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Tobia Loriga, 45 anni festeggiati con…10 round di guanti!

Nella palestra bolognese della Boxe Le Torri il veterano crotonese nel giorno del compleanno ha collaudato con Arblin Kaba il match che lo vedrà nuovamente opposto a Nicholas Esposito per il titolo italiano dei welter, “main event” d’una serata speciale il 19 marzo a Cinisello Balsamo (sul ring ci sarà anche Giovanni De Carolis). 

di Maurizio Roveri

Ha compiuto 45 anni, ieri. Tobia li ha festeggiati in maniera alquanto particolare. Quando nel pomeriggio è andato in palestra, alla Boxe Le Torri (la ASD bolognese per la quale è tesserato in questo 2022) Tobia Giuseppe Loriga ha trovato per “regalo” 10 intense riprese di guanti da affrontare. Da sostenere. E con chi? Con Arblin Kaba. 

Eh, giornatina pesantuccia per entrambi…

Sono amici. Si conoscono da tempo. Professionisti esemplari. L’uno fa lo sparring all’altro. 

Tobia Loriga sta preparando la sfida-rivincita che lo vedrà opposto a Nicholas “The Good Boy” Esposito per il titolo italiano dei pesi welter il 19 marzo a Cinisello Balsamo, in quello che sarà il main event d’una speciale notte di pugni: in scena anche l’ex-campione del mondo Giovanni De Carolis, e diversi interessanti giovani “prospetti” del roster OPI.

AAAAALORIGA UNO

Arblin Kaba, a sua volta, è in pieno allenamento per una difesa dura della sua corona dei superleggeri. Avrà bisogno di tanta solidità mentale e di tutto l’orgoglio che possiede per respingere l’insidioso assalto che gli porterà l’imbattuto marchigiano Charlemagne Metonyekpon il 26 marzo sul ring del PalaBaldinelli di Osimo.

Tobia e Arblin si sono aiutati. Si aiutano. Lo fanno sempre volentieri.(nella foto ) Passione ed entusiasmo. Forse all’inizio della sessione di guanti non erano in programma i dieci round, ma… ripresa dopo ripresa Loriga e Kaba assicuravano con lo sguardo il maestro Paolo Pesci e suo figlio Olmo (tecnico federale e preparatore atletico). “Vai con un’altra ripresa, ce la facciamo”. Fiato, gambe, voglia. E così, con apprezzabile intensità e tecnica da Campioni, hanno completato il collaudo sulla distanza dei severi match che li attendono.

Nel giorno del suo quarantacinquesimo compleanno Tobia Loriga ha avuto una conferma importante. La certezza che il fisico è ancora solido. Reattivo. Resistente.

L’età c’è. Non lo si può negare. Però la forza mentale è più forte. Più forte del tempo che passa.

Passione, disciplina, intelligenza, umiltà. E la fatica per compagna di viaggio. Così il guerriero di Crotone arriva a battersi per la diciottesima volta - nella sua carriera da Professionista - per un match con un titolo in palio. Un Uomo, un Pugile da prendere ad esempio. 

Come il grande Emiliano “Tizzo” Marsili. Il civitavecchiese (record professionistico di 40 vittorie e 1 pari), già detentore del titolo europeo dei pesi leggeri nel 2013, 2014, 2015 e diventato Campione WBC Silver nell’agosto 2015), ha conquistato la cintura IBO del Mediterraneo nel giugno dell’anno scorso all’età di 44 anni e dieci mesi. Il tredicesimo titolo vinto in carriera. Ora “Tizzo” ne ha 45 di anni e prossimamente - il 2 aprile 2022 a Santa Marinella - andrà all’assalto del titolo dell’Unione Europea. 

Matteo Signani, “Il Giaguaro” della Romagna, è un briciolo più giovane. Ha 42 anni ed è l’unico Campione d’Europa (pesi medi) del pugilato professionistico italiano.

