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Si è spento nella sua Brindisi Franco Zurlo. Era nato il 4 ottobre del 1940 e ha ceduto ieri ad una malattia che l'affliggeva da tempo. Cresciuto nella Pugilistica Rodio, ha lasciato una traccia indelebile nel grande libro della storia del pugilato italiano. Ambidestro, sia da dilettante che da professionista, il suo nome è stato segnalato nelle classifiche mondiali per diversi anni.

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Di assoluto prestigio la sua  carriera dilettantistica  esplosa  agli inizi degli anni sessanta . Conquistava il titolo italiano  dilettanti tre volte consecutivamente, a Modena nel 1962, a Pesaro nel 1963 e nel 1964 a Roma. Disputava con la nazionale undici combattimenti subendo due sole sconfitte intervallate dal campionato mondiale militari a Città del Lussemburgo nel 1962 e a Francoforte l’anno dopo. A Napoli nel 1963 vinceva la Medaglia d’Oro ai Giochi del Mediterraneo e partecipava senza fortuna alle Olimpiadi di Tokio 1964. Particolarmente intelligente, esercitava freddezza e potenza sul ring. Intraprendeva quindi la professione che sul finire del secondo anno di attività lo vedeva salire in cima ai valori italiani con la conquista del titolo, che era vacante, ai danni di Tommaso Galli. Questi, disorientato dalla guardi destra di Zurlo non seppe trovare la giusta contraria finendo battuto chiaramente. Il match si era disputato al Teatro Giacomini di Latina. Successivamente respingeva lo spezzino Antonio Sassarini, a Subiaco nel giugno del 1967 e otto mesi dopo a Brindisi. Con molte difficoltà la prima, ma con pieno merito nella seconda sul ring casalingo.

Il ruolo di campione  italiano gli permetteva di confrontarsi con il fuoriclasse  Tore Burruni per  la corona  europea. Disputava un match gagliardo ma non abbastanza per scalzare una vecchia volpe come il sardo dal suo piedistallo. Difendeva lo corona nazionale ancora un paio di volte, a Campobasso su Carmelo Massa per squalifica e con un poco di fortuna a Bologna contro un Farinelli, ispirato come non mai. Zurlo apatico e fuori forma agguantava un verdetto di parità con un’ultima ripresa disperata nella quale infliggeva un atterramento all’avversario sulla via di strappargli il titolo. Al suo ventisettesimo combattimento, con la sola sconfitta subita da Salvatore Burruni, a Taurianova coronava l’inseguimento alla corona continentale battendo Mimun Ben Alì al termine di un combattimento poco spettacolare ma condotto con estrema saggezza, contrando senza rischiare, l’aggressivo avversario.

Franco Zurlo diventava il nono italiano campione d’Europa dei pesi gallo. Il cammino continentale proseguiva con la vittoria su Francisco Martinez a Caserta, una vittoria per ferita e quella con lo scozzese John McCluskey a Zurigo in una difesa volontaria risultata più dura del previsto per il modo di combattere dello scozzese al limite del regolamento. Concedeva quindi una meritata rivincita al bolognese Farinelli. Questi sbagliava tattica lasciando l’iniziativa al campione; Zurlo, in netto vantaggio al dodicesimo round, smarriva la concentrazione e si faceva cogliere da un destraccio che accusava ma riusciva a conservare parte del vantaggio accumulato in precedenza. Gli scricchiolii fisici avvertiti nelle ultime prestazioni si palesavano a Londra. Sul quadrato della Albert Royal Hall, con un ginocchio malconcio, resisteva per undici round allo strapotere avversario. Praticamente immobile, ferito alla fronte e allo zigomo, chiese la sospensione dell’impari confronto nell’intervallo tra la undicesima e dodicesima ripresa. Due anni dopo tornerà a Londra, sempre sullo stesso ring a sfidare Johnny Clark per il titolo europeo, lasciato vacante dallo spagnolo Augustin Senin. L’incontro si fece subito drammatico per una larga ferita riportata dal nostro alla seconda ripresa causata da una violenta testata dell’avversario. Con simile menomazione Zurlo dovette diventare prudente ma la sua superiore classe gli permetteva di rintuzzare ogni attacco per colpire con colpi sferzanti molto applauditi dal pubblico londinese. Le ultime tre riprese lo videro protagonista e finiva spalla spalla con Clark che sul ring di casa veniva favorito dal verdetto. Chi pensava che il brindisino fosse finito si sbagliava di grosso; diradava la sua attività e nel 1975 nell’unico combattimento di quell’anno strappava il titolo italiano al bresciano Franco Mariani. A Milano furono molte le polemiche a fine incontro, per una presunta eccessiva fretta da parte dell’arbitro nel fermare il match con un ko tecnico a favore di Zurlo. Un perfetto gancio destro atterrava Mariani il quale, sospinto una seconda volta senza essere colpito, metteva un ginocchio a terra e l’arbitro sospendeva l’incontro. La folla reagiva con lancio di oggetti sul ring, insulti e minacce ai giudici con i tifosi trattenuti a stento dalla forza pubblica. Il 27 agosto, il brindisino avrebbe dovuto incontrare lo sfidante ufficiale Salvatore Fabrizio ma a causa di un infortunio non poté combattere e decadde. Questi conquistava il titolo ma lo abbandonava quasi subito dopo essersi impadronito dell’europeo.

