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Tatuaggi nazisti. Arbitri, Federazione e Procura Federale

 Guantoni ROSSI

 

IL FATTO E LE DOMANDE

Sabato 18 settembre 2021, sul ring del PalaChiarbola di Trieste è stato disputato il campionato italiano (titolo vacante) dei superpiuma. HassanNourdine (12-5-0) ha battuto ai punti in 10 round Michele Broili (13-2-2).Broili si è presentato con più simboli nazisti tatuati sul petto.In molti ci hanno scritto o telefonato, chiedendoci perché al pugile sia stato consentito di salire sul ring e combattere. Perché gli arbitri o il commissario di riunione non lo abbiano fermato prima.Perché la Federazione e i suoi rappresentanti non si siano accorti di nulla e abbiano scoperto la cosa solo dopo 17 combattimenti.Alla prima parte degli interrogativi, abbiamo cercato di rispondente dopo avere consultato i regolamenti.

LA QUESTIONE ARBITRALE

Esiste una disposizione specifica, attualmente in vigore, per Arbitri, Giudici e Commissari di Riunione che impone un qualsivoglia controllo sui tatuaggi sul corpo del pugile? 
In nessuna parte delRegolamento del Settore Pro, del Regolamento Commissari di Riunione o nel Codice Etico vi è un’indicazione in proposito. L’unica norma che tocchi, ma alla lontana, il caso in questione è nel Titolo V, Articolo 40, comma g) del Regolamento del settore Pro, che dice: Il commissario di riunione è tenuto a verificare che i pugili e gli assistenti si presentino sul quadrato e all’angolo nella tenuta prescritta.Ci sono altre indicazioni (Titolo VIII, Art. 62, comma 16) sul divieto di piercing, forcine o fermagli per capelli, e l’uso del make up. Anche l’art 4, comma l, del Regolamento Commissari di Riunione indica controlli similari: accertare che i pugili siano ben rasati, senza barba e baffi, o delegare altro Ufficiale di Gara controfirmando i verbali di peso e di visita medica. I tatuaggi non sono mai nominati.

È richiesta in modo definitivo la presenza dell’arbitro o di un giudice al momento del peso ufficiale? 
L’unica presenza richiesta (Titolo VII, Capo 1, Art. 55 del Regolamento del settore Pro) è quella del commissario di riunione.

In quale momento l’arbitro viene a contatto con il pugile e può di fatto rilevare irregolarità di vario genere, compresi tatuaggi inappropriati? 
Nei campionati italiani professionisti, l’arbitro ed il supervisore entrano in contatto con i pugili un paio d’ore prima del combattimento, in quanto preposti al controllo dei bendaggi che devono essere eseguiti secondo quanto previsto dal regolamento. Terminato il bendaggio, sempre nello spogliatoio, l’arbitro impartisce le raccomandazioni ai pugili ricordando le principali regole e situazioni che potrebbero verificarsi sul quadrato, rammentando anche quello che lui farà in tali situazioni (colpo basso, ferita accidentale, ferita intenzionale, comportamenti scorretti). In tale occasione compito dell’arbitro è verificare la presenza di eventuali piercing, orecchini od anelli coi quali è vietato salire sul ring e quindi combattere. (Articoli vari Regolamento del settore Pro)

Quale figura federale deve controllare che le leggi attualmente in vigore per lo Stato italiano siano applicate prima, durante e dopo l’evento sportivo?
Il Commissario di riunione è l’unica autorità federale competente a dare ordini o direttive circa lo svolgimento della riunione per quanto riguarda l’aspetto tecnico ed organizzativo (Art. e, comma 3 del Regolamento deiCommissari di Riunione).

Quali sono i compiti del commissario di riunione e quando ha la facoltà di impedire a un atleta di salire sul ring avendo rilevato da parte del pugile la violazione del regolamento? 
Potrà impedire a un atleta di salire sul ring se nei controlli prima del match il pugile non ha dimostrato di essere in regola con la documentazione federale e associativa (Art. 40, comma h); non è in possesso della necessaria documentazione sanitaria (Art. 40, comme J); non è rientrato nei limiti di peso in un match valido per il titolo (Art. 40, comma k).

LA FEDERAZIONE

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, riportiamo alcuni capoversi del comunicato ufficiale con cui la Federazione Pugilistica Italiana è intervenuta sul fatto.

Durante l’incontro si sono notati alcuni tatuaggi sul corpo del Pugile Broili inneggianti al nazismo e, come tali, costituenti un comportamento inaccettabile e stigmatizzato da sempre dalla Federazione Pugilistica Italiana, la quale è costantemente schierata contro ogni forma di violenza, discriminazione e condotta illecita e/o criminosa.Ovviamente di tale comportamento è esclusivamente responsabile il tesserato che lo ha posto in essere e, semmai, indirettamente ed oggettivamente la Società di appartenenza che lo abbia avallato e/o tollerato.Alcuna responsabilità può e deve essere ascritta alla Federazione Pugilistica Italiana, la quale non può essere a conoscenza delle scelte personali di ogni singolo tesserato sino a quando non ne abbia contezza.

In altra parte del comunicato aggiunge.

Tale comportamento è in palese contrasto con le norme sancite dal Codice di Comportamento Sportivo del C.O.N.I. (art.5) che la F.P.I. recepisce, condividendone spirito e contenuto.

Per tali ragioni la F.P.I. si riserva di sottoporre agli Organi di Giustizia Federali tale comportamento affinché ne sia, nelle opportune sedi, valutata la contrarietà rispetto allo Statuto ed ai Regolamenti Federali e vengano adottate le opportune misure sanzionatorie anche a tutela dell’immagine della Federazione Pugilistica Italiana.
Riservandosi, altresì, ogni opportuna azione.

LA CONVOCAZIONE

La convocazione di Michele Broili da parte della Procura Federale sarà formalizzata a breve, qualcuno sostiene che il pugile sia già stato ascoltato nella giornata di ieri.

 

 

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