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Whyte batte Helenius ma a vincere è la noia

Whyte noia con Helenius

 Di Carlo Tartaglia

Ieri sera a Cardiff, Dillian Whyte (22-1, 16 KO), ha sconfitto Robert Helenius (25-2, 16 KO) per decisione unanime, candidandosi a sfidare il campione WBC dei massimi Deontay Wilder nella prima metà del 2018.

Il confronto tra i due giganti è partito a rilento, con una prima ripresa di studio e di difficile assegnazione.

Nel secondo round le strategie dei due pugili sono apparse chiare: Helenius boxava di rimessa, cercando di contrattaccare; Whyte sceglieva di avanzare dietro il proprio jab allo scopo di mettere a segno il suo pesante destro al volto e alla figura. E’ stato il colosso finlandese a farsi preferire nella seconda tornata, riuscendo a scuotere il rivale con un paio di diretti destri d’incontro.

I round 3 e 4 hanno visto il pugile britannico di origini giamaicane alzare il ritmo e scavare ai fianchi con ganci poderosi - in linea con il suo soprannome “The Body Snatcher” - che hanno costretto Helenius sulla difensiva e spesso alle corde.

Nelle riprese centrali della sfida, Whyte ha continuato a lavorare di più, a portare più colpi e ad andare a segno in particolare con il gancio sinistro alla testa e l’immancabile lavoro al corpo. Helenius è sembrato sempre meno attivo, poco convinto e quasi esclusivamente sulla difensiva.

Nell’ottava tornata, i colpi di Whyte hanno iniziato a lasciare il segno sul volto dell’avversario: un Helenius quasi totalmente inattivo ha cominciato così a sanguinare vistosamente dal naso. ‘The Body Snatcher’ ha limato i propri difetti con il passare dei round diventando più preciso, migliore nell’equilibrio sulle gambe e più vario nella selezione dei pugni aiutato però da un Helenius inoffensivo e, dal giro di boa in poi, praticamente scomparso dal ring.

Le riprese conclusive della sfida hanno visto lo stesso copione ripetersi senza troppe emozioni: Whyte all’attacco con combinazioni di ganci, Helenius passivo, rassegnato alla sconfitta e incapace di contribuire all’intrattenimento dei fan. Nei secondi conclusivi della contesa, Dillian Whyte ha provato a spronare il suo avversario a scambiare qualche colpo senza trovare però la collaborazione del finlandese.

I giudici hanno decretato una vittoria netta ed inequivocabile in favore del pugile britannico (119-109, 118-110, 119-109), il pubblico ha invece espresso con qualche fischio il proprio disappunto per uno spettacolo deludente e non all’altezza della riunione.

Whyte ha portato a casa la vittoria ma ha mostrato le lacune di sempre: colpi troppo larghi e prevedibili, un equilibrio pessimo ogni volta che va a vuoto, una difesa un po’ troppo approssimativa per i massimi livelli della categoria; Helenius è apparso l’ombra del pugile che un tempo si pensava potesse diventare e, secondo round a parte, non ha mai provato davvero a vincere. A 33 anni, tutto fa pensare che i giorni su ring di questi livelli siano finiti per il ‘Nordic Nightmare’. 

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