Alla vigilia del match per il titolo Europeo Silver, a Bologna, la Pugile della Sempre Avanti si racconta
di Maurizio Roveri
Quattro match soltanto alle spalle. Da Professionista. E domani sera combatterà per un titolo EBU. La cintura Europea Silver dei pesi leggeri. Nel mitico Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita a Bologna. Biancamaria Tessari, venticinquenne della Sempre Avanti, s’è presa una responsabilità non di poco conto. Considerando che l’avversaria è più esperta, è già stata campionessa d’Europa, ed è abituata a combattere all’estero.

Serena?
“Sì”
Fa parte del tuo carattere, immagino
“Non propriamente. In realtà sono sempre stata molto ansiosa”.
Eppure, conoscendoti, non si direbbe
“Perché non lo faccio notare”
Ti si vede abbastanza spesso calma, sorridente…
“Perchè cerco di migliorarmi sotto questo aspetto. Ho capito che più voglio divertirmi con la boxe, meglio mi vengono le cose: sono più sciolta e riesco a fare con naturalezza quello che sono in grado di fare. Chiaro che la tensione esiste, ed è normale, l’importante è che sia una tensione positiva. La giusta tensione da gara. E va bene così. Sì, voglio divertirmi. Sarebbe un peccato buttare via tutto il lavoro di intensi mesi di preparazione”

Arrivi a batterti per un titolo europeo, seppure Silver, senza avere avuto l’opportunità di combattere per il Tricolore. Per chi non ti conosce, potrebbe sembrare troppo presto questo match
“No, il momento è giusto. Ho 25 anni, e alle spalle una carriera dilettantistica di 80 match che mi ha permesso di fare interessanti esperienze a livello internazionale. Ho partecipato a importanti Tornei in maglia azzurra. Conquistando un Argento agli Europei Junior, un Oro agli Europei Under 22, a Porec in Croazia. Più altre due partecipazioni agli Europei con la nazionale maggiore e ad un Campionato del Mondo. Ho preso parte anche al prestigioso Trofeo Strandja, a Sofia, il più antico torneo di boxe dilettantistica d’Europa”.
L’esperienza non ti manca. Ti portarono in una palestra di pugilato che avevi 13 anni
“Esattamente. Mi portò mio padre. Sergio. Veramente avevo iniziato con il basket, lo sport che mia madre Silvia aveva praticato. Facevo parte d’una squadra di Porretta Terme. Ero piccola, perchè avevo solo 11 anni e allora giocavo poco, venivo un po’ messa in disparte. I miei genitori volevano che io facessi sport, e che fossi contenta di praticarlo. Così, mio padre mi portò in una palestra dove s’insegnava la boxe. Spiegandomi, raccontandomi tante cose di questa disciplina sportiva”.
Allora tuo padre è stato il primo allenatore che hai avuto?
“Sì. La palestra in realtà era la palestra della Pugilistica Alto Reno di Lele Orlando, non quella attuale di Castel di Casio ma la prima, a Ponte della Venturina. Che cosa mi insegnava mio padre? Io non ero una allieva come gli altri ragazzini, ero sua figlia e con me era particolarmente esigente. Mi prendevo delle severe sgridate. Se certe cose doveva dirle ad altri ragazzi, era più morbido. Con me no. E allora io, che sono una perfezionista di natura, nel sentirmi dire tutte le cose in cui dovevo migliorare, andavo a casa e piangevo tutte le sere. Però, la sua severità mi ha aiutato molto a crescere e ad arrivare a praticare il pugilato con la mentalità giusta”.
La tua avversaria, Jelena Janićijević, serba di Belgrado, è una veterana, già campionessa d’Europa nel 2023. E il combattimento più recente che ha disputato è stato il Mondiale. In Francia. Affrontando la lanciatissima Flora Pili per il titolo IBO dei Superleggeri. Jelena ha perso, tuttavia con dignità. Quasi nello stesso periodo tu avresti dovuto combattere per il titolo italiano, ma l’avversaria fu costretta al forfait per infortunio.
“Assieme al mio allenatore, il maestro Christian Cavazza, abbiamo osservato attentamente filmati di match della pugile serba. E’ alta quanto me. Esperta. Attaccante. Incisiva con il destro. Dotata di notevole resistenza. Sappiamo come affrontarla. Io debbo fare, al meglio, il mio pugilato. Valorizzando la mobilità, il gioco di piedi, la scelta di tempo, la precisione, la difesa”
Non ti è stato possibile disputare il titolo italiano, tuttavia hai fatto diversi sparring intensi e indicativi. Anche con Irma Testa
“Sì, abbiamo incrociato i guantoni nel centro tecnico di Santa Maria degli Angeli. Lei stava preparando il grande rientro. E’ stato un test molto utile. Per me sicuramente, e anche per Irma. Lei è sempre stata la mia beniamina, per la sua classe cristallina. In questi mesi intensi di preparazione all’Europeo Silver ho fatto i guanti anche con la Professionista Martina Righi, alla quale faccio i complimenti per il titolo Europeo dei Superpiuma che ha conquistato”.
Da una Pro ad un’altra: la tua amica Pamela Malvina Noutcho, campionessa del mondo IBO della tua categoria di peso, che cominciò la sua ascesa internazionale proprio vincendo l’Europeo Silver…
“Con lei ho fatto un test di straordinaria intensità. Sul ring della Bolognina Boxe. Poco più di tre settimane fa. Ci confrontammo sulla distanza dei 10 round. Pamela in preparazione per la difesa del suo titolo Mondiale a Roma il 4 luglio, io in piena preparazione a questo evento. A parte i guantoni, da 14 once, e ovviamente il caschetto di protezione per evitare ferite, abbiamo davvero sostenuto un match vero e proprio. Con tanto di arbitro. Non ci siamo risparmiate. Ritmo alto. Per me è stata la prova generale del combattimento con la Janicijevic”.
Biancamaria e Pamela. Siete amiche e colleghe. Entrambe infermiere di professione. Pamela al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore. Tu al Pronto Soccorso Pediatrico del Policlinico Sant’Orsola, a contatto con i bimbi. Parlaci del tuo lavoro
“Mi piace. Tantissimo. Mi diverto un sacco stare con i bimbi. A parte che l’ho chiesto io, una volta fatto il colloquio, di lavorare in ambito pediatrico. Mi hanno indirizzata al Pronto Soccorso. E non tornerei assolutamente indietro. I nostri utenti vanno dai… due giorni fino ai tredici-quattordici anni”.
Bianca, sul ring del palasport di Piazza Azzarita sabato combatterà anche tuo fratello. Federico, 22 anni. Impegnato in un combattimento semiprofessionistico. Sulla strada per il passaggio a Pro. Tu, che sei più avanti pugilisticamente, e sei la sorella maggiore, gli darai spesso dei consigli
“No, è il contrario! Federico, intanto, è molto più maturo rispetto alla sua età. E poi pugilisticamente lui ha davvero talento. Io sono brava, perchè mi alleno, mi applico, sono come un soldato: quel che mi dicono di fare, lo faccio. Federico però ha qualcosa in più. Ha l’occhio per la boxe, comprende immediatamente le situazioni, gli viene tutto in maniera naturale. Quando vado a fare sparring, lui viene, si mette ai bordi del ring, mi dà qualche consiglio in più. Ha nelle sue corde il fatto di insegnare. Immagino che un giorno diventerà un allenatore, perchè gli piace, è portato. E possiede l’intuito per capire il pugilato”
IL PROGRAMMA PROFESSIONISTI
(“Sempre Avanti Boxing Night”), PalaDozza di Piazza Azzarita a Bologna
Campionato d’Europa EBU Silver Femminile, Pesi leggeri (10 round)
Jelena Janicijevic (Belgrado, Serbia) kg. 60,150
Biancamaria Tessari (Bologna, Italia) kg. 60,050
Pesi Leggeri (8 round) : Arblin Kaba (Bologna) kg 61,900 contro Bogdan Draskovic (Serbia) kg 61,800
Pesi massimi (6 round): Dmytro Tonyshev (Bologna) kg. 106,500 contro Mario Jagatic (Serbia) kg. 110,500