
(Cristofer Rosales)
Sabato di fuoco a Pordenone per la prestigiosa riunione organizzata in collaborazione dalla B&Z Boxing Promotion, dalla Boxe Loreni e dalla Pugilistica Pordenonese. Un degno pubblico è presente al Palazzo dello Sport “Maurizio Crisafulli”, per un programma protrattosi dalle 15.30 a sera inoltrata, quando il programma entra nel suo momento più atteso, con la disputa di due titoli italiani e uno internazionale Wbc, tutti vacanti
Grande attesa e molta tensione per il Wbc Internazionale dei mosca, quando salgono su ring l’imbattuto 24enne italo-marocchino Mohamed Obbadi (13-0-0; 10 ko) e il 23enne nicaraguense Cristofer Rosales (24-3-0; 15 ko). Arbitra Guido Cavalleri.
Ed ecco il suono del primo gong. Rosales usa con insistenza il jab sinistro e Obbadi si muove molto sulle gambe per concedere un bersaglio fisso. Si studiano reciprocamente e si rispettano a vicenda, ma si intuisce che il match non tarderà ad esplodere. Sono entrambi bravi.
Nella seconda ripresa Obbadi cerca prendere il tempo al nicaraguense, che però sembra molto sicuro di sè e fa intuire una buona varietà di colpi, impastati con temibile dinamite. Il combattimento é comunque sul filo dell'equilibrio, con una leggera prevalenza dell'ospite.
Nel terzo round Rosales porta subito un pericoloso diretto destro e poco dopo giunge di nuovo a segno, facendo arretrare Obbadi sulle corde, che nell'ultimo minuto incappa in alcune dure combinazioni del rivale, in destro e sinistro doppiati con durezza e rapidità, che lo mettono in seria difficoltà. Un cattivo presagio serpeggia tra i presenti.
Il quarto si apre con Rosales sempre al centro del ring, che sfrutta al meglio il superiore allungo. Obbadi si fa notare per un bel montante al corpo ma il rivale non fa una piega e continua ad avanzare. Si ha sino ad ora la sensazione sempre più netta che i colpi di Rosales siano davvero potenti.
Il quinto round trova, ai punteggi parziali Wbc, il centroamericano in vantaggio di 4, 3 e 2 punti. Obbadi prova a prendere l'iniziativa, ma quando Rosales giunge a bersaglio con entrambe le mani sono dolori. Il pugile di Boncinelli rientra all'angolo con il naso sanguinante.
Sesta ripresa. Ancora Obbadi tenta di accorciare le distanze ma non é semplice passare sotto le lunghe frustrate di Rosales, sempre più padrone del centro del ring. Gli occhi di Obbadi e la sua espressione provata cominciano a destare più di un timore. Il match sta diventando una salita interminabile per il nostro atleta.
Nella settima, il nicaraguense continua a premere sull'acceleratore e l'italiano-maghrebino è costretto a retrocedere sotto i diretti e i montanti di Rosales, che la fa da padrone. Rientra all'angolo molto provato Obbadi e si legge in volto ciò che sta per accadere. Infatti, di concerto con il m.o Boncinelli, decide di abbandonare. Poi si abbandona esausto sulle corde e ferito "dentro". Il suo sogno è finito.
E' giovane. Ha tanto tempo davanti, ma deve ancora impare molto, perché come Rosales, e anche di più forti, in campo internazionale ce ne sono parecchi. Il fiorentino d'adozione si é arreso, ma non c'é da drammatizzare troppo, se farà tesoro di questa pur negativa esperienza. Campioni lo si diventa passo dopo passo e non per predestinazione. Nel dopo match, Obbadi ha dichiarato di avere sofferto la potenza e la forza fisica di Rosales.
Poco prima, il mediomassimo udinese Nicola Ciriani (14-1-1; 9 ko), beniamino di casa, e il 35enne piemontese Stefano Abatangelo (20-5-1; 7 ko), già campione italiano, si affrontano per una sfida che si preannuncia molto incerta. Arbitra Francesco Ramacciotti.
Al suono del gong Ciriani muove il jab sinistro per tenere a distanza Abatangelo, assai più basso di lui. Il piemontese avanza e cerca i fianchi del friulano per minarne la mobilità. Non succede comunque nulla di particolare.
Nella seconda ripresa, Abatangelo insiste ad attaccare con la guardia molto chiusa e Ciriani prova ad incrociarlo con il diretto destro. Pe ragioni teniche e fisiche i due si trovano spesso in clinch e l'arbitro è costretto a frequenti interventi.
In apertura della terza, il piemontese centra il rivale con un buon gancio destro ma poco dopo viene ripagato di eguale moneta in montante. Il combattimento non decolla ed è talvolta troppo confuso, perché i protagonisti sono ancora tesi e contratti.
Anche il quarto round ripropone il medesimo scenario e le azioni sono continuamente spezzettate dagli interventi arbitrali, costretto a ciò dall'atteggamento troppo ostruzionistico dei protagonisti.
Abatangelo inizia la quinta ripresa all'attacco, ma Ciriani lo contra in alcune circostanze, seppure non con colpi molto incisivi. L'arbitro richiama poi l'ospite per la testa bassa e l'udinese, dal canto suo, affonda un preciso sinistro d'incontro.
Abatangelo anche nella sesta tiene il centro del ring e inisiste a pressare Ciriani, che sembra rifiatare ed eccede nelle tenute. Il pugile di Dino Orso forse sbaglia nella ricerca continua del colpo duro, perdendo così in scioltezza, mentre Ciriani "cade" di frequente sul rivale, dopo avere portato una combinazione.
A metà della settima ripresa una quasi inevitabile ferita si apre all'arcata sopraccigliare sinistra di Ciriani. Zampilla il sangue e l'abitro fa intervenire il medico, che consiglia la sospensione.
Come da regolamento, si va ai cartellini, di cui l'annunciatore Mimmo Zambara dà lettura: 75-78; 76-77; 75-78. Vince Nicola Ciriani



