Vittoria non semplice e titolo WBC Silver in Italia
Con un verdetto giusto anche nelle sue dimensioni Michael Magnesi batte ai punti il francese Khalil El Hadri e gli strappa dalle mani il titolo Silver della sigla WBC dei pesi superpiuma, un titolo che ha l'importanza che ha ma che porta qualcosina comunque nel nostro Paese e che in ogni caso a Magnesi era sfuggito in modo drammatico un anno fa contro il giapponese Masanori Rikiishi. Diciamo che è un titolo che potrebbe aprire qualche porta per qualcosa di più importante. Soprattutto questo match di Valmontone ha dimostrato che Magnesi ha superato quella brutta botta, cosa che non era certa.
Probabilmente El Hadri non vale il giapponese ma è un pugile comunque rispettabile che si è fatto valere e ha meritato gli applausi tributatigli. Magnesi dal canto suo è stato un po' il solito, un pugile che va guidato con redini sicure, ha un maestro che lo fa anche se non dovrebbe permettere che altre voci si sovrappongano alla sua. Il laziale è partito come se avesse dovuto combattere sui 4 round, El Hadri non se l'aspettava, ha incassato qualche corto gancio e ci ha messo qualche minuto per entrare nel match. Quando lo ha fatto, dal 2° round, sono cominciati i pericoli perché il francese è un buon incontrista, ha messo a segno buoni ganci destri e montanti, colpi di traiettoria corta anche abbastanza pericolosi.
Magnesi è un uomo che combatte sempre sul piede avanti ma che a volte fa prevalere la voglia di strafare su un ragionamento più proficuo. Quando ha dato retta all'angolo, che gli raccomandava pochi colpi, uno-due, e una attenta difesa, le cose sono andate bene, quando si è lasciato prendere dalla foga un po' meno perché si esponeva ai colpi altrui. Per sua fortuna ha saputo finalmente ascoltare il suo Maestro procurandosi quel vantaggio che lo ha messo abbastanza al sicuro, portando più colpi dell'avversario e usando il clinch quando diventava necessario.
La stupidissima regola del WBC che consente di informare il pubblico, ma anche ovviamente i pugili, della situazione dei cartellini gli ha fatto correre qualche rischio. Infatti a fine nona ripresa è stato comunicato il punteggio totale delle prime otto e il francese ha capito che avrebbe perso il titolo. Infatti è uscito dall'angolo al 10° round come un indemoniato. Magnesi è stato sufficientemente accorto da non cadere troppo nella tentazione pericolosa dello scambio a viso aperto, correndo un vero rischio solo all'inizio dell'undicesima ripresa, ma certo il forcing del francese ha un po' riequilibrato le cose.
I cartellini finali sono stati due 115-113 a favore di Magnesi e un 116-113 sempre a favore del nostro pugile. Risultato come dicevamo giusto e non troppo punitivo per il francese e che rilancia la carriera di Magnesi.



