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La Boxe nella storia

Quando il grande Jack Dempsey andò ko alla prima ripresa

DempseyGiovane

 

 

( foto Jack Dempsey da giovane)

 

di Leonardo Pisani

Il ragazzo era duro come una roccia, come il marmo, era fatto di ferro tanto da non essere mai stato battuto prima del limite; cadeva a volte, ma si rialzava per stendere i suoi avversari. La sua pelle era dura perché sin da piccolo il fratello Bernie gliela faceva lavare con una mistura di salamoia e possedeva la mascella durissima, dato che masticava sempre resina, una abitudine che mantenne anche quando era ricco e famoso e frequentava le star e Hollywood. 

Il Maglio di Manassa era un duro che non rinunciava mai a combattere. John Lester Johnson gli ruppe le costole, ma Jack continuò a battersi fino al decimo round, strappando il pareggio; Gunboat Smith lo mise più volte al tappeto, ma poi Jack lo stese; Firpo lo fece volare dal ring, ma andò ko dopo 7 atterramenti; Tunney lo mandò per qualche secondo giù, ma il Maglio di Manassa si rialzò come un fulmine.  

Una sola volta andò ko! Molti sostennero che fu uno strano incontro, tanto da considerarlo una combine; troppo veloce la conclusione, dopo solo 25 secondi; strana anche la condotta del giovanissimo Jack, che si fece abbassare la guardia con il destro, era accovacciato, quasi immobile per poi beccarsi un duro sinistro al mento e giù per il conto totale.

Dempsey ha sempre negato, nelle sue interviste e autobiografie, che fosse stata una combine. Sostenne che aveva la mano destra in pessime condizioni per un incidente al bowling e che l’arbitro aveva contato troppo in fretta, invece la prima moglie, Maxine Cates, dichiarò che Dempsey finse di perdere perché gli avevano offerto più dollari per la sconfitta che per una eventuale vittoria e tre testimoni parlarono di 500 dollari, tanti per un affamato peso massimo sconosciuto; lo dissero nel 1920 al The Chicago Tribune ad "Eye Witness", affermato cronista delle vecchia scuola, che ha intervistato tre uomini che erano lì, quel 13 febbraio 1917 a Murray. Questi tre uomini erano John Derks, direttore sportivo di Salt Lake Tribune; Hardy Downing, un promotore di boxe di Salt Lake City che gestiva anche una palestra locale; Al Auerbach, che era terzo manager di Jack Dempsey.

JimFlynn

 

(Jim Flynn)

Era un Febbraio di 98 anni va; numeri sfortunati per uno superstizioso il 1917 e 13. L’arena era quella della Trocadero Hall, a Murray nello  Utah; arbitro Frank Armstrong e l’avversario era un pompiere che, oltre ad affrontato incendi, aveva combattuto con tutti i migliori pesi massimi e mediomassimi del mondo; Jack Johnson, Sam Langford, Tommy Burns, "Philadelphia" Jack O'Brien, Luther McCarty, Jack Root, George Gardner, Ed "Gunboat" Smith, Battling Levinsky, Jack Dillon, Theodore "Tiger" Flowers, Fred Fulton, Billy Miske e Carl Morris. Si chiamava Jim Flynn, soprannominato "Fireman" per via del suo lavoro, ma il vero nome era Andrea Chiariglione, figlio di emigrati liguri nel New Jersey.

Tozzo, forte, buon colpitore, aggressivo e anche scorretto, aveva sostenuto due mondiali dei massimi perdendo nel 1906 prima del limite contro Tommy Burns e per intervento della polizia, mentre le stava prendendo da Jack Johnson, nel 1912. Comunque. un brutto cliente per tutti, anche per le sue scorrettezze come contro Johnson e Sam Langoford.

Dempsey aveva 21 anni ed era praticamente ancora un quasi sconosciuto peso massimo per le grandi platee; fatto sta che andò giù chi dice in 10 secondi, chi in 20 o 25 e rimase al tappeto per circa 20 secondi.


C’è un aneddoto su questo incontro, probabilmente falso ma divertente.  Qualche giorno dopo il match  Dempsey e Flynn  si incontrarono  per una colazione amichevole in casa dell’arbitro e parlarono un po’ ovviamente dell’incontro e all’arbitro sfuggì che durante il conteggio sentiva come una specie di senso di soffocamento, che gli aveva impedito di arrivare al canonico dieci.  

“Molto strano", disse  Frank Armstrong. Il giovane Dempsey rispose: ”Quindi, se non avete contato fino a 10, il match continua”. E colpì Flynn con un destro facendolo volare privo di sensi dalla sedia.  Falso o vero che sia, i due si ritrovarono un anno dopo a Fort Sheridan, nell’Illinois il 14 febbraio 1918, e Flynn andò ko alla prima ripresa. Quell’anno il Manassa mise ko "K.O." Bill Brennan, Billy Miske, Arthur Pelkey, Carlo Morris, Fred Fulton,  Battling Levinsky,  Gunboat Smith e Terry Kellar e non perse più prima del limite.

(Leonardo Pisani)

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