logo facebook SEGUICI SU FACEBOOK
config

In Libreria

Tradimenti e amori, luci dopo le sconfitte. È la dura vita di Lele

Copia di copertina1

Emanuele Blandamura si racconta a Dario Torromeo. Un romanzo drammatico, in cui si nasconde qualche sorriso

Avere un figlio significa manifestare un assoluto accordo con l’uomo. Se ho
un bambino, è come se dicessi: sono nato, ho assaggiato la vita
e ho constatato che essa è così buona che merita di essere moltiplicata
.”
(Milan Kundera, Il valzer degli addii)

 

Lele ha imparato troppo presto che non è una verità assoluta.

Lele è Emanuele Blandamura,uno che per vivere ha scelto un mestiere difficile. Tira e prende cazzotti, fa il pugile professionista. Un lavoro così complesso da essere riservato a pochi, solo uomini (o donne) speciali possono salire su un ring.

“La boxe è qualcosa di innaturale perché si fa sempre tutto al contrario. Quando vuoi spostarti a sinistra, non fai un passo a sinistra: spingi sull'alluce destro. Per spostarti a destra usi l'alluce sinistro. Invece di allontanarti dal dolore come farebbe qualunque persona sana, gli vai incontro. Tutto nella boxe funziona al contrario.

Million dollar baby, voce narrante.

Lele fin da bambino ha recepito il messaggio.

Doveva interpretare la vita al contrario.

Aveva dieci mesi quando i genitori l’hanno abbandonato provocando un trauma che ha creato un vuoto sentimentale, generato un dolore fisico ed emotivo fino a formare una cicatrice quasi impossibile da cancellare.

A tormentarlo non è stata solo la mancanza delle figure di riferimento.

L’infanzia è evoluzione, la personalità del bambino prende forma lentamente. Bisogna imparare a rispettare se stessi se si vuole impare a relazionarsi con gli altri. Lui ha avuto come compagne di strada l’ansia, la tristezza e la carenza di autostima. Non aiutano a crescere.

Ho capito che avrei scritto questo libro la prima volta che ho parlato a lungo con Lele. Eravamo attorno a un tavolino del Bar dei Cesaroni, a Garbatella. Io abito lì da sempre, lui veniva da Nuovo Salario. Si è seduto davanti a me e in un’ora è riuscito a fare la sintesi della sua vita. Mi ha raccontato la storia di un ragazzo che ha dovuto sempre lottare per ottenere quello che gli spettava. Il rispetto di se stesso.

Avevano chiuso in un ripostiglio i suoi sogni. Avevano negato a un bambino la possibilità di avere ricordi gioiosi dell’infanzia. Ogni volta che andava a cercarne uno, si scontrava con quel senso di vuoto che l’ha accompagnato per l’intera adolescenza.

Ha combattuto dentro e fuori dal ring. Non c’è stata giornata in cui non sia stato chiamato a confrontarsi con i demoni. La sua è stata una vita presa a pugni. Ci vuole coraggio per uscirne fuori assorbendo al meglio i colpi e riuscendo a piazzare botte vincenti.

Crescendo ha capito che doveva usare una differente chiave di lettura, abbandonare il livello della commiserazione e passare all’azione vera e propria. È stato bravo a venirne fuori, lottando e soffrendo, combattendo ogni volta che qualcuno non voleva concedergli quegli spazi che gli spettavano. È stato bravo soprattutto nonno Felice a camminargli accanto. Gli ha insegnato come ritrovare un minimo di serenità, senza imporgli regole o stilare una lista di comandamenti da cui non derogare. Per fargli capire cosa fosse la vita ha scelto la strada più difficile da praticare, quella dell’esempio silenzioso.

E Lele ha capito.

Nonno Felice è stato la guida, il ragazzo diventando uomo ci ha messo tenacia, intelligenza e volontà.

La boxe l’ha aiutato. È stato il mezzo attraverso il quale ha potuto dare un’aggiustatina all’autostima. E lentamente, con grande costanza, si è trasformato in un vincente. Sul ring e nella vita. Ogni trofeo lo ha messo in mostra nella cameretta della casa di piazza Ottaviano Vimercati, il suo rifugio. Lì ha pianto quando si scontrava con il buio dei ricordi, ha scacciato quei demoni che si trasformavano in incubi, lì ha sorriso quando ha capito dove è riuscito ad arrivare. Da bulletto di periferia è diventato un campione.

È una storia drammatica, fatta di momenti terribili. Dentro ci sono la scoperta di una pericolosa estasi artificiale, la voglia di rischiare la vita per dare un senso alla quotidianeità che diventava ogni giorno meno gestibile, il pericolo rappresentato dai viscidi desideri di un pedofilo, gli scontri con il resto del mondo a cui imputava una colpa che lui non riusciva a perdonare, quella di essere felici.

È un racconto con un finale aperto.

Lele, aiutato da nonno Felice, ha costruito la vita pezzo dopo pezzo. È anche andato alla ricerca di una madre che non aveva mai conosciuto. L’ha ritrovata dopo ventisette anni. Ha allacciato rapporti più intensi con il padre. Ha reso costante la presenza di entrambi nella sua esistenza.

Qualche risultato l’ha raggiunto, altri sono ancora da conquistare.

Ha rimesso assieme molti frammenti di un puzzle complesso.

È diventato uomo e adesso si piace decisamente di più.

Ha hobby insoliti per uno sportivo professionista. Ascolta musica classica, legge libri di filosofia, nelle giornate di riposo va in giro per musei. E per confrontarsi sceglie persone che possano impegnarlo sul piano della dialettica. Vuole uno scontro verbale che scenda nel profondo dell’anima, ha imparato a non accontentarsi dei risultati ottenuti senza rischiare.

Ha anche scritto dei versi, li ha messi tutti assieme in un quadernone che custodisce gelosamente. Alcuni li trovate, in corsivo, in questo libro. Raccontano il suo stato d’animo nei momenti chiave del viaggio verso il futuro. Esprimono forza e debolezza, sensazioni in eterno conflitto.

Ci siamo dati appuntamento un sabato dopo l’altro. Io a stimolare i suoi ricordi, lui a raccontarsi senza nascondere nulla. A volte ridendo, altre versando lacrime di commozione.

Lele è un pugile, fa le cose al contrario. E continua ad andare incontro al dolore, perché sa che è l’unico modo per levarsi le paure e inseguire un’idea di felicità.

Questa è la storia di Emanuele Blandamura, la storia di un uomo coraggioso.

(dall'introduzione di Dario Torromeo al suo romanzo “Che LOTTA è la VITA", edizioni Absolutely Free. Nelle migliori librerie e in tutti i siti di vendita online)

RIFERIMENTI

BOXE RING WEB

EDITORE FLAVIO DELL'AMORE

Autorizzazione Tribunale di Forli' n. 2709

FORUM

logo boxeringweb2017c

Il Forum a cura di NonSoloBoxe

Per discutere di Boxe e non solo...

ACCEDI