Daniele Laghi, campione mondiale di modestia, merita di essere ricordato anche per le notevoli doti umane. Imbattuto da dilettante, vinse il titolo italiano dei pesi massimi e scese dal ring angosciato per lo stato di salute di un suo avversario.
Daniele Laghi classe 1956 di Faenza esordiva al professionismo alla fine di ottobre .
In una serata di fine Aprile del 1976 il professionista Cavina residente a Faenza si preparava a lanciare la sfida al titolo italiano di pesi massimi. Un giornalista della Gazzetta dello Sport venne a Faenza per intervistarlo ed il maestro che ha scritto la storia del pugilato manfredo Bruno Ravagli chiese con la sua abituale cortesia ( non lo aveva mai fatto) al giornalista di spendere due parole per un peso massimo che nessuno era mai riuscito a battere. Il giovane, che si allenava in un angolo, di carattere schivo, ma dal destro esplosivo si chiamava Daniele Laghi. Daniele è stato un atleta , ed oggi un uomo fuori dagli schemi.
Difficile incontrare nella lunga avventura che abbiamo attraversato nei pesi massimi italiani un uomo sincero ,disponibile,epppure mai banale come Daniele .
I suoi tempi pugilistici sono stati cadenzati da un altro artista della modestia e del fair-play il suo allenatore Bruno Ravaglia ,già azzurro ed ottimo professionista ,alla fine degli anni cinquanta . Quando per la prima volta il timido ragazzone di Faenza entra in palestra nel 1974 tra pugile ed allenatore scatta una specie di silenziosa solidarietà che li accompagnerà , incrollabile , in una carriera pugilistica di quasi dieci anni . Fisico possente , mancino, in possesso di un sinistro pungente, dopo una brevissima esperienza da novizio , ottiene una lunga serie di successi da dilettante che lo consegneranno al professionismo con un record di ventidue incontri senza sconfitte. Laghi sceglie il professionismo emozionalmente coinvolto dal momento più ricco della storia del ring di Faenza , quando il manager Umberto Branchini e l’organizzatore Liverani indirizzano alle attenzioni del trainer Ravaglia diversi professionisti della scuderia Totip.
Laghi sale sul ring da professionista il 28 Ottobre 1977 a Faenza contro il pari peso Angelo Visini . La carriera del massimo manfredo è regolare ed in costante ascesa tanto che alla fine del 1979 nel suo record figurano dodici incontri senza sconfitte . Laghi guarda con interesse ad una chance valida per il titolo italiano dei pesi massimi ma nel 1980 gli interessi della scuderia sono rivolti altrove ed il pugile romagnolo decide di cambiare manager accordandosi con Ciaccio . Nel 1981 supera nella semifinale valida per il titolo italiano Rinaldo Pellizzari per poi lanciare la sfida al campione Domenico Adinolfi .Al quattordicesimo combattimento laghi èerò deve subire la prima sconfitta in carriera . Contro il gigantesco austriaco Owessie si ferisce nei primi rounds, fino a che nella nona ripresa il match si ferma per intervento medico .Lo scontro per il tricolore contro il campione Adinolfi si disputa nel Dicembre dello stesso anno a Pesaro e dopo un match molto equilibratoli verdetto lascia nelle mani del pugile di Ceccano il titolo nazionale .Nell’Ottobre del 1982 un’altra opportunità per il vacante campionato italiano e questa volta Laghi non la fallisce .
Al Palasport di Brindisi dopo nove riprese di notevole agonismo Laghi ,in uscita da un clinch scocca un potente sinistro al volto di Trane che finisce KO. Sembrano aprirsi ora orizzonti importanti per il romagnolo anche se alla prima difesa del titolo si presenta un giovane ambizioso come Claudio Cassanelli . E’ questo match un incontro con il destino e le sue pieghe a volte struggenti e disperate . Il match tra Laghi e Cassanelli lascerà una traccia profonda nella storia pugilistica di quegli anni. Dopo un combattimento equilibrato, ricco di scambi non particolarmente violenti, la vittoria viene decretata a favore di Laghi ma Cassanelli dopo il verdetto si accascia e ,trasportato d’urgenza all’ospedale,entra in coma . La costernazione , il dolore sincero . l’apprensione per la vita del collega ( dopo qualche tempo Laghi e Cassanelli si ritroveranno per abbracciarsi) provano duramente il campione romagnolo che praticamente chiude su quel ring la sua carriera . La successiva vittoria nel Giugno del 1983 con Pellizzari e la sconfitta con Rottoli per intervento medico nel novembre successivo sono appendici del desiderio di non combattere più .Oggi Daniele è ancora attivo come Presidente della Boxe Faenza . Lo si vede ancora sul ring a smontare corde e a sistemare il tappeto e gli angoli. Sempre pronto ,sempre laborioso .
LA SUA CARRIERA
|
Faenza |
28/10/77 |
Angelo Visini |
v.abb |
3 |
|
Lugo |
02/12/77 |
Tony Oudini |
v.kot |
2 |
|
Faenza |
27/01/78 |
Jean Pierre Leseigneur |
v.p |
6 |
|
Lugo |
10/02/78 |
Antimo Tescione |
v.abb |
5 |
|
Faenza |
07/04/78 |
Leopoldo Centorrino |
pari |
6 |
|
Faenza |
07/06/78 |
Robert Desnouck |
v.p |
6 |
|
Faenza |
01/12/78 |
Bruno Polloni |
v.abb |
1 |
|
Modena |
23/02/79 |
Angelo Visini |
v.abb |
4 |
|
Forli |
13/04/79 |
Augusto Dal Monte |
v.p |
6 |
|
Faenza |
11/10/79 |
Augusto Dal Monte |
v.i.m |
4 |
|
forli |
30/11/79 |
Orazio Alesci |
v.ko |
2 |
|
forli |
15/03/80 |
Fausto Costantino |
v.p |
6 |
|
Pesaro |
14/03/81 |
Rinaldo Pelizzari |
v.p |
8 |
|
Faenza |
08/05/81 |
Helmuth Owessie |
p.im |
7 |
|
Pesaro |
18/12/81 |
Domenico Adinolfi |
p.p |
12 |
(C.Italiano mass) |
||||
|
Brindisi |
29/10/82 |
Guido Trane |
v.kot |
7 |
(C.Italiano mass) |
||||
|
Trapani |
25/02/83 |
Claudio Cassanelli |
v.p |
12 |
(C.Italiano mass) |
||||
|
Portoferr |
03/06/83 |
Rinaldo Pelizzari |
v.p |
12 |
(C.Italiano mass) |
||||
|
Bergam |
04/11/83 |
Angelo Rottoli |
p.im |
7 |
(C.Italiano mass) |
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Totale incontri 19 ( 15. 3. 1. ) |




