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Come abbiamo segnalato due giorni fa il concorso d'asta Wba valido per l'organizzazione del titolo assoluto dei medi tra il campione "regular" Ryota Murata e lo sfidante Rob Brant è stato vinto dalla Greg Cohen Promotions, che gestisce Brant, con un'offerta di poco più di 200.000 dollari. Murata ha già firmato i contratti per affrontare il 20 ottobre, al Mandalay Bay di Las Vegas, Jason Quigley.

Top Rank e Teiken, che promuovono Murata, hanno rifiutato di partecipare alla gara d'asta e alla vigilia di Ferragosto è stata svelata la ragione di tale scelta.

Bob Arum ha dichiarato a BoxingScene: "Riteniamo che la chiamata all'asta e la conseguente offerta, siano contrarie al regolamento stesso della WBA. Quindi sia la Top Rank che la Teiken si sono rifiutati di partecipare e l'abbiamo fatto sapere alla WBA e resisteremo al tentativo di spogliare Murata del suo titolo. Egli combatterà contro Quigley, come annunciato. Non ci inchineremo alle imposizioni di un'organizzazione che viola le sue stesse regole". 

Ovviamente, molto diversa l'interpretazione di Greg Cohen, che rappresenta Brant:

"Ancora una volta Bob Arum e Honda vogliono fare tutto ciò che loro vogliono. Abbiamo seguito le regole a puntino. La verità è che non sta loro bene che Rob Brant sia lo sfidante ufficiale. Secondo il regolamento, noi abbiamo vinto l'asta in maniera regolare e ufficiale. Ora dovranno decidere se accettare o rifiutare questa realtà. Dipende da loro mantenere o meno il titolo per il loro campione".

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Ryota Murata ( a dx) nel match contro il nostro Blandamura in aprile scorso

Ferragosto triste per l'oro olimpico 2916 e campione del mondo 2015. Ieri il 26enne francese Tony Victor James Yoka ha lanciato un appello contro l'anno di squalifica impostogli dall'Ente antidoping, per aver violato i regolamenti sottraendosi ben tre  volte ai controlli.

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Un mese fa era stato condannato ad una sospensione di 12 mesi dall'attività, dopo un'udienza dove non è riuscito a dare spiegazioni valide. Il pugile parigino ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma proprio ieri la massima istituzione ha confermato la squalifica, con questa motivazione:
"La trascuratezza  del comportamento del signor Yoka, che come  sportivo è particolarmente informato dell'importanza dei test antidoping, non può venire ignorata. Dopo il primo  avvertimento sulle conseguenze della sua negligenza, l'atleta ha continuato ad ignorare i regolamenti". 

Tony Yoka, che punta a diventare il primo francese a vincere il titolo mondiale dei pesi massimi, probabilmnte vedrà ridimesionato di molto i numeri del contratto di quattro anni, firmato con l'emittente francese Canal +, stimata tra 8 e 10 milioni di euro. Yoka non potrà  riprendera a combattere prima della fine di luglio 2019.

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