In un passato abbastanza recente, l’ultimo lampo di Silvio Branco porta la data del 6 luglio 2013. Quel giorno, all’età di 46 anni, “Il Barbaro” conquistava il Mondiale Silver della World Boxing Council nella categoria dei massimi leggeri.

Un altro personaggio molto popolare, Giacobbe Fragomeni (campione del mondo WBC nel 2008 e nel 2012) aveva 45 anni quando disputò l’ultimo suo match con un titolo in palio: era l’Europeo dei cruiser, il 28 ottobre 2014, purtroppo quel tentativo non ebbe un esito felice.

Qualche tempo fa Tobia Loriga inseriva nella sua pagina Facebook questa suggestiva frase:

Senza motivazione, non c’è sacrificio. Senza sacrifici, non c’è disciplina. Senza disciplina, non c’è successo”.

Tobia, si può dire che in questo messaggio c’è la tua vita, e ci sono i valori del pugilato?

Sì, per me la boxe è uno sport che rappresenta uno stile di vita, un modo di essere. E’ un amore che fin dalla nascita provo per questa disciplina sportiva. Io sono nato in una famiglia di pugilato. Ho respirato sempre pugilato. Una forte passione che ha radici in terra di Sardegna, mio padre proveniva da Porto Torres, è stato un ottimo pugile, cresciuto con gli insegnamenti del mitico maestro “Baciccia”, Baciccia Martellini. E’ arrivato anche a indossare la maglia azzurra della Nazionale, avendo per maestro il grandissimo Steve Klaus. Poi, ha dovuto lasciare la boxe per il lavoro. La passione per la Noble Art è rimasta. Fortissima. E a Crotone mio padre ha fondato la Kroton Boxe.  Aiutando tanti ragazzi. E formando bravi pugili, come ad esempio Giorgio Campanella, il pugile più giovane ad aver partecipato alle Olimpiadi di Seul del 1988. Ecco, io provengo da questo ambiente. Da uno sport che considero uno stile di vita. Quando parlo di motivazioni, per questo incontro che andrò a fare, non ne faccio una questione di vincere o perdere. La mia motivazione, adesso, è fare un grande match e contribuire allo spettacolo. Affinchè la gente, vedendolo in televisione, possa ammirare quanto è bello il pugilato. Io rispetto il mio avversario. Ho sempre avuto il massimo rispetto per ogni avversario che ho affrontato. E’ la boxe che te lo insegna. Ho assimilato la mentalità che mio padre mi ha trasmesso. Mi diceva: Quando sei preparato al cento per cento, non devi temere nessuno”.

Combattere nuovamente per un titolo all’età di 45 anni, e in forma, per me è una gioia e un onore. Essere ancora fra i primi in Italia nella mia categoria di peso, quella dei welter, mi rende felice. Sono orgoglioso di tutto ciò che sono riuscito a fare in tutti questi anni di pugilato. Una carriera portata avanti con sacrifici, fatica, disciplina, espressione tecnica, tanta costanza”.

E anche un bel po’ di vittorie, Tobia. Sono state 33. In 45 match combattuti da Professionista. Vittorie e titoli. E anche sconfitte, ma sapendo ogni volta rialzarsi e riprendere. Sempre dignitosamente. Nel tipico modo di essere di Loriga. 

In ordine cronologico, “Lo Squalo” di Crotone è stato detentore del titolo Internazionale superwelter della IBF, vincitore del titolo del Mediterraneo IBF, Campione d’Italia dei superwelter, un titolo Latino vinto in Spagna. E poi, scendendo nella categoria di peso, Loriga ha allungato le mani sul Tricolore dei welter, vinto nel marzo 2017: titolo perso, riconquistato e difeso vittoriosamente, fino a lasciarlo nelle mani di Nicholas Esposito il 26 febbraio 2021. E ora le strade del “Good Boy” cremonese e dello “Squalo” di Crotone stanno per incrociarsi di nuovo. Per un attesissimo Esposito-Loriga II.

