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Naoya Inoue crushes Yoann Boyeaux in three

Sul quadrato di Yokohama tutto come previsto. La star giapponese Naoya "Monster" Inoue (15-0, 13 KO), ha conservato la sua cintura Wbo dei supermosca surclassando l'esperto francese Yoan Boyeaux (41-5-1NC, 26 KO), che non perdeva dal 2012.

Dominio assolito del fenomeno giapponese, che mandava al tappeto il transalpino una prima volta nel round di apertura, per poi rimandarlo sul tavolato altre tre volte. L'epilogo al terzo tempo. Boyeaux finiva in ginocchio prima su un montante al corpo e ancora su un altro colpo identico. Il  finale era in conseguenza di un imperioso destro- sinistro che chiudeva la partita. 

Inoue ha sostenuto la sua settima difesa, che è stata fantastica e formidabile e molto simile alla demolizione di Omar Narvaez,  tre anni fa.

Il ventitrenne imbattuto superleggero professionista della Boxe Le Torri è piaciuto, nel “Santo Stefano” bolognese, all’ottantenne Alfredo ammiratissimo peso welter dei ruggenti Anni Sessanta. E il tecnico della Tranvieri Di Tullio è convinto che “con Kaba, Vignoli e Zgurean i bolognesi ritroveranno entusiamo per la boxe”.
di Maurizio Roveri
Ha dato spettacolo, Arblin Kaba. Nel “Santo Stefano” della boxe a Bologna. Ha strappato applausi intensi e convinti al pubblico che s’è dato appuntamento allo Sferisterio per il tradizionale appuntamento del 26 dicembre con il pugilato. Tanto entusiasmo non lo avvertivo da tempo per un pugile in questa città ch’era diventata quasi indifferente ad uno sport che in passato - un passato remoto - l’aveva vista capitale. La presenza di circa 500 spettatori ieri nell’antico impianto di via Irnerio rappresenta un segnale interessante, confortante, incoraggiante. Anche se - in verità - una bella riunione come questa (3 match professionistici con pugili bolognesi, e cinque incontri dilettantistici fra i quali l’avvincente “battaglia” che ha messo di fronte Quarneti e Crepaldi) avrebbe meritato una cornice di pubblico decisamente maggiore. Tuttavia, un passo in avanti è stato compiuto. E di ciò può esserne fiera la Pugilistica Tranvieri, organizzatrice del “Santo Stefano” per il diciannovesimo anno consecutivo.
Kaba in piedi conPesci(Kaba all’angolo riceve indicazioni dal maestro Paolo Pesci)
UN ANNO DI VITTORIE - Aveva cominciato la sua carriera professionistica proprio qui, il superleggero Arblin Kaba. Allo Sferisterio. Nel Santo Stefano di un anno fa. Una vittoria per squalifica dell’avversario, il veterano Fabio Selvaggio, toscano di Lastra a Signa, chiamato all’ultimo momento per l’improvviso forfait del pugile che era stato designato per affrontare il ragazzo allenato da Pesci. Nel corso del 2017 Kaba ha combattuto il 12 marzo contro Lorenzo Calì, vincendo ai punti a Bologna, ha prevalso ai punti su Mirko Marchetti (costretto ad un knock down in avvio di match il 19 maggio a Granarolo Emilia, poi ha realizzato il suo match-capolavoro sul ring di Terracina il 30 giugno demolendo con una partenza tumultuosa il beniamino locale Riccardo Battisti: un KOT al 1° round. E ora, per la prima volta, la distanze delle 6 riprese: Kaba le ha sostenute molto bene, con ritmo, fiato, intensità, dopo avere vinto nettamente tutti i round e aver costretto il serbo Milovan Dragojevic a subìre un conteggio in piedi nella prima ripresa. Il giovane slavo, nato a Podgorica in Montenegro vent’anni fa e residente a Nis in Serbia, ha retto una valanga di colpi. Anche pesanti. Kaba gli ha portato ganci in serie, al volto e al corpo: ganci sinistri e destri. Mai, o quasi mai, un colpo isolato. Quasi sempre combinazioni rapide e precise. E anche incisive, poichè Arblin ha anche mani pesantine. All’uso massiccio dei ganci, portati con pregevole