiuta lo statunitense a terminare in piedi

Pericoloso per un pugile avventurarsi dalle parti del Maryland, rischia di trovare arbitri come quello di Lomachenko-Sosa, Mr Chevalier, o come quello di Usyk-Hunter, Mr Clancy. Dell'arbitraggio del signor Chevalier abbiamo scritto in altro articolo, nel caso di Usyk-Hunter invece il signor Clancy ha colpevolmente consentito a Michael Hunter di terminare in piedi un match che Usyk avrebbe dovuto vincere per K.O.T al 12° round. Ma andiamo con ordine. Usyk, campione olimpico a Londra nel 2012, campione in carica per la sigla WBO fra i pesi massimi leggeri, è un cosiddetto late-starter, cioè uno di quei pugili che inizialmente faticano a carburare, almeno da quando è professionista perché se fosse successo da dilettante addio vittorie importanti che ha invece ottenuto. La sua partenza lenta ha così consentito all'americano Hunter, figlio di un peso massimo abbastanza noto 20 anni fa che fu ucciso a colpi di pistola dalla polizia di Los Angeles mentre minacciava gli agenti con quella che si rivelò poi essere solo una scacciacani, di vincere a nostro avviso i soli 2° e 3° round facendo credere che, contrariamente alle nostre previsioni, un match ci potesse essere. Hunter infatti muovendosi accortamente sulla propria sinistra per evitare il sinistro del mancino ucraino e utilizzando un buon jab per aprirsi la strada, riusciva ad andare asegno con buoni colpi al volto, soprattutto col destro e soprattutto nella terza ripresa. E' bastato però che Usyk iniziasse un pesante lavoro al corpo e cominciasse a mettere a segno dei ganci destri per rovesciare l'andamento dell'incontro e togliere a Hunter ogni possibilità. C'era anche sproporzione fisica e tra l'altro Hunter aveva scelto di stare un po' sotto peso per aumentare l'agilità ma non è stata una scelta felice. Provato dal lavoro al corpo difatti non ha potuto più imporre quel tipo di pugilato. A nostro avviso Usyk ha vinto tutte le riprese dalla quarta compresa in poi e forse Hunter, 28 anni contro i 30 di Usyk, ha pagato anche una inattività di 11 mesi e una esperienza professionistica meno importante di quella dell'ucraino termini di qualità di avversari incontati. Al 12° round con Hunter totalmente in balia dello scatenato Usyk, l'arbitro Clancy si è inventato un conteggio in piedi volendo ritenere che le corde avessero evitato un atterramento di Hunter. La vera intenzione era però quella di consentire al pugile locale di terminare in piedi concedendogli un po' di riposo. Hunter difatti terminava il match ma prendendo colpi inutili e pericolosi. Il verdetto era uguale per i 3 giudici. 117 a 110 per Usyk, per noi 118-109.



