Dopo Takam idee più chiare
La prestazione non particolarmente brillante di Joshua a Cardiff è comunque servita a fare un po' il punto su questo ragazzone inglese che detiene, finchè dura, tre titoli di sigla dei pesi massimi, cosa che di per sè non vuol poi dire molto. Quello che si è visto contro Carlos Takam, sostituto del penultimo momento del bulgaro Kubrat Pulev infortunato, permette a chi scrive di valutare più attentamente non solo il pugile britannico ma anche un po' in generale il momento dei pesi massimi rapportato anche al passato. E' mia convinzione che il momento attuale dei pesi massimi non sia assolutamente meglio di una decina d'anni fa quando imperavano i fratelli Klitschko, epoca tacciata come la più scarsa di sempre. Dirò di più, credo adesso che Joshua avrebbe perso prima del limite con il miglior Wladimir Klitschko, quindi non quello incontrato e battuto quest'anno da Joshua, e sarebbe stato spazzato via da Vitali Klitschko per non dire, rimanendo in Inghilterra, da Lennox Lewis. Sono pochissimi mesi che Wladimir Klitschko ha rifiutato 20 milioni di dollari per una rivincita con un Joshua che pure aveva portato sull'orlo della disfatta, ma l'ucraino è troppo intelligente da non capire che il suo tempo è passato e che una rivincita ben difficilmente avrebbe avuto un esito differente dal primo incontro.
E' vero che Joshua non doveva incontare Takam ma un campione vero si adatta all'avversario in meno dei 15 giorni circa che sono intercorsi fra il cambio di avversario e l'incontro. Takam, che non è un campione nè tantomeno un fuoriclasse ma un buon pugile, non aveva alcuna possibilità di vittoria ma la sua coraggiosa prova ha messo in mostra una certa vulnerabilità dell'inglese soprattutto all'essere colpito dal gancio destro. A volte gli spifferi provenienti dalle palestre possono essere illuminanti, altrimenti non si spiegherebbe come si sia dato tanto risalto a un momento di difficoltà avuto da Joshua di fronte a una mediocrità come Dillian Whyte e, detto in parole chiare, sarebbe uno scandalo se si sfruttasse sia questo fatto che la noiosissima vittoria di quest'ultimo su Helenius per riproporre questo derby britannico, magari solo perché una volta da dilettante Whyte ha battuto Joshua.
Credo che ci sia un solo pugile, nel desolante panorama attuale, che possa battere Joshua è questi è Deontay Wilder. Non fraintendetemi, Joshua è meglio di questo nero dell'Alabama, ma Wilder ha il colpo giusto e le dimensioni giuste per avere un minimo di probabilità. Lo sanno anche gli inglesi e temo, sperando di sbagliarmi, che tenteranno di procrastinare questa resa dei conti. Se prendiamo la classifica dei primi 10 pesi massimi del Transnational Boxing Rankings Board vi renderete conto di quanto sto scrivendo. Luis Ortiz è un vecchio pugile agli sgoccioli e ci si domanda, viste le recenti notizie, se sia un dopato o uno con problemi di pressione arteriosa oppure tutte e due le cose. Le sue ultime prove sono state scoraggianti e crediamo abbiamo scoraggiato anche la Matchroom. Joseph Parker ha dimostrato tutta la sua mediocrità contro il Fury minore, francamente imbarazzante lui come il suo ultimo rivale. Quelli che seguono, da Ruiz a Pulev a Hammer a Whyte sono veramente improponibili. Jarrell Miller è un personaggio ma non molto altro, se Joshua rischia di perdere contro questa gente è davvero poca cosa. Povetkin , reiterato truffatore, non lo voglio nemmeno prendere in considerazione. Ci sarebbe sì Tyson Fury, il cui livello tecnico non è inferiore a quello di Joshua, anzi, ma ogni giorno che passa diventa più difficile la soluzione del suo caso umano e un suo rientro nel nostro sport. Se poi qualcuno vuol fare del moralismo a buon mercato si può ricordare che Joshua, su cui è stata fatta una bella operazione di marketing, fu cacciato dal programma della nazionale inglese per una faccenda di droga.
Con questo non voglio sostenere che Joshua sia una mediocrità loro pari. Ha velocità, buoni fondamentali, soprattutto un pugno molto pesante, la capacità di portare colpi in serie, ma nel complesso non è uno straordinario pugile, solo il migliore di un momento disastroso. Però bisogna anche smontare un po' le nostalgie d chi è abituato a rifugiarsi sempre e solo nel passato. E' innegabile, quasi assurdo anche solo il ripeterlo, che i tempi d'oro della categoria, quelli dei veri fuoriclasse, siano sempre più lontani, ma è illusorio credere che quei grandi del passato avrebbero avuto vita facile contro i giganti di oggi e proprio perché quelli di allora, rapportati allo stato attuale, giganti non erano. Non che i giganti allora non esistessero ma erano molti meno e soprattutto molto più lenti e assai meno bravi. I grandissimi di un tempo erano e rimangono tali ma è come se avessero combattuto in una categoria diversa. Può darsi che anche i colossi del giorno d'oggi troveranno prima o poi dei veri fuoriclasse, ma per ora chi vuole vedere dei veri fuoriclasse deve rivolgersi alle categorie più leggere.



