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Marsili in attacco con Giacon

Sono quindici anni che fa il professionista, sebbene bisognerebbe mettere le virgolette alla parola precedente perché in realtà lui vive del suo duro lavoro di portuale a Civitavecchia. Ad agosto compie 42 anni ma la voglia di mettersi in gioco e combattere sul ring è sempre quella. Il peso leggero Emiliano Marsili, imbattuto dopo trentasei match con trentacinque vittorie e un pari, combatterà il prossimo venerdì 23 febbraio a Roma, diretta di Fox Sports, contro il giovane messicano Victor Betancourt per l'inedito "mondiale WBC per la Pace” voluto dal presidente dell'ente Mauricio Sulaiman. Ripercorriamo velocementa la carriera di Marsili e i suoi match più significativi.

Marsili nasce a Civitavecchia, dove la boxe è una specie di religione, nell'epoca in cui i fratelli Branco scalano le classifiche mondiali e fanno incetta di titoli e dove anche un grandissimo talento come Pietro Aurino sceglie di andare ad allenarsi. Marsili si aggrega al gruppo della Civitaboxe di Franco Cherchi, il fratello Salvatore come manager di tutti quanti. Emiliano esordisce nel maggio 2003 contro il romeno Pop, non combatte spessissimo ma in tre anni mette insieme undici vittorie che gli danno la possibilità, il 17 novembre 2006, di salire sul ring di Grosseto per contendere il titolo italiano dei pesi leggeri all'allora campione e imbattuto Giovanni Niro, uno dei talenti di punta della scuderia di Rosanna Conti Cavini e del marito Umberto. L'incontro è bellissimo e senza esclusione di colpi, Marsili domina la prima parte di match ma cala dalla sesta in poi quando è Niro a fare le cose migliori. Dopo dieci riprese di incredibile intensità i giudici fanno il Ponzio Pilato e decretano un verdetto di parità che salva il titolo di Niro e lascia l'amaro in bocca a Marsili, che deve passare anni e molti incontri prima di avere una nuova possibilità importante. Nel frattempo accusa Umberto Cavini di privarlo di una nuova chance al titolo tricolore, ma proprio in una riunione della scuderia grossetana combatte a Viterbo il 4 aprile del 2008 battendo il francese Chapelle, con lo stesso Umberto che gli dà consigli all'angolo.

 

Insomma passano gli anni e passano i match, Marsili si fa la fama di essere un buon pugile ma che per svariate vicissitudini potrebbe anche non esplodere mai. Il 23 maggio 2009 nella sua Civitavecchia, finalmente, porta a casa la sua prima cintura, il Mediterraneo WBC battendo Giuseppe Facente, e giusto un anno dopo, a Brescia, ha la nuova sospirata possibilità di combattere per il titolo italiano, ma contro di lui c'è l'imbattuto campione in carica Luca Marasco, e nessuno dà particolari chance a Marsili, che tra l'altro ha già quasi trentaquattro anni. Invece Marsili domina il match e lo chiude battendo Marasco per ko tecnico alla nona e penultima ripresa. Il titolo è difeso due volte, vittoria ai punti contro Pasquale Di Silvio e ko alla prima ripresa contro Paolo Gassani, poi gli offrono la possibilità di andare a Liverpool per contendere il vancante mondiale IBO, sigla che non è riconosciuta dalla Fpi, ma solo per fare la vittima sacrificale del talento locale Derry Mathews. Invece Emiliano fa un grande match e vince per ko tecnico alla settima ripresa, successo che gli dà la chance, il 9 marzo 2013, di battersi per il vacante Europeo.

