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(Dirrell, Yildirim e Lennox Lewis osserva...)

Sabato notte, al Mienneapolis Armory, in Minnesota, dopo quasi un anno di assenza dal ring ritorna alla ribalta il 34enne Anthony Dirrell (32-1-1, 24 ko), l'altissimo (1,88) e statuario supermedio del Michigan che affronterà, per la vacante cintura Wbc della categoria, il 27enne turco di Istanbul, Avni Yildirim (21-1-0; 12 ko). Il primo ricordo personale del talentuosissimo pugile statunitense risale addirittura alle Olimpiadi di Atene 2004 quando, subito al primo match delle qualificazioni, esibì un talento non comune sovrastando il cinese Ha Dabaater. Ne sottolineai il nome sul programma della manifestazione e ne seguii le prestazioni con particolare attenzione, sino a quando non venne dichiarato sconfitto dalle mai abbastanza criticabili  score-machine, secondo me discutibilmente, contro un "certo" kazako che si chiamava Gennady Golovkin, superato poi a sua volta in finale dal russo Gaydarbekov. La lunga parentesi per sottolineare che Dirrell é nelle alte sfere del boxing mondiale ormai da 15 anni e in tre lunghi lustri ha disputato appena 34 match, vale a dire una media di poco più di due ogni anno. Stranezze del pugilato o forse stranezze dell'atleta, Chissà!

Dirrell si é battuto per la prima volta con in palio la medesima cintura di sabato, nel 2013 a Brooklyn, quando un discutibile verdetto l'inchiodò sul pari dinanzi al detentore, il camerunense d'Australia Sakio Bika (32-5-2; 21 ko); rimise comunque a posto le cose otto mesi dopo, a Carson in California, quando l'africano stabilitosi a Sidney non "toccò palla" e perse largamente ai punti. Lo statunitense ebbe però poco tempo per bearsi del proprio titolo, perché l'anno successivo, il 2015, lo lasciò per verdetto a maggioranza, sul ring di Chicago, nelle mani di Badou Jack, tuttora alla ribalta nella categoria superiore dei mediomassimi.

Fu una grande delusione per Anthony, ma nonostante un attività sempre piuttosto "scarna", ebbe modo di dimostrare che la classe era sempre quella di sempre, mettendo in fila senza il minimo affanno avversari di buon livello, seppure certamente non d'élite: Rubio, Truax, Nemesapati, Douglin e Han.

Ora proverà a giocarsi forse l'ultima e grande carta della propria carriera, perché 34 anni sono a volte pochi e a volte tanti in quest'epoca e comunque alle sue spalle sgomitano giovani che non attendono solo l'occasione buona per sostituire una "vecchia guardia" decisa però a non mollare.

Il turco Yildirim é certamente un duro, un pugile tipico dei quadrati della propria terra, il quale ha combattuto un po' dovunque in giro per il mondo, ma soprattutto in Germania, dove la Turchia rappresenta quasi una nazione all'interno di un'altra nazione. Due anni fa, al Principe di Milano, qualcuno lo ricorderà protagonista in una delle ormai tradizionali serate dell'Opi Since della famiglia Cherchi, quando batté per ko il bielorusso Aliaksandr Sushchyts in pochi secondi. E' un elemento solido, aggressivo, convinto dei propri mezzi, ma quanto a talento non dovrebbe esserci gara, purtroppo per lui, rispetto a Dirrell. Nel record compaiono vari match vittoriosi per titoli "minori", però i nomi importanti sono pochi, a parte la "vecchissima gloria" Glenn Johnson (aveva 46 anni quando lo batté...), l'inconsistente Aaron Pryor jr. e altri comprimari. Però, il 10 Ottobre 2017 si é già cimentato, davanti al pubblico amico di Stoccarda, per un mondiale: quello Ibo detenuto da Chris Eubank, l'unico e vero avversario di alto livello mai affrontato. Finì malissimo e il turco fu letteralmente "sbriciolato" in tre round per ko. Nell'ultimo incontro disputato, lo scorso settembre in Germania, ha battuto ai punti con verdetto risicatissimo a maggioranza il 46enne congolese-danese Lolenga Mock, che nel frattempo ha dato l'addio alle scene. Era in palio l'Intern.le Wbc della categoria e tale prestazione solleva quasi più dubbi che non la débacle contro Eubanks.

Come finirà? Se Anthony Dirrell sarà anche soltanto abbastanza simile a quello dei giorni migliori, il verdetto sembrerebbe scontato. A meno che, come frequentemente accade sul ring, l'età. lo stato di forma, la sorte o tantissime altre variabili non sorridano sabato notte al pugile della mezza luna...

Dopo aver disputato un bel match vittorioso contro il nostro  Carmine Tommasone, per il campione Wbo  dei piuma,  Oscar Valdez, è tempo di programmi. In Messico la stampa specializzata e i social network parlano con insistenza di un derby contro il detentore Wbc dei superpiuma, Miguel Berchelt, uno degli atleti più in vista del pugilato nazionale, ma la Top Rank che, assieme alla Zanfer, ha organizzato l’ultimo match di  “El Alacran” in novembre, è molto prudente.

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Carl Moretti, vicepresidente della Top Rank, ha dichiarato in una intervista a ESPN:

"Valdez combatterà in maggio o giugno e probabilmente, dopo questo match, potremo pensare ad una riunificazione magari entro la fine dell'anno o salire a 58 kg. Se Miguel Berchelt allora sarà ancora nella posizione di oggi, cercheremo di organizzare il match che risulterebbe di grande interesse. Oscar ora è tornato a combattere dopo una delicata operazione chirurgica e ha vinto. Siamo convinti che sia pronto per  grandi combattimenti anche nella categoria superiore, ma a tempo debito. Invece siamo interessati subito ad una sfida con il campione Ibf dei piuma, Josh Warrington , che sosterrà la difesa ufficiale probabilmente in giugno, poi vedremo cosa ne pensa il suo promoter, Frank Warren. Noi siamo disponibili".

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