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Testimone di uno stupendo e drammatico match: Vittorio Saraudi-Bobby Stininato

di Gualtiero Becchetti

 

Vittorio Saraudi

(Vittorio Saraudi e Bobby Stininato)

 

Era la gelida sera del 19 gennaio 1967.

Raggiunsi Bologna con un amico in “500”, da Ferrara, per assistere alla penultima tappa d’avvicinamento di Nino Benvenuti al primo match contro Emile Griffith, che avrebbe avuto luogo nell’aprile successivo al Madison Square Garden di New York. Doveva battersi con uno dei pugili più scarsi che probabilmente abbia incontrato in tutta la carriera, il tedesco Manfred Graus, improponibile come pugile e persino come abbigliamento, considerando che si presentò sul ring con una vestaglia scozzese lunga quasi fino ai piedi, forse prestatagli dalla suocera, che sollevò gli irripetibili commenti del “ridanciano” pubblico bolognese.

Pubblico…
Quanto ce n’era! Basti pensare che fui costretto a comprarmi il biglietto da un “bagarino” il quale, invece di 1.500 lire, me lo fece pagare 2.500 facendomi, a suo dire, persino lo sconto, valutando come vuotissime le mie tasche. Esattamente dinanzi al palasport di P.le Azzarita c’era una fila di botteghini in legno adibiti a casse, che andava da una parte all’altra della piazza. Io e il mio amico prendemmo posto nell’ultimo corridoio in alto perché i posti a sedere erano esauriti da un pezzo e alternavo momenti in piedi ad altri accovacciato in terra, con le gambe fuori dalla balaustra…
Vedemmo Dante Canè battere per squalifica un certo Al Jones, che probabilmente aveva imparato a boxare dalle hostess durante il viaggio in aereo dagli Stati Uniti, poi Aldo Batistutta battere facilmente Luigi Patrini, quindi Giulio Saraudi prevalere sul lentissimo “spilungone” sudafricano Colorado King e infine Benvenuti mettere ko il povero Graus praticamente al primo schiaffo, nonostante il palese tentativo di sorreggerlo per fare continuare un po’ l’improponibile confronto.
A quel punto il mio amico, ormai stanco e preoccupato di restare imbottigliato nel traffico, mi chiese di tornare a casa. Gli risposi che stava per chiudere il programma il mediomassimo Vittorio Saraudi e valeva la pena assistere al combattimento perché era bravo e avevo letto che pure il suo avversario non era male. Si chiamava Bobby Stininato e veniva dalla California.
Ebbi ragione! Ancora oggi ricordo quel match come uno dei più belli e drammatici mai combattuto da un pugile italiano in quella categoria. Lo statunitense era un colored assai muscoloso e lo spettacolare e imprevedibile Saraudi, più alto e veloce, s’accorse subito che c’era poco da scherzare. Con il maggiore allungo, un jab sinistro insistente e preciso, eleganti movimenti di gambe, si mise ad entrare e ad uscire dai velenosi colpi di Stininato, tra gli applausi degli spettatori. Una lezione di boxe e di sagacia tattica. Uno spettacolo che avrebbe meritato Ferrara-Bologna, andata e ritorno, anche in bicicletta! Alla quinta ripresa Vittorio era in chiaro vantaggio, sebbene sempre “a rischio”, considerando le trappole che gli tendeva l’americano. A quel punto il civitavecchiese lanciò un montante destro di rara bellezza che centrò in pieno Stininato, facendolo stramazzare sull’ultima corda. Sembrava fatta e invece questi si rimise in verticale e riprese ad affondare i suoi soliti sinistri a cui faceva seguire rari ma preoccupanti destri.
All’ultima ripresa la gente cominciò a sciamare verso le uscite, convinta che ormai il risultato fosse scontato e avrebbe premiato il capolavoro di Vittorio Saraudi…Il mio amico mi battè una mano sulla spalla e mi fece cenno di andare e io, ricordo come fosse adesso, gli dissi di restare perché tanto non moriva nessuno se facevamo un po’ di fila in circonvallazione…
Mancavano dieci secondi al gong finale. Come un incubo, mentre Vittorio era rimasto per un attimo fermo e con il suo “maledetto” e lunghissimo collo troppo alto, partì il gancio destro di Bobby Stininato! Saraudi cadde all’indietro, come un palo. Si rialzò, non so come…Il californiano gli balzò addosso e lo centrò di nuovo facendogli fare una vera e propria capriola, immortalata da una foto che nei giorni successivi comparve su tutti i giornali sportivi e non…
Suonò il gong e non si capì più nulla! Il fratello Giulio, sotto al ring, si disperava. La gente con sapeva se il gong era suonato prima (avrebbe probabilmente vinto il laziale ai punti) o dopo il “dieci” dell’arbitro. Pochi concitati e incasinatissimi minuti, infine…”Vince Bobby Stininato per ko”!
Inutile ancora perdersi in chiacchiere. Un match meraviglioso, drammatico, assurdo! Sarò sempre riconoscente al compianto Vittorio Saraudi per quell’indimenticabile notte che regalò a noi tutti. La pagò a caro prezzo, ma per me resta e resterà sempre un monumento in suo onore.
…E l’ingorgo in cui ci trovammo bloccati (bei tempi, cara boxe!) sembrò lieve e breve come un battito di ciglia…

https://gualtierobecchetti.wordpress.com/

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