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Stasera, in Francia, Silvia Bortot a caccia del vacante europeo contro Marie Hélène Meron

Bortot

(Silvia Bortot e Marie Hélène Meron in allenamento)

Stasera, sul ring del Gymnase Royallieu di Compiegne, la cittadina francese a Nord di Parigi sulla strada che conduce in Belgio, in cartellone il vacante titolo europeo delle peso superleggere tra la 31enne beniamina di casa Marie Hélène Meron (5-0-1; 2 ko- Al peso kg.63.100) e la nostra 34enne veneta Silvia Bortot (5-0-1; 1 ko- Al peso kg.62.800). Come già si é scritto, si tratterà di un match valevole per una cintura continentale per certi versi fuori dal consueto per la brevissima carriera professionistica che caratterizza entrambe le protagoniste. La Meron si cimenta tra le "prize fighter" da solo tre anni e Silvia addirittura da due e la somma dei match complessivamente sostenuti assomma ad appena dodici. Va però sottolineato che sia la Meron quanto la Bortot hanno un passato piuttosto lungo in altre discipline da combattimento e a livello dilettantistico dove, sia l'una che l'altra, hanno indossato la canottiera delle rispettive Nazionali.

Silvia Bortot, seguita da Luca Tescaroli e Massimo Brognara, ha un'occasione davvero straordinaria per coronare i tanti sacrifici sostenuti sino ad oggi e dare ampio respiro al proprio futuro pugilistico perché, pur godendo del vantaggio di combattere in casa sua, la transalpina non vanta un curriculum proibitivo per la cosfidante italiana. Dalle scarne dichiarazioni e notizie divulgate dai media francesi, emerge comunque l'ipotesi che l'allenatore Jacques Vasse e lo staff del Ring Olympique Compiégnois (la società in cui Marie Hélene Meron si allena da sempre) abbiano preparato la loro atleta ad un combattimento basato soprattutto su altissimi ritmi e un asfissiante lavoro al corpo. In effetti, la padrona di casa dovrebbe essere assai più bassa della Bortot e gode la fama di possedere colpi pesanti, anche se dal record non sembrerebbe, quindi é abbastanza ovvio che cercherà di "soffocare" Silvia attaccandola in continuazione e affondando ai fianchi per minarne la resistenza, facendo leva appunto sulla potenza. Lo si evince anche dai rari filmati reperibili che si é preparata proprio a questo.

Al contrario, la più alta nostra connazionale avrà il compito di far valere il proprio superiore allungo, di muoversi lateralmente e senza sosta facendo attenzione a non lasciarsi chiudere alle corde e di controllare il combattimento sin dal primo colpo di gong affinché la rivale non si ingigantisca. Ovvio che per condurre il match secondo tale tattica Silvia dovrà essere al top sotto il profilo atletico e psicologico, perché passare in un sol balzo dalle sei riprese (salvo un test sulle otto) dei match di routine alle dieci di un campionato europeo non é facile e a 34 anni ancora meno. Il fisico influisce sulla mente e viceversa. Non le basterà essere solida, quindi, solo in una delle due componenti, ma in entrambe.

Per vincere in Francia dovrà partire con l'idea di ottenere un vantaggio finale abbastanza largo per evitare sorprese e a scanso di iprocrisie, sia chiaro che altrettanto é richiesto pure francesi che devono cimentarsi in Italia. Il combattimento tra Silvia Bortot e Marie Hélene Meron é sulla carta aperto, equlibrato e non resta che sperare in un verdetto a favore di chi lo meriterà davvero. Inutile dire che l'auspicio degli appassionati italiani é che, a fianco dell'unico campione d'Europa nostrano, il veneto Luca Rigoldi, si affianchi tra poche ore la sua corregionale Silvia. 

 

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