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Ritornava quindi ancora in corsa il brindisino e riconquistava la corona di campione d’Italia per la terza volta. Rimessosi in pieno dai vari infortuni, snello e scattante come ai bei tempi a Latina, surclassava un  Teodoro Corallo aggressivo e generoso ma dominato dalla sontuosa tecnica di Zurlo. Gli intrecci tra campioni si infittiscono, Salvatore Fabrizio aveva conquistato la corona continentale e quale migliore occasione poteva essere quella di far incontrare i nostri due migliori pesi gallo del momento? A Selva di Fasano nel salone dei Congressi i due si sono dati aspra e dura battaglia dove l’agonismo prevaleva sulla tecnica. Fabrizio sconcertato dai continui cambi di guardia del furbo brindisino non riusciva a far valere la sua giovinezza subendo la classe e l’esperienza di Zurlo il quale, sette anni dopo, riconquistava il titolo di campione d’Europa.Inizia così un finale di carriera da incorniciare; a Forte Village di Santa Margherita di Pula, il parigino Jacky Bihin veniva dominato e costretto alla resa in otto riprese. Tre mesi dopo, sullo stesso ring, era l’irlandese Paddy McGuire a subire la stessa sorte. Ormai Franco Zurlo combatte solo in difesa del suo titolo e rischia sul quadrato di Viareggio; si salva con l’esperienza dal vigoroso assalto di Esteban Eguia, recuperando nell’ultima ripresa il vantaggio che lo spagnolo aveva accumulato in precedenza. Ancora un pareggio gli permette di rimanere campione. A Lugo di Romagna, fallisce l’attacco di Alfredo Mulas di quattordici anni più giovane. Come sempre, l’esperienza e la classe hanno contenuto il ritmo e l’aggressività del giovane avversario. Un mese dopo a Roccamorfina superava con autorità il napoletano Franco Buglione costretto ad abbandonare al decimo round. Avrebbe voluto lasciare l’attività con la corona europea sul capo, ma una buona offerta dalla Spagna lo indusse ad un nuovo combattimento. A Vigo il 16 settembre del 1978. fu una vera corrida con lo spagnolo Juan Francisco Rodriguez al quale, un arbitro succube dell’incandescente partecipazione del pubblico, concedeva ogni tipo di scorrettezze. Ferito in più parti ma orgogliosamente irriducibile rendeva dura la vita allo sfidante al quale tutti pronosticavano una facile vittoria. Solo due punti dividevano i contendenti alla fine del match. Perso il titolo disputava ancora due incontri prima di ritirarsi quarantenne con 50 combattimenti dei quali solamente sei perduti. Gli rimase il rimpianto di non aver mai potuto combattere per il titolo mondiale. Con i guadagni del pugilato divenne titolare di un complesso sportivo, con piscina, campi da tennis e bocce a Roma.Anni fà si trasferì  in California con la sua compagna che lo ha reso padre due volte. Ritorna a a Brindisi  pochi mesi  fà  probabilmente per disputare  nella sua terra  l'ultimo match della sua vita .  RIP

 

Note tratte  dal volume "Italiani sul ring: i Campioni"

di Pietro Anselmi e Flavio Dell'Amore.

 

I match più significativi di Zurlo

Latina 21-12-66 Tommaso Galli (Camp. Italiano pesi gallo) v. p. 12

Subiaco 14-06-67 Antonio Sassarini (Camp. Italiano pesi gallo) v. p. 12

Brindisi 21-02-68 Antonio Sassarini (Camp. Italiano pesi gallo) v. p. 12 

S. Bened. del Tr.31-07-68 Salvatore Burruni (Camp. Europeo pesi gallo) p. p. 15 

Campobasso04-12-68 Carmelo Massa (Camp. Italiano pesi gallo) v. sq. 6

Bologna 08-03-69 Enzo Farinelli (Camp. Italiano pesi gallo) pari 12

Taurianova 17-12-69 Mimoun Ben Alì (Camp. Europeo pesi gallo) v. p. 15

Caserta 11-03-70 Francisco Martinez (Camp. Europeo pesi gallo) v. im. 4

Zurigo 04-04-70 John McCluskey (Camp. Europeo pesi gallo) v. p. 15

Napoli 24-06-70 Enzo Farinelli (Camp. Europeo pesi gallo) v. p. 15

Londra 16-02-71 Alan Rudkin (Camp. Europeo pesi gallo) p. abb. 2

Londra 17-04-72 Johnny Clark (Camp. Europeo pesi gallo) p. p. 15

Milano 14-03-75 Ambrogio Mariani (Camp. Italiano pesi gallo) v. ko t. 3

Latina 09-07-76 Teodoro Corallo (Camp. Italiano pesi gallo) v. im. 10

Fasano 23-02-77 Salvatore Fabrizio (Camp. Europeo pesi gallo) v. p. 15

S. Margh. Pula 15-06-77 Jacky Bihin (Camp. Europeo pesi gallo) v. im. 8

S. Margh. Pula 28-09-77 Paddy Maguire (Camp. Europeo pesi gallo) v. abb. 9

Viareggio 19-04-78 Esteban Eguia (Camp. Europeo pesi gallo) pari 15 Lug

Eccellente prestazione quella fornita ieri sera dal peso massimo canadese Simon Kean (15-0 14 ko), nei quarti di finale a Londra 2012, che sul ring del Centre Gervais Auto di Shawinigan nel Québec dove ha sconfitto per kot alla terza ripresa Adam Braidwood (13-2).

Kean ha impartito una autentica lezione di boxe a Braidwood, che non è mai entrato nel match.

Nel sotto clou della riunione organizzata dalla Eye of the Tiger di Camille Estephan, successo ai punti per il s.leggero Yves Ulysse Jr (16-1), n. 10 WBC e n. 14 IBF, che supera ai punti l'ostico venezuelano Ernesto Espana (25-1-1 20 ko).

Unanime il verdetto della giuria in favore di Ulysse (100-90 100-90 99-91), che conquista la cintura Fecarbox WBC.

Nel resto del cartellone tutti vittoriosi i pugili dell'europa dell'est sotto contratto con la la Eye of the Tiger. contrattualmente.

Nuova vittoria prima del limite per il 20enne peso medio kazako Sadriddin Akhmedov (3-0), campione mondiale dilettanti "Youth" 2016, erede designato del fuoriclasse Gennady Golovkin, che supera per getto della spugna alla quinta ripresa il messicano Gustavo Garibay (13-11-2) atterrato nel corso della terza e in due occasioni della quinta ripresa.

Successi anche per il peso piuma armeno Andranik Grigoryan (7-0), per il s.medio kazako Nurzat Sabirov (7-0) e per massimo leggero russo Artur Ziyatdinov (6-0) che, superano nell'ordine i messicani Daniel Olea (13-5-2 pts 8), Guillermo Romero (12-7  ko 4) e Mario Aguilar (18-5 pts 6).

Max

 Simon Kean


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