Facciamo una piccola premessa: il rapporto con la famiglia Cherchi si è (momentaneamente) interrotto, e Marsili è passato con la RoundZero di Giulio Spagnoli e come allenatore si è affidato a Mario Massai. Si dice che Salvatore e Franco Cherchi gli preferiscano il talento cristallino di Luca Giacon, talento di nascita e passaporto spagnolo, imbattuto dopo ventuno incontri, giovanissimo già campione della Comunità Europea, chiamato a una possibile grandissima carriera e dotato di una boxe spettacolare ed enormemente redditizia. Giacon che è giusto giusto l'avversario di Marsili (FOTO) per questo Europeo. Si combatte a Civitavecchia ma l'ovvio favorito del match è il "Black Mamba", tredici anni più giovane dell'ormai vecchio Marsili. Quest'ultimo è però a casa sua, e non si sente di fallire, e Giacon è incredibilmente al tappeto già nel primo round. Nella seconda ripresa l'italo-spagnolo colpisce con il destro e anche Marsili è contato, ma la cosa è solo un fuoco di paglia perché il laziale mette in azione il suo sinistro e per Giacon è la fine dei sogni importanti. Marsili si ritrova campione europeo, è ancora imbattuto e riallaccia i rapporti con Salvatore Cherchi pur restando fedele alle cure di Massai, quindi difende il suo titolo per quattro volte contro ancora Di Silvio, Benoit Manno e due volte il forte ungherese Gyorgy Mizsey.

Marsili con Zampaglione

A questo punto alla favola di Emiliano Marsili manca solo l'incredibile chance mondiale, cosa che lui prepara conquistando alla grande il Silver WBC battendo a Fiumicino nell'agosto del 2015 il messicano Gamaliel Diaz. Salvatore Cherchi si mette a lavorare alacremente per quello che è il sogno di Marsili ma non solo: combattere per il Mondiale all'alba dei quarant'anni e farlo in terra americana. Tutto pare andare in porto entro il giugno del 2016, in un posto che si chiama Verona ma è dalle parti di New York, avversario per il vacante WBC dei leggeri il forte e imbattuto montenegrino Dejan Zlaticanin. Marsili si prepara con coscienza, ma all'ultimo momento ha dei problemi di salute e il sogno sfuma. Zlaticanin combatte contro Mamani e vince il titolo, per Marsili non resta che piangere sull'occasione persa ma senza arrendersi.

E' ancora imbattuto, ha ancora voglia di sacrificarsi. Si fa amicizie importanti nel mondo dello spettacolo e dell'imprenditoria, soprattutto Enrico Tantussi e Federico Zampaglione(FOTO) e gira anche un documentario sulla sua vita. Passa con la scuderia di Mario Loreni, quindi torna sul ring altre tre volte e vince, pure l'Intercontinentale WBA. Torna con la famiglia Cherchi e il suo sogno è sempre il mondiale. Il 23 febbraio ha questa possibilità per questo titolo all'apparenza strano come il Mondiale “per la pace”. Ma sempre il suo sogno nel cuore. Insomma questo ragazzo di quarantuno anni e mezzo non vuole smettere mai di stupire.

Andrea Bacci

Trotta

(Fabrizio Trotta, a sx, contro Pisanti)

A volte ritornano…Anzi! Meglio sarebbe dire, nel pugilato, spesso ritornano!

Stavolta, il prossimo rientro porta il nome di Fabrizio Trotta (14-11-3; 3 ko), 38enne di Trasacco, un pittoresco paese in provincia dell’Aquila. Il supergallo abruzzese è inattivo da cinque anni esatti, 8 Febbriao 2013, allorché venne battuto per DT al 5° round da Michele Crudetti per il vacante titolo italiano della categoria. Poi, oltre all’amarezza per quella sconfitta, subentrarono altre vicissitudini che sembrarono avere allontanato per sempre Trotta dal ring, ma ora la “passionaccia” si è fatta di nuovo sentire e il 24 Febbraio prossimo egli ha accettato un ingaggio per disputare sei round, al limite dei pesi leggeri, presso il Club Saga Heredia di Malaga, nell’estremo sud della Spagna, contro la 19enne “speranza”  locale Samuel Molina (5-0-0; 2 ko), un ragazzo professionista da pochi mesi che anagraficamente potrebbe essergli figlio. Fabrizio Trotta già calcava il ring quando il suo prossimo avversario nasceva e ciò non è cosa da tutti i giorni. In carriera, il guerriero abruzzese ha sostenuto match importanti (campione d’Italia, challenger Europeo, UE e Interc.le Wba…)  e affrontato avversari di alto livello (Boschiero, Munroe, Parodi, Hiland, Frenois, Giner, ecc.), per cui certamente anni fa l’impegno con Molina sarebbe risultato per lui abbastanza agevole. Ma il tempo è passato e l’inattività è stata lunghissima, per cui la situazione è oggi molto più complicata. Non resta che attendere l’esito del combattimento, nella certezza che comunque Trotta darà tutto ciò che può, come sempre.

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