
Erano passati otto mesi da quando era morto nonno Phang.Il lutto della nostra famiglia si allargava ai nostri cuori come il lago Thessoc nel periodo delle pioggie. Mia madre piangeva e lavorava nella risaia, poi tornava a casa piangeva e preparava la cena a noi sei fratelli ed a Ti-Ho e Tennag- Denpi le mie sorelline. poi piangeva e puliva la casa, ed infine andava silenziosamente a letto..ma di notte la sentivo piangere. Eravamo tutti orfani di nostro padre
Sellag. Era partito per la guerra sei anni fa e non era più tornato. Il nonno aveva scritto al governo per avere sue notizie. Il nonno era andato in treno nella capitale per sapere della sorte di suo figlio, ma il presidente del partito non lo aveva ricevuto e nessuno aveva saputo dirgli che fine aveva fatto. Il nonno non era ricco ma aveva il dono di Chaturang. Ogni bufalo che sceglieva aveva vita lunga, sapeva mettere in cinta molte mogli, ed i piccoli bufali che nascevano erano forti e robusti. Così al mercato di CHOT tutti i commercianti chiedevano di Phang. "Phang scegli un maschio robusto" oppure "Phang scegli una giovenca fertile" e lui sceglieva… sempre bene…. sempre con la soddisfazione del compratore e del venditore. Le monete d'argento che dopo il lavoro metteva nella cassetta di legno di tec servivano a sostenere la famiglia, a parte il quaranta per cento che nonno Phang destinava a certi suoi amici ambulanti perché gli portassero notizie del figlio..che mai arrivavano. Io allora avevo diciotto anni, ero il più grande dei miei fratelli, ed ero l'unico in grado di portare conforto materiale alla famiglia. Lavoravo nell'allevamento di maiali del signor Pnomontah, e facevo i lavori più pesanti. Dicevano che ero forte come un toro, veloce come una scimmia intelligente come………… Ma credo che esagerassero. Certamente lavoravo sodo senza risparmiarmi, andavo d’accordo con tutti, persino con Get-Nu il caposquadra, severo, a volte insolente ed infido. Purtroppo quello che guadagnavo in un mese mio nonno lo guadagnava in tre giorni e non potevo risollevare le sorti della mia famiglia ormai sull'orlo di una scogliera. Tutti i risparmi del nonno. i nostri 12 maiali, la coppia di bufali era stata spesa per la sistemazione del nonno.Abili falegnami avevano intagliato la bara, modellato le statue di legno che lo avrebbero vegliato per tutto il tempo in cui il suo corpo sarebbe rimasto sulla terra, gli uomini della medicina avevano iniettato nelle vene del nonno le erbe necessarie a mantenere intatto il corpo in attesa del funerale e del passaggio finale dalla terra al paradiso.Nel nostro paese il funerale è l'evento più importante dopo la nascita. Pe ottenere il passaggio per il paradiso occorre una pira di legni profumati, centinaia di metri di stoffa speciale, olii, essenze che a volte impegnano nel pagamento la famiglia per generazioni. Solo se il capofamiglia accede al paradiso come vuole la tradizione tutta la stirpe avrà fortuna, farà molti figli. sara' per sempre stimata ed onorata. Noi non avevamo speranza. Mia madre accorciava di giorno in giorno la sua vita piegata nella risaia, mio fratello Ma-Toc era malaticcio, divorato da una tosse misteriosa ,ed anche se aveva sedici anni non era in grado di lavorare .Gli altri cinque fratelli erano troppo piccoli ,come pure le ultime nate gemelle.Ero disperato, perché sapevo bene quale sorte presto ci sarebbe toccata. I miei fratelli sarebbero partiti con la nave dalle vele marroni , che attraccava ogni settimana al molo di Uoseh verso un porto misterioso e non avrebbero fatto più ritorno. Le mie sorelle sarebbero andate presso la casa della signora Si-Teh di cui sentivo parlare male dalle donne, ed il cui nome faceva invece sorridere certi uomini. Anche la nostra casa sarebbe stata venduta, ed i compratori che ogni giorno bussavano alla nostra porta offrivano sempre meno. Dopo tutto ciò il nonno avrebbe avuto un funerale modesto ma dignitoso come la vita della nostra generazione futura sarebbe stata modesta e dignitosa per me che ero il primogenito mentre ai i miei fratelli ed alle mie sorelline il domani sarebbe stato dei più crudeli. Dovevo trovare una soluzione. Solo un funerale
importante ci avrebbe salvato. Nel caso fossimo riusciti a finanziarlo ogni parente ci avrebbe inviato dei doni preziosi, tutti ci avrebbero fatto credito, probabilmente molti dei miei fratelli sarebbero entrati al servizio dei parenti più ricchi. Con questi pensieri angoscianti mi recai, finito il lavoro, verso la spiaggia di Tien -lot. Ogni sera il mio maestro di boxe mi attendeva per allenarmi. Eravamo ormai vicini alla data dei campionati e tutta la nostra comunità giurava sulla mia vittoria. In 27 combattimenti non avevo mai perduto e Chu.li il mio maestro era certo che avrei vinto nel giro di un anno il manto rosso: il riconoscimento più ambito,quello che il campione delle isole indossava per due inverni ed una estate.Ma ora le esigenze erano altre c’era da onorare il nonno. Trovai il maestro sulla spiaggia stranamente irritato e triste. Mi investì subito con una realtà che evidentemente aveva vissuto da poco.L’ombra di un velato dolore era illuminata dalla certezza della scelta:- Ragazzo mio ho trovato una soluzione per il tuo problema, Purtroppo non parteciperemo ai campionati ma potrai sfidare un professionista a Tuhod . Il tuo compenso, se accetterai di perdere, è sufficientemente alto per pagare il funerale- Poi lo vidi appoggiare la fronte sul cavo delle mani. Forse piangeva forse no. Seguì una omelia muta ma non per questo meno eloquente: avrei dovuto barattare la mia dignità con il denaro. Ma non avevo scelte. Partimmo cinque giorni dopo in sella a due asini di proprietà di Luo –Po un caro amico di mio nonno. Appena arrivati davanti a tre veterani scelti dall’organizzatore fui costretto a mostrare quanto valeva la mia arte. Salii sul quadrato con tre pugili di peso diverso e con diverse caratteristiche tecniche. Con tutti cercai di dare il meglio senza offenderne l’onorabilità di uno che era decisamente un elemento di bassa qualità e avrei potuto stendere al tappeto in mezzo minuto. Tutti e tre i “saggi” diedero il parere positivo.Potevo battermi con Sin Lin Toh professionista da due anni e con 13 vittorie consecutive in carriera. La sera dopo il te ci chiamò l’organizzatore che mi comunicò il compenso e in quale ripresa sarei dovuto andare ko: la quarta… dopo un minuto di battaglia.Prima avrei potuto picchiare ( se ne ero capace!!!!) il mio avversario ma senza creargli troppi problemi.Il compenso sarebbe stato di 30 piastre d’argento pagate immediatamente dopo la sconfitta. Con quei soldi avrei pagato tre quarti delfunerale. Mentre aspettavamo il nostro turno nella stalla approntata alla bisogna per i pugili in attesa di combattere tra me e il maestro era calato un sipario. Il silenzio era così profondo tra noi da sembrare tragico. Per lui questa idea partorita dalla propria mente era foriera di sventura. Era divenuto un profeta triste, muto ed eloquente insieme.Poi entro improvvisamente nella stalla un uomo vestito elegantemente. Aveva una larga fascia rossa ai fianchi che chiudeva una veste blu e gialla di seta finissima. Parlava una lingua a me sconosciuta ma si rivolgeva al maestro. Più parlava e più il viso del maestro si illuminava.L’uomo si chiamava Eo Baruk, era un ricco commerciante del nord e ci stava chiedendo di combattere per lui ovviamente contro Sin Lin Toh.
Il maestro usci’ immediatamente dalla stalle senza neanche consultarmi e tornò con l’organizzatore.Tra i due inizio’ una lunga trattativa che mi riguardava. Eo Baruk voleva comprare le mie prestazioni e sborsò 10 piatre d’argento per liberarmi del mio impegno. Sul quadrato contro sin Lin Toh avrei combattuto senza vincoli. Prima di salire sul ring Eo Baruk mi disse:- Sono un commerciante di bestiame e so perché sei venuto qui. Cerca di vincere e non te ne pentirai- Due giorni dopo con in maestro totalmente ubriaco che si dondolava sull’asino come se fosse in mezzo al mare ero occupatissimo a tornare verso il lago Thessoc cercando di tenere insieme una piccola mandria di sei bufali e 10 giovenche. Avevo vinto prima del limite alla quarta ripresa ma soprattutto avrei regalato alla memoria del nonno un funerale prestigioso.



