
Le recenti graduatorie mondiali dell’Aiba risultano davvero deprimenti per il pugilato azzurro. E’ risaputo che esse, sempre e comunque, possono sollevare discussioni e perplessità (vi compaiono anche alcuni pugili già professionisti), ma non vi è alcun dubbio che esse fotografano uno stato molto preoccupante del dilettantismo italiano, nonostante i grandi investimenti di denaro riservati al settore di “eccellenza”, ossia le Nazionali.
Se le si considera autorevoli, bisogna sottolineare che in ben pochi periodi (forse mai!), i nostri (pochissimi) ragazzi presi in considerazione sono finiti tanto indietro nel ranking dell’ente.
Se invece le si considera non veritiere e un magari sbilanciate a favore di altri Paesi, la musica cambia poco perché allora si dovrebbe dire che il peso “politico” italiano nel consesso internazionale è veramente scarso.
Ma ecco i nomi e le posizioni tra i primi venti occupate dai nostri atleti:
Emanuele Cappai 52 kg. 13°
Clemente Russo 91 kg. 13°
Salvatore Cavallaro 75 kg. 18°
Valentino Manfredonia 81 kg. 17°



