
("El Chino" Rodriguez all'attacco)
Ieri sera a Ciudad Guzmàn, in Messico, ha battuto il 31enne connazionale di Durango, Josue Castaneda Perez (12-10-2; 4 ko), un tenace ed esperto mestierante abituato a battersi con avversari di valore e reduce da cinque successi consecutivi, con un triplo e unanime verdetto di 77 a 74, al suo primo test sulle otto riprese.
Parliamo di Misael ‘El Chino’ Rodríguez, un predestinato. O meglio, sembrerebbe un predestinato, dal momento che l'incertezza é la "dea" che traccia la strada di ogni pugile. Nato il 7 Aprile 1994 a Cienega de Ceniceros, un sperduto villaggio di poche case (o qualcosa di simile...) per 360 abitanti, ad oltre 1600 metri di altitudine nello Stato messicano di Chihuahua. Poi la vita per sua fortuna, gli auguriamo, l'ha portato insieme alla famiglia a Hidalgo del Parral, una città di centomila abitanti, meno isolata ma sempre tra alte montagne, dove un tempo si estraeva l'argento. Cercavano qualcosa di meglio i Rodriguez e chissà che tra le miniere e i luoghi turistici (vi fu ucciso il rivoluzionario Pancho Villa...) non l'abbiano trovato, in quella grande terra dove si trova tutto il bene e tutto il male del mondo...
Poco si sa dei suoi inizi sportivi, ma é probabile che essi siano stati simili a quelli di un'infinità di ragazzi messicani e latino-americani più in generale, attratti dalle "sirene" del ring per mille motivi personali e sociali e spesso sottratti dai guantoni alla miseria, all'inattività, all'indolenza e alle nefaste tentazioni di periferie che offrono scorciatoie talvolta dagli esiti tragici.
Appena adolescente, "El Chino" già si faceva notare in arene spesso di quart'ordine, ma che non ammettono tentannemanti. Chiunque scavalchi le corde, in quello straordinario Paese da cui sono spuntati leggendari campionissimi, talentuoso o modesto che sia deve comunque dimostrare "cabeza-corazòn-cojones", la triade basilare di chiunque, laggiù, provi a diventare pugile. Passo dopo passo, guerra dopo guerra, Misael Uziel Rodríguez Oliva (il suo vero e chilometrico nome) cominciò ad indossare la canottiera della Nazionale e nel 2014 si cimentava già nelle WSB, poi nel 2015 conquistava la prima medaglia importante, quella di bronzo, ai Giochi Panamericani, per poi ripetersi alle Olimpiadi di Rio 2016, battuto in semifinale dall'uzbeko Bektemir Melikuziyev. Era un peso medio allora e lo é ancora oggi.
E' un ragazzo di carattere ardente, proteso con tutte le proprie forze al raggiungimento di un sogno: diventare il secondo messicano ad avere conquistato una medaglia olimpica e il campionato del mondo tra i professionisti, affiancando un altro pugile atzeca per il quale ogni commento é superfluo. Basta citarne il nome: Alfonso Zamora, straordinario peso gallo degli annì Settanta.
Passato tra i "prize fighters" nell'Aprile 2017 sotto le cure di Richard Schaefer, probabilmente su consiglio del connazionale Abner Mares, Rodriguez ha ben presto attirato l'attenzione del pubblico sia in Messico che negli Stati Uniti e con l'aumento dell sua credibilità, é aumentato anche il livello delle "piazze" in cui si é esibito e soprattutto il numero degli spettatori, sino a fare registrare dei "tutto-esaurito". Non ha ancora affrontato naturalmente avversari di alta quotazione, anche se Barbadillo, Calzada e Gonzales sono rivali più che dignitosi per un neo-pro.
Ha conseguito nove vittorie su nove incontri, quattro delle quali per ko, ma "El Chino" é un po' "anomalo" per essere un messicano. Di solito, li s'immagina brevilinei e protesi costantemente verso lo scontro "a viso aperto", invece Misael é alto 1e85, ma soprattutto è un tecnico. Possiede un jab sinistro asfissiante, porta i colpi sempre per linee interne e con traiettorie strette, ha una buona coordinazione braccia-gambe e riflessi pronti. Vanta un destro, portato però solo a colpo sicuro, molto pesante seppure non devastante e quando il rivale é in difficoltà, non gli lascia spazio per recuperare e non spreca inutilmente energie come spesso succede ai giovani inesperti, evidenziando lucidità e intelligenza in ogni frangente.
Insomma, é un pugile molto interessante e meritevole d'essere seguito nel suo cammino.
Diventerà davvero un campione? Presto per dirlo e i fossati della boxe sono ricolmi di "speranze" scomparse nel nulla...
Intanto poche ore fa ha vinto bene: un altro passettino verso il "paradiso" tanto sognato.