Tobia, la sera del 19 marzo a Cinisello Balsamo sarai sul ring per il tuo diciannovesimo match con un titolo in palio… Ne hai disputati diciotto in carriera, però nel “record” ne figurano 17. C’è il mistero di quel combattimento del 24 maggio 2013 in Spagna, vinto contro Daniel Perez Salido al Pabellon Municipal di San Sebastian de Los Reyes. C’era davvero un titolo in palio?

E come no? Ho la cintura a casa. Feci un bell’incontro. Vinsi con verdetto unanime, due giudici mi attribuirono 3 punti di vantaggio e l’altro giudice me ne diede 2”.

Ti chiamano Lo Squalo rossoblù. Ti piace questa definizione?

Molto. E ora più che mai. In essa raggruppo tre città alle quali sono molto affezionato, e le cui squadre di calcio hanno appunto il rossoblu per colori sociali. Crotone, ovviamente, perché è la mia città. Dove sono nato e cresciuto. La mia terra, la mia gente. Porto Torres perché, attraverso gli insegnamenti di mio padre, lo stile di pugilato che esprimo e che ho sempre espresso è quello che deriva dalla prestigiosa “scuola” pugilistica di questa città sarda. La mia espressione tecnica ha le radici in quel pugilato. E poi Bologna, perché a questa città io debbo tutto a livello pugilistico. Ho conosciuto il Maestro Paolo Pesci nel 1999. Vivevo a Bologna, in quegli anni. Mi ero trasferito per motivi di lavoro. Entrare nella palestra del Pilastro fu una grande fortuna. Con Paolo Pesci ho portato avanti una parte importante della carriera Dilettantistica, poi il passaggio Professionistico, continuando a crescere pugilisticamente. Sempre con Paolo Pesci al mio fianco”. 

AAAAA Loriga OlmoLoriga con il preparatore atletico Olmo Pesci

Insieme, Loriga e il maestro Pesci, hanno vinto titoli Internazionali e del Mediterraneo. Fino al primo grande lampo: la conquista della cintura di Campione d’Italia, quella dei superwelter, nel febbraio 2008. Quella durissima battaglia con Luca Michael Pasqua al PalaFerrua di Savigliano. Il titolo era vacante. Dieci round intensissimi e di buon pugilato. Tobia era preparatissimo. E vinse. Con un verdetto di split decision, testimonianza di un combattimento sul filo dell’equilibrio, vibrante, appassionante, di apprezzabile livello tecnico.

Successivamente, si sono create altre situazioni nella carriera di Tobia Loriga. Che lo portarono a lasciare Bologna. Accettò di spingersi in Messico per andare a combattere contro Julio Cesar Chavez Jr nella Plaza de Toros di Juriquilla, sobborgo di Santiago di Queretaro. In una riunione organizzata da Bob Arum. Lo etichettarono, quel match, come World Boxing Council Continental Americas Super Welter Title. Il crotonese riuscì a reggere per oltre otto round, ma a 1’47” dall’inizio della nona ripresa non fu più in grado di proseguire.

L’amicizia con Pesci è rimasta, sempre. Come il rispetto per il Maestro bolognese. Infatti, negli ultimi anni, prima di ogni combattimento, Tobia Loriga è salito a Bologna. A completare la preparazione nella palestra della Boxe Le Torri. 

Stavolta, ha fatto praticamente tutto qui. 

C’è una novità. Combatterai il match del 19 marzo da tesserato della Boxe Le Torri Bologna. Com’è nata questa scelta?

La palestra della Kroton Boxe l’ho lasciata in buone mani. Antonio Marseglia Jr. è istruttore giovane e bravo. Sa cosa deve fare. E’ stato pugile della nostra palestra, anche lui allenato da mio padre. Così ho potuto con serenità ritrasferirmi a Bologna. Eh sì, mi sento anche emiliano romagnolo. Qui ci ho già vissuto nel primo decennio degli Anni Duemila. E poi, la mia donna è di Rimini”.