tecnica e coordinazione, Kaba ha aggiunto di tanto in tanto il montante. Non c’è mai stato un round di tregua per Dragojevic, poichè l’uragano-Kaba gli ha scaricato addosso tanta roba. Ebbene, il ragazzo serbo, dimostrando una resistenza sorprendente e un grande coraggio, ha sopportato tutto. S’è trovato in difficoltà, ha dovuto camminare in una giungla di sofferenze ma lo ha fatto dignitosamente. Ha subìto colpi duri, soprattutto a distanza ravvicinata, e al corpo, però non ha mai mollato. Negli ultimi due round Kaba, pur continuando a pressare con la sua fisicità, non ha forzato più di tanto. E non ha più inseguito un successo prima del limite, come aveva fatto nei primi round. In segno anche di rispetto per lo sforzo e l’orgoglio del ventenne Dragojevic, meritevole - per la sua tenace resistenza - di chiudere in piedi il combattimento.
E SE USASSE DI PIU’ I DIRETTI? - E’ piaciuto. E’ piaciuto a tutti, Arblin Kaba (23 anni compiuti a metà luglio). Lo ha “promosso” anche un Campione del ruggente pugilato bolognese degli Anni Sessanta, Alfredo Parmeggiani, che i vecchi appassionati petroniani e i nostalgici della grande boxe di quei tempi ricordano con ammirazione. Alfredo, ora ottantenne, e in piena forma, sempre personaggio brillante, non manca mai al tradizionale appuntamento con il Santo Stefano. Pugile dalla sublime impostazione, seppe farsi ammirare per la sua espressione tecnica e per la bella presenza sul ring. 
Parmeggiani è solitamente severo nei suoi giudizi e poco incline ad entusiasmarsi per un boxeur italiano di oggi.
Tuttavia ha visto in Arblin Kaba qualcosa che gli piace e che lo convince. “Indubbiamente questo ragazzo sul ring ci sa stare con sicurezza. E’ bravo. Possiede ritmo, fisicità, temperamento. E una apprezzabile resistenza, perchè arrivato alla fine della sesta ripresa che aveva ancora tanta birra in corpo. E ciò va considerato un aspetto interessanto, tenendo conto che combatteva per la prima volta su questa distanza. Kaba ha portanto tanti pugni. Forse troppi. Io penso che il suo pugilato potrebbe diventare più efficace, ancor più consistente, quando imparerà a scegliere i colpi, portando con lucidità quelli essenziali anzichè assalire costantemente l’avversario portando una valanga di ganci. Li porta con naturalezza, è vero, però vorrei vederlo usare maggiormente i colpi dritti. Se io avessi avuto la forza che ha Kaba, sai quanti diretti avrei tirato sul naso dei miei avversari!
Così ha detto uno dei campioni del passato, forse il pugile stilisticamente più bravo nella grande storia della boxe bolognese. Proprio in un vecchio Santo Stefano di trentasei anni fa, quello del 1961, Alfredo confezionò un match superlativo - per stile, senso tattico, controllo, scelta di tempo - contro un avversario quotato, quel Charley Douglas, americano, che nel luglio 1958 all’Arena Flegrea di Napoli aveva ceduto soltanto ai punti in 10 round contro il grande Duiluio Loi. Anche Parmeggiani vinse ai punti, e limpidamente, contro Charley Douglas.  
E dunque, ricevere un “bravo” dal solitamente severo “professore”  Parmeggiani, non è cosa di tutti i giorni! Kaba ne può essere soddisfatto. E’ un motivo di vanto e soprattutto di stimolo per Arblin.
In realtà, interpretando in maniera giusta le parole di Parmeggiani, si può notare un invito al ventitreenne superleggero italoalbanese affinchè sappia “selezionare” i suoi colpi. Privilegiando la qualità alla quantità. Per diventare ancor più efficace.  Anch’io la penso nella stessa maniera del bravissimo Alfredo. E’ un piacere e un onore per me, da giornalista, avere un tipo di valutazione simile a quello di Parmeggiani. Credo che Arblin Kaba debba privilegiare, d’ora in poi, la qualità alla quantità. Negli assalti turbinosi, nelle accelerazioni improvvise, penso che potrebbe cercare di inserire di più i colpi dritti, cioè i diretti, e anche i montanti, riducendo un po’ i ganci. Sia per dare ancora maggiore varietà alla sua boxe, sia per non eccedere nell’uso dei ganci con il rischio di diventare un po’ prevedibile. Chiaro che i ganci rimangono il “piatto forte” di Arblin Kaba, gli riescono benissimo, lui ama avvicinarsi agli avversari e “massaggiarli” forte con combinazioni al corpo. In particolare il gancio destro che è il suo colpo preferito. L’ha usato spesso, il gancio destro, contro Dragojevic. Soprattutto nella seconda parte del match. Lo slavo lo ha “sentito”, ma lo ha retto abbastanza bene. Mi sembra invece che  Dragojevic avesse qualche problema in più sul gancio sinistro: era quello il colpo che, doppiato, avrebbe potuto atterrare il ragazzo serbo. Comunque, ribadisco il mio concetto:  nel suo percorso di crescita il ventitreenne italo-albanese della Boxe Le Torri dovrebbe cominciare ad usare di più i diretti. Il jab sinistro è un colpo che apre tante porte.
Anche Carlo Gabrielli, altro valoroso pugile degli Anni Sessanta, spende volentieri due parole su Arblin Kaba. 
E’ un ragazzo che ha velocità e potenza, oltre ad un fisico decisamente solido. Propone un pugilato intenso, con combinazioni rapide. Penso che possa e debba diventare più consistente nel lavoro al corpo, che è il suo terreno di battaglia”.
E lui, Arblin, che dice?
Era il mio primo combattimento sulla distanza delle sei riprese. E le ho fatte tutte, perchè il mio avversario ha resistito a tanti colpi che gli ho portato. Riuscendo a chiudere ai punti il match. Sono arrivato fino in fondo con buon ritmo, nessun problema di fiato, mi sono sempre sentito bene, e questo è un aspetto decisamente positivo. Anche se… avrei voluto vincere prima del limite. Ci ho provato, perchè fin da subito ho capito che il match lo potevo fare mio. Il ragazzo serbo ha subìto un conteggio all’inizio, ma ha resistito. Round dopo round, stringendo i denti, Dragojevic ha resistito. E gli vanno fatti i complimenti. Non è andato giù, ma va bene così: mi ha fatto fare un bel match. E ho potuto provare i 6 round. Nelle ultime riprese mi sono accontentato di vincere ai punti, non ho voluto correre rischi. E’ vero che lui aveva un paio di chili in meno, però aveva le mani pesanti. E dunque, c’è sempre da fare attenzione. Poteva essere pericoloso. Non gli ho mai dato l’opportunità di esserlo. Non avrebbe avuto senso andare a cercare dei rischi nel finale quando ero in chiarissimo vantaggio ai punti. Chiudo con la quinta vittoria di fila questo 2017 che è stato pr me un anno importante”.
E chissà, fra un anno, forse proprio qui per Santo Stefano, il combattimento con il titolo italiano in palio…
Giornalisticamente seguo Kaba da tre anni, da quando Arblin dalla Puglia, dalla palestra Taralli di Foggia dov’era allenato dal maestro Luciano Bruno, s’è trasferito a Bologna per frequentare l’Università. Ho visto gran parte dei match di Kaba da dilettante. E ho potuto constatarne l’impegno, la mentalità, l’etica del lavoro, la capacità di apprendere, i miglioramenti anno dopo anno. E l’ottimo lavoro di preparazione, tecnica e fisica, portato avanti con il maestro Paolo Pesci ed i suoi collaboratori, tra i quali è fondamentale suo figlio Olmo eccellente preparatore atletico.
Arblin è un ragazzo molto equilibrato. Maturo. Anche più maturo dei suoi ventitre anni. Affronta la vita con buon senso e concretezza. Gli piace talvolta “filosofeggiare” inserendo - di tanto in tanto - nella sua pagina facebook aforismi, citazioni, frasi che invitano a riflettere. Un tocco di cultura. Qualche esempio. “Le persone tranquille hanno le menti più rumorose”  (che è una profonda riflessione di Stephen William Hawking, famoso cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico); “Tutti ti stanno accanto, nessuno ti sta vicino” (dal brano “Piccole cose” di Fedez e J-Ax); “O stringi i nodi o spezzi il filo” (da un testo di una canzone di Briga). E ancora. “Buttatemi in mezzo ai lupi, e tornerò indietro guidando il branco”. “Un mare calmo non ha mai prodotto un marinaio esperto” (da una citazione di Franklin D. Roosevelt).
Vignoli vs Cali  Una fase di Vignoli ( a dx) contro Calì
VIGNOLI E ZGUREAN - Era al rientro. Manuel Vignoli. Due anni lontano dal ring sono lunghi, sembrano un’eternità. Manuel, per motivi personali, aveva avvertito la necessità di fermarsi. Dopo un match vinto, nel luglio 2015 a Castigllione dei Pepoli. Non era un ritiro. Semplicemente in quel periodo aveva scelto di dare la precedenza ad altre situazioni. Ma nel corso di questo 2017 il ragazzo di Lagaro ha nuovamente sentito - e forte - l’attrazione della boxe.  E così, un bel giorno di qualche mese fa, in Tranvieri hanno visto Manuel ripresentarsi in palestra. “Mi sono accorto che il pugilato, il ring, l’agonismo mi mancano. Mi sentivo meglio mentalmente quando facevo la boxe”. E’ stata la sua spiegazione. E ha ripreso ad allenarsi. Con la stessa costanza, il sacrificio, il forte impegno di una volta. Manuel è una ammirevole immagine di costanza, di sacrificio, di passione. Il rientro dopo due anni è sempre un momento delicato. In due anni senza battaglie sul ring si perde inevitabilmente qualcosa sul piano dei riflessi, del ritmo, del colpo d’occhio, della scelta di tempo. E’ naturale che sia così. E davanti ha trovato un pugile mobile, Lorenzo Calì, che ha saputo impegnare il ventiseienne di Lagaro. Va bene così. E’ proprio il test che serviva a Vignoli. Rientro tutt’altro che semplice, però vittorioso. Terzo successo per il ventiseienne peso leggero di Lagaro, contro una sola sconfitta (ai punti contro Davide Festosi nel 2015).
Il parere di Sergio Di Tullio, il maestro di Vignoli. “A giochi fatti, sono contento di com’è andata. Un rientro positivo, dopo due anni, per Manuel. L’avversario, Lorenzo Calì, era un avversario esperto, con già 11 match sostenuti mentre Manuel era al suo quarto combattimento. Calì è pugile che sa stare sul ring, non ha mai perso prima de limiti, ti impegna, è mobile sul tronco e di gambe. E poi… c’era una categoria di peso di differenza: Manuel è un leggero naturale, Lorenzo Calì un superleggero che ha fatto qualcosa anche da welter. Anche visivamente si poteva notare questa differenza. Vignoli è partito contratto, poco sciolto nelle prime due riprese, ci sta dopo due anni di inattività. Poi, gradatamente è cresciuto, ha preso più ritmo e intensità. Lorenzo Calì è uomo difficile, non accetta mai gli scambi. Lo sappiamo che Manuel Vignoli è un combattente, gli piace la battaglia. Se trova un avversario che gli si piazza davanti e accetta il match a viso aperto, Manuel può esprimere il tipo di pugilato che predilige. Contro avversari mobili, che si sottraggono e sgusciano via, Vignoli va un po’ in difficoltà. Tutto sommato mi è piaciuto. Le ultime 2-3 riprese le ha fatte bene. Per quanto riguarda gli altri pugili professionisti di Bologna, Kaba ha brillato e ha fato vedere quel che sa fare, e anche Zgurean ha prodotto un buon match. Abbiamo mostrato alla gente tre pugili professionisti di palestre bolognesi. Possiamo ritenerci soddisfatti. Questi ragazzi hanno bisogno di svolgere attività con regolarità. Sarebbe importante, per sensibilizzare e coinvolgere la città di Bologna, avere l’opportunità di presentarli abbastanza spesso. Fare in modo che la gente si innamori di loro e possa vedere e apprezzare il loro pugilato”.
 Zurgurean faccia strana(Pavel Zgurean, appena terminata la dura battaglia con Dragisic)
 
Pavel Zgurean, il peso medio moldavo-bolognese della Boxe Le Torri, compagno di palestra di Kaba (sono amicissimi), ha trovato nel veterano Sladjan Dragisic un avversario esperto, smaliziato, molto impegnativo. Dieci anni di differenza. Un uomo, il serbo. Anche duro di carattere. Un ragazzo ventiduenne, Pavel, che è passato professionista nel corso del 2017 senza avere tanti incontri da dilettante. Per lui ogni match è utile per acquisire esperienza. E proprio da combattimenti aspri, come questo contro l’ostico Dragisic, Pavel Zgurean può crescere. E’ solido fisicamente e mentalmente. Ha già dimostrato, anche in combattimenti precedenti, di saper soffrire. Tecnicamente ha ampi margini di miglioramento, deve diventare più sciolto. E anche più veloce di braccia. Frattanto, una cosa è certa: ha mani pesanti, fa male. E per un peso medio è importante. Nel pomeriggio di Santo Stefano non ha potuto sprigionare tutta la potenza del suo destro, perchè aveva accusato un problema alla mano in occasione dell’intensissimo match con Tartaro ad Asti. La mano gli ha creato ancora fastidi, impedendogli di colpire con tutta la sua potenza. Vittoria sofferta e orgogliosa, di quelle che contano per un pugile che ha necessità di fare esperienza. Ora il record di Pavel Zgurean è in attivo: 3 match vinti, 2 perduti onorevolmente.
Tanta gente presente allo Sferisterio ha voluto farsi fotografare con l’ex campione del mondo dei pesi massimi Francesco Damiani. L’ex-commissario tecnico della Nazionale era all’angolo di due ragazzi della Boxe Lugo: Nicola Quarneti e  e Nunzio Martino. Da qualche tempo Damiani è tornato alle origini. Sta lavorando laddove è partita la sua carriera: dalla Boxe Lugo. 
Damiani ha presentato allo Sferisterio un Quarneti più che mai con gli “occhi della tigre”. Che ha imposto il suo temperamento, il suo ritmo, la sua energia, il suo atletismo a un Riccardo Crepaldi il quale è buon tecnico, anche un interessante tattico, però fatica sui cambi di ritmo. E si è fatto sorprendere sui tumultuosi assalti del ragazzo lughese. Intenso, aggressivo, anche baldanzoso (a volte un po’ troppo). Per Quarneti si è trattato del combattimento numero 80 da dilettante. Con 57 match vinti, 18 perduti, 5 pareggiati. E ha soltanto 22 anni… 
Francesco Damiani sta lavorando con lui, con Mainenti, con Martino sottoponendoli ad un tipo di preparazione abbastanza simile al lavoro che l’ex-commissario tecnico azzurro faceva con i pugili della Nazionale.
Damiani annuncia che Michael Mainenti, 22 anni, 40 match da dilettante con 25 vittorie, 8 sconfitte e 7 pari, passerà prossimamente professionista. “In un professionismo italiano - sottolinea Damiani - che spero cambi in maniera sostanziosa, confido molto in Andrea Locatelli per il progetto di rilancio del Professionismo in Italia”.
Nicoa Quarneti invece ha scelto di rimanere dilettate ancora per un anno. Non gli è andato giù quel verdetto di sconfitta contro Sauli in semifinale ai campionati assoluti italiani di Gorizia. Ci vuole riprovare. Vincere gli Assoluti, diventare campione d’Italia dei dilettanti sarà la sua missione nel 2018.
Oltre a Quarneti, nel contorno dilettantistico del “Santo Stefano” bolognese mi sono piaciute molto le prestazioni di Adriano Leoci (20 anni, superleggero della Tranvieri, che ha vinto bene il derby societario con Chouikh della Bononia Boxe Bologna) e Alice Ognibene, che con buon ritmo, tempismo e precisione ha prevalso su un’avversaria più esperta come Mihaela Leuca.
In conclusione, un “Santo Stefano della boxe” che ha mantenuto le promesse e ha trasmesso emozioni. Complimenti ai pugili che ne sono stati interpreti e in particolare al lavoro dei maestri Sergio Rosa, Sergio Di Tullio e Paolo Pesci.
Molto bene, nel giudicare gli incontri e nel dirigerli sul ring, gli arbitri Roda, Farolfi, Mordini e Giannerini. Lavoro perfetto.
I RISULTATI
DILETTANTI
Kg. 64: Adriano Leoci (Pugilistica Tranvieri Bologna) batte Ashraf Chouikh (Bononia Boxe Bologna) ai punti.
Kg 48 donne: Alice Ognibene (Tranvieri Bologna) batte Mihaela Leuca (Skull Boxe Canavesana) ai punti.
kg 75: Marsid Senia (Tranvieri Bologna) e Nunzio Martino (Boxe Lugo) incontro pari.
Kg 60: Hamza Chajid (Tranvieri Bologna) batte Giovanni Tumedei (Regis Bologna) ai punti. 
Kg 64: Nicola Quarneti (Boxe Lugo) batte Riccardo Crepaldi (Boxe Cavarzere) ai punti.
PROFESSIONISTI
Pesi leggeri: Manuel Vignoli (Tranvieri Bologna) batte Lorenzo Calì (Pavia) ai punti in 6 round.
Pesi superleggeri: Arblin Kaba (Boxe Le Torri Bologna) batte Milovan Dragojevic (Serbia) ai punti in 6 round.
Pesi medi: Pavel Zgurean (Boxe Le Torri Bologna) batte Sladjan Dragisic (Serbia) ai punti in 6 round.

  

 

Unica incognita la lunga assenza

 

Assente da 11 mesi, cioè dal giorno che a New York pareggiò un difficilissimo match con Badou Jack, l'inglese James De Gale torna sul ring della Copper Box Arena a Londra per difendere il titolo di sigla IBF dei pesi supermedi contro lo statunitense Caleb Truax. Bloccato così a lungo da un infortunio il 31enne londinese è però tuttora considerato dal Transnational Boxing Rankings Board il nr 1 della categoria delle 168 libbre anche se non viene riconosciuto come campione del mondo.

Al contrario Truax in questa classifica non compare e non senza ragioni. Il 34 enne del Minnesota è infatti sì un buon pugile ma ogni volta che si è proiettato ai livelli più alti ne è uscito male, sconfitto prima del limite sia da Daniel Jacobs fra i pesi medi che da Anthony Dirrell fra i supermedi, ma anche ai punti da Jermain Taylor e con un pareggio con Ossie Duran in un match combattuto in casa, che vedemmo e che francamente ci sembrò avere perduto.

La propaganda per questo match tende ovviamente a ingigantire i meriti di uno sfidante che non ha mai battuto un pugile di prima fascia e non è più nemmeno di primo pelo. Certo, un tempo non era il record immacolato a definire la grandezza di un pugile ma quei tempi sono cambiati, allora si combatteva molto di più, adesso la lettura dei record va fatta con ancora maggiore cautela.

De Gale non ha vantaggi fisici su Truax che ha la struttura di un supermedio come lui, ma ha classe, fisicità,velocità ed è un vincente, come testimoniano la vittoria da dilettante alle Olimpiadi di Pechino del 2008 e gli scalpi di Bute, Andre Dirrell e altri mentre l'unica battuta d'arresto è venuta dall'arcirivale casalingo George Groves con il quale pensiamo che prima o poi avrà di nuovo a che fare. L'unica incertezza è data dalla ruggine accumulata nel periodo di sosta ma Truax sembra l'avversario adatto per questo genere di rientro, non troppo pericoloso ma accettabile. Se De Gale però è in forma il match lo vince di sicuro, magari anche prima del limite.

 

Assoluti GORIZIA camp Italiani 2017

(Comunicato Stampa )200 gli atleti (138 Uomini e 62 donne) che daranno vita agli Assoluti 2017, che avranno a Gorizia dal 5 al 10 dicembre pv.Le Fasi Finali dei Campionati Italiani Assoluti Elite Maschili e Femminili saranno organizzate dalla ASD Planet Fighter con il patrocinio della regione Friuli e del comune di Gorizia. L'evento si svolgerà interamente presso il PalaBrumatti con doppio ring per le fasi eliminatorie e singolo per le giornate delle semifinali e finali.

Definito il programma giornaliero di gare:

Martedì 5/12 H 14: Ottavi Maschili

Mercoledì 6/12 H 15: Quarti Maschili

Giovedì 7/12H 15.30: Quarti Femminili

Venerdì 8/12 H 15: Semifinali Maschili

Sababto 9/12 H 15.30: Semifinali Femminili

Domenica 10/12 H 14.30: Finali sia Maschili che Femminili

Tutte le giornate di gara saranno trasmesse in streaming sul canale Youtube della FPI (FPIOfficialChannel) e su www.livefpi.it dove sarà possibile seguire il livescore di ogni singolo match.

Commissione Ordinatrice:

Rosa Sergio

Ranno Giancarlo

Baldantoni Fabrizio

Cilli Floriano

Zuliani Alessandro

Commissione Arbitri e Giudici

Sapuppo Sebastiano - Supervisor

Foti Albino - Vice Supervisor

Barrovecchio Massimo

Arbitri e Giudici

Falorni Paola (TS)

Premoli Sabina (LB)

Rizzardo Maria (PL)

Di Fuccia Antimo (CP)

Cecafosso Gianluca (VE)

Celli Marco (TS)

Renzini Alessandro (UB)

Chiappini Emanuele (AB)

Migliore Antonio (CP)

Angileri Fabio (CP)

Harstea Alexandra (PM)

De Palma Giuseppe (PL)

Annicchiarico Wilfredo (EM)

Venturu Matteo Pietro (SA)

Avolio Pierpaolo (CL)

Lagala Vincenzo (LI)

Marogna Antonio (SA)

Valentino Gaetano (CP)

Commissione Medica

Viviani Paolo

Fabbri Bruno

Motta Antonio

Milanese Francesco

CURIOSITA'

1000 TITOLI ASSEGNATI

741 KG (E PIU'...) IN PALIO

572 CAMPIONI

