
Lenny all'attacco del fuoriclasse Jermall Charlo
Per la seconda volta nella storia del titolo dell'Unione Europea un pugile italiano tenta la fortuna in terra francese.
Nel 2016 non fu fortunato Emanuele Della Rosa contro Attou e il prossimo sabato ci proverà un agguerrito Lenny Bottai, che è in partenza per la Normandia dove a Caen affronterà il 26enne Maxime Beaussire, campione in carica, il quale avrà l'appoggio di diverse migliaia di tifosi attorno al ring del Centro polifunzionale Zenith. Il livornese è ben allenato, determinato a compiere un'impresa che mai è riuscita a un 40enne in un match valido per un titolo Oltralpe.
-Mi sono preparato duramente perché so che non sarà affatto facile. Beaussire è molto fisico e ben preparato e io non sarò da meno-Dichiara "Mongoose " Bottai-Sono riuscito a fare buon sparring, molto specifico, anche se in Italia è un problema se non hai nessuno a portata di mano. Questa volta infatti sono anche andato a Roma da Della Rosa, che ringrazio insieme al suo maestro Monti e alla Revolution, la palestra che ci ha ospitato, oltre all’amico Agnuzzi, che ha fatto da tramite.
Sul match di Beaussire con Attou dello scorso aprile, posso dire che è stato il classico verdetto risicato, risolto dalla capacità di Attou di avere sette vite come i gatti. Indubbiamente Beaussire è monocorde ma asfissiante, poi l’ho visto anche con Santos, che è un elemento di rilievo. Quando i match sono così tirati ci può stare tutto. Di qua e di là.
Se dico che sarò seguito da cento livornesi che arriveranno a Caen dopo 1300 km. in pullman e aereo, ho detto tutto.
Io non ho mai inseguito altro che vivere ogni attimo di quel che faccio, visto com'è stata rocambolesca la mia storia sportiva e mi sento privilegiato a vivere certe emozioni. Pertanto continuo a ripetermi e a ripetere che non ho niente da perdere e tutto da vivere “a viso aperto”. La boxe è fatta di sfide, chi le accetta e le vive, chi le commenta. Io ho il privilegio di essere tra i primi, per quanto- modestamente- guadagnato con sacrificio e risultati in dieci anni di professionismo.
Con Charlo era un’opportunità che a rifiutarla ci sarebbe stato da mangiarsi le mani un domani, raccontandolo ai nipoti “Sai che avrei dovuto combattere negli Usa... ma poi...”, ovviamente una missione ai limiti dell’impossibile (ma sul ring niente è impossibile), ma se non se non accetti di stare sul ring più importante della storia, cosa stai in palestra a fare?
Ovviamente, poi la borsa è importante ed è (dovrebbe essere ) lavoro. Anche se io non sono mai andato per prendere la borsa.
Questo è un altro match, ovviamente più fattibile ma per niente facile, anche perché, forse quando combattiamo con i francesi i giudici belgi, magari francofoni, andrebbero evitati (esperienza con Hamilcaro). Ma questa è solo una polemica di etica sportiva.
Andiamo a Caen e vediamo, da buoni livornesi sorridendo anche al peggior libeccio.
Un domani tutta questa esperienza di una carriera in buona parte auto-gestita spero di sfruttarla per i miei ragazzi-.