Tobia, da trent’anni sul ring…

Ricordo l’emozione di quella volta, salendo la scaletta, passando fra le corde. Era marzo. L’8 marzo 1992. Avevo 15 anni. Il mio primissimo incontro. A Lamezia Terme. Vinsi ai punti. L’attività agonistica cominciava in quel momento, però io andavo in palestra già da tempo. Pugile lo sono diventato per vocazione. Ci vuole grande amore, per fare con costanza questo sport”.

Tanta sapienza tattica nel tuo pugilato. Di solito, come inquadri un avversario, come interpreti un match?

Solitamente nelle prime due riprese riesco a capire le caratteristiche del pugile che ho davanti. Come va affrontato, quali possono essere i suoi punti vulnerabili e a che cosa io debbo prestare particolare attenzione. E’ importante la capacità di adattarsi, anche ai contrattempi, a situazioni impreviste. Il pugilato, oltre ad essere uno sport duro, è anche molto vario e imprevedibile. Non puoi mai dare nulla per scontato. E dunque, la maggior parte delle volte la strategia la creo strada facendo. Giustamente il pugilato viene definito La Nobile Arte. Perché è uno sport che richiede intelligenza e tecnica”.

Nicholas Esposito ti strappò il titolo dei welter, poco più di un anno fa, alla Allianz Cloud di Milano. Il verdetto fu unanime (97-94 per tutti i tre giudici), ma non ti convinse. E adesso?

Vinca il migliore. Nicholas ha 27 anni, emergente, imbattuto, è uno dei ragazzi italiani più interessanti nella categoria dei welter. E’ in crescita. Lo stimo perché è un ragazzo serio, fa questo mestiere con professionalità. Io porto sul ring tanta esperienza e soprattutto la voglia di mostrare una bella boxe. Ecco, spero che sia un titolo italiano che possa trasmettere emozioni e spettacolo. Che sia, insomma, un messaggio positivo: per far vedere quanto è bella la boxe e per farne capire i valori che possiede”.

AAATOBIA DUE

Tobia e Arblin si scambiano indicazioni e opinioni

Prosegue rigoroso il lavoro di preparazione. Giorno dopo giorno. La concentrazione è massima. Tobia Loriga e Arblin Kaba si sostengono, si aiutano, collaborano totalmente. “Ringrazio Arblin, è un caro amico e un buon pugile. Io cerco di motivarlo più che posso, per me è naturale farlo, ho esperienza. Kaba vale. E può crescere tanto. La strada è dura. Mi rendo conto che non è semplice allenarsi, al giorno d’oggi, in uno sport severo come il pugilato e che economicamente non offre neanche tanto. Sotto questo aspetto fare pugilato è più facile per uno maturo come me che per i giovani, costretti a sacrifici e rinunce. Chi ha passione ce la fa”.

Ringrazio ovviamente il maestro Paolo Pesci e suo figlio Olmo per tutto quello che stanno facendo, e che hanno fatto anche in passato, per me”.

Tobia, in questa lunga carriera quale è stati il match al quale sei maggiormente affezionato?

Può sembrare strano, è stato un combattimento che non aveva un titolo in palio… Ma che mi ha aperto le porte. E mi ha dato tante certezze. La sfida con Sven Paris, il 17 febbraio 2006. A Ostia Lido. Valeva come Eliminatoria per il titolo italiano dei superwelter. Eravamo entrambi imbattuti. Lui con 18 incontri tutti vinti, io con 17 match e altrettante vittorie. Quella sera feci un importante salto di qualità”.

Lo ricordo bene, quel combattimento. E la prestazione, umile e orgogliosa, di Tobia Loriga. 

Paris aveva potenza nelle mani, fisicità, veniva da diverse vittorie per ko e kot, e dunque godeva di maggior considerazione. Inoltre, combatteva praticamente in casa. 

Con lucidità, tecnica, tattica, grande attenzione, Loriga seppe tenere sotto controllo le sfuriate del “White Warrior” di Frosinone. E pazientemente seppe imporre il suo pugilato pulito e preciso.

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