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Le passioni sportive di ognuno di noi si dice che spesso, soprattutto quando non nascono in tenera età, sono figlie anche di una sorta di affinità che si prova con i propri idoli. Io, che non credo esistano campioni e squadre perfette, penso di aver capito perché non faccio il tifo per Federer o per il Barcellona. Troppo perfetti, impeccabili, bellissimi da vedere, per molti rappresentano quanto di meglio i rispettivi sport abbiano mai avuto. Le parole espresse per il Barcellona, negli ultimi cinque anni, da qualche mese vengono spese allo stesso modo per il Bayern Monaco. I bavaresi sono fortissimi, invincibili, giocano un calcio splendido, finalmente fanno divertire i propri tifosi, in più sono tedeschi e quindi (almeno sulla carta) non dovrebbero sgarrare né in campo né fuori. Il Barcellona, il Bayern, il Borussia Dortmund e il Real Madrid sono le quattro squadre che si giocano la Champions League 2012/2013. Personalmente non ho nulla contro il Real e il Borussia, però sarei contento che la Champions la vincesse uno tra Heynckes e Tito Vilanova, due bravi allenatori, con alle spalle storie molto particolari e molto diverse che devono convivere con l’ombra di Pep Guardiola.

La missione di Tito – Quando Guardiola nell’estate del 2008 divenne l’allenatore del Barca scelse come suo vice il fraterno amico Vilanova. Con loro in panchina il Barcellona ha vinto una marea di trofei. Pep è diventato una sorta di divinità. Nell’ambiente blaugrana molti hanno sempre sostenuto che Vilanova abbia dato tanto dritte al suo capo allenatore. Per questo lo scorso maggio, quando Guardiola salutò la compagnia, Vilanova divenne allenatore del Barcellona. La scelta fu in certo senso sorprendente, ma il presidente Rosell disse che Tito, oltre ad essere un tecnico valido e preparato, era il braccio destro di Guardiola ed era molto apprezzato da tutti i calciatori. Fino a quel momento di lui si ricordavano soprattutto due momenti, due storie completamente diverse. Nella gara di ritorno di Supercoppa di Spagna, agosto 2011, Mourinho, nervosissimo, infilò un dito nell’occhio al povero Vilanova, che qualche mese dopo finì alla ribalta, suo malgrado, per colpa di un tumore alla ghiandola parotide.

Nel girone di andata il Barcellona, con Tito in panchina, ha vinto 18 partite su 19 (l’unico pareggio con il Real di Mourinho). Purtroppo una settimana prima di Natale a Vilanova fu diagnosticato un altro un tumore alla ghiandola parotide. L’allenatore operato con successo a New York, dove adesso vive l’amico Pep Guardiola, ritornò a tempo di record in panchina. Ma il 3 febbraio Tito ha dovuto lasciare la panchina della squadra più forte del mondo a Jordi Roura, il suo vice. Vilanova a New York si è sottoposto a durissime cure.

In quelle settimane il Barca ha sbandato, ha perso con il Real Madrid due volte in tre giorni, ma è riuscito ad eliminare il Milan in Champions League. Tito in quelle settimane segue comunque la squadra. I suoi collaboratori gli inviano tutti i giorni i dvd degli allenamenti, poi su Skype tutti assieme discutono del Barca e dell’avversario di turno. Tramite sms Tito Vilanova guardando le partite in tv dava dritte preziose al suo vice. Il 2 aprile Tito è tornato in panchina. Ma né prima né dopo le partite l’allenatore ha rilasciato interviste. La Liga è a portata di mano, sarà vinta forse la settimana prossima. La Champions è difficile da conquistare anche se a Wembley, dove si giocherà la finale, il Barcellona ha già trionfato nel 1992 e nel 2011.

Lo stano destino di Jupp – Vedendo Jupp Heynckes in pochi potrebbero immaginare che quel signore piccolino, abbastanza distinto, con gli occhialini, sia stato uno dei più grandi bomber della Bundesliga. Heynckes è stato un calciatore del Borussia Moenchengladbach, che in quegli anni battagliava con il Bayern di Beckenbauer. Assieme i due vinsero il Mondiale ’74 e l’Europeo del ’72. Ma i calciatori di quelle squadre non erano certo amici.

Dopo aver guidato per otto stagioni il Moenchengadbach, Heynckes nel 1987 passò al Bayern, con cui vinse la Bundesliga nel 1989 e nel 1990. Nel 1991 Uli Hoeness, tutt’ora dirigente principe del Bayern, portò fuori a cena il suo amico Heynckes. I due mangiarono, bevettero sicuramente un paio di birre, poi iniziarono a giocare a carte. Tra una mano e l’altra Hoeness comunicò ad Heynckes l’esonero!

L’allenatore proseguì la sua carriera. Jupp nell’estate del 1997 prese il posto di Capello che, attratto da Berlusconi, lasciò il Real Madrid per il Milan. Heynckes con il Real Madrid nella stagione 97/98 vinse la Champions League, in finale fu sconfitta la Juve per 1 – 0, gol di Mijatovic in fuorigioco. A Madrid il tedesco riportò la coppa che mancava da 32 anni. La stampa, però, non amava il suo calcio poco spettacolare. Così Heynckes fu mandato via!!
La sua carriera continua fino al 2004 quando Heynckes decide di fermarsi. Tre anni dopo il suo Borussia Moenchengladbach è in grande difficoltà e chiama Jupp, il miracolo non riesce. Heynckes torna a fare il pensionato.

Nell’aprile del 2009 il Bayern licenzia Klinsmann. I tedeschi devono raggiungere assolutamente la qualificazione alla Champions. Heynckes viene richiamato, il Bayern vince tutte le partite.Jupp non viene confermato (qual è la novità?), ma continua ad allenare. L’esperto tecnico passa al Bayer Leverkusen, con cui disputa due ottime annate. Hoeness, Rummenigge e Beckenbauer lo richiamano nell’estate del 2011.

Il Bayern vuole vincere la Champions, anche perché la finale del 2012 si gioca a Monaco di Baviera. Heynckes parte forte, ma poi forse sbaglia la preparazione invernale. Il Bayern perde la finale di Coppa di Germania, arriva secondo in campionato e perde ai calci di rigore la finale di Champions League con il Chelsea.

Jupp, detto ‘Osram’, perché quando è teso il suo viso si accende come una lampadina, viene confermato. La stagione 2012/2013 in Bundesliga è stata trionfale. Il Bayern, finora, ha vinto 27 partite ne ha pareggiate 3 e ne ha persa solo una. Tutti i record della Bundesliga sono stati frantumati. Mueller e soci sono in semifinale di Champions ed in finale di Coppa di Germania. Ma Heynckes il prossimo anno non sarà sulla panchina del Bayern, che ha già ingaggiato per la prossima stagione Pep Guardiola.

Questo sarà un articolo un po’ diverso dal solito,poichè attingendo da qualche appunto scritto in questi anni più che fare solo cronaca parlando dell’ andata dei quarti di finale di questa edizione di Champions League (con una postilla finale sull’ Europa League) farò alcune personalissime valutazioni e riflessioni su  vittorie e sconfitte di una o più squadre, club e nazionali, che si intersecano in questi ultimi 5 anni diciamo dal primo successo spagnolo, passando per il  Barca di Messi in Champions e soffermandomi su Bayern-Chelsea, quasi a formare un mosaico a prima vista disomogeneo però con tre punti cardine nel discorso.

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