
Il messicano abbandona al termine del quarto round
di Matteo Biancareddu
L’avventura di Carmine Tommasone (16-0-0, 5 KO) nel pugilato che conta è ricominciata sabato sera ad Avellino, la sua città natale, dove il trentaduenne peso piuma campano ha battuto il coetaneo messicano Jesus Antonio Rios (35-9-1, 28 KO) per ghermire il titolo intercontinentale WBA. La cintura non ha un valore intrinseco, ma serve a riportare Tommasone nei piani alti del ranking dopo l’estromissione causata dall’esperienza olimpica. Come noto, infatti, il pugile irpino aveva aderito al progetto dell’AIBA, che prevedeva l’apertura dei Giochi Olimpici ai pugili professionisti, ed era stato il primo pro a qualificarsi per Rio, dove era stato fermato agli ottavi dalla futura medaglia di bronzo dei pesi leggeri, il cubano Lazaro Alvarez. Gli enti regolatori della boxe professionistica, tanto in campo europeo quanto a livello mondiale, avevano nel frattempo provveduto a rimuovere Tommasone dalle rispettive classifiche, salvo reinserirlo al termine della digressione dilettantistica. E’ opportuno ricordare che il pugile avellinese, al momento dell’adesione alla causa olimpica, era sfidante ufficiale al titolo europeo: una qualifica che, ovviamente, gli è stata revocata a seguito del passaggio sotto l’AIBA.
La vittoria su Rios fornisce un nuovo impulso alla carriera professionistica di Tommasone. Il pugile campano è sembrato brillante sul piano atletico, malgrado il cambio d’abitudini comportato dal ritorno al combattimento sui dodici round. Gliene sono bastati quattro, in realtà, per costringere alla resa il rivale, che si è ritirato nell’intervallo precedente la quinta ripresa. Fino ad allora, però, il match era stato vero, intenso: Tommasone aveva accumulato un vantaggio significativo nei punteggi, ma Rios l’aveva spaventato più d’una volta con colpi di una certa pesantezza. Fin dal primo round, il pugile avellinese si è dimostrato superiore all’avversario in tecnica, tempismo e velocità: l’ha bersagliato con il jab e punito all’occorrenza con il destro, salvo dileguarsi prima della reazione altrui. L’unica pecca addebitabile a Tommasone è stata l’eccessiva ricerca del colpo pesante, caricato, che spesso ha pregiudicato la precisione. Ma Rios, nel round iniziale, non è sembrato in possesso degli strumenti necessari per impensierire il nostro.
La situazione è cambiata a partire dal secondo round, che Tommasone ha senz’altro vinto, ma dopo aver subìto un gancio sinistro notevole, di quelli che fanno piegare le gambe. Nel terzo, invece, Rios è andato a segno con due destri puliti e pesanti, che tuttavia l’italiano ha incassato bene. Sono stati comunque due colpi abbastanza telefonati, quali Tommasone non può concedersi il lusso di subire. In quella ripresa, il messicano ha avuto buon gioco nell’evitare i colpi del rivale con i movimenti della testa, ma Tommasone ha riscosso gli interessi nel round successivo, quando è tornato padrone della situazione. Un suo diretto sinistro in chiusura di ripresa ha pesantemente sbattuto al tappeto Rios, che è sopravvissuto fino al termine del round, ma solo per ritirarsi nell’intervallo. Pare che il messicano abbia addotto a motivazione dell’abbandono un infortunio al braccio sinistro: in realtà, ne aveva semplicemente avuto abbastanza. Tommasone può ricominciare così l’ascesa al titolo europeo, o magari a un altro titolo di sigla minore: le sue ambizioni restano intatte come il suo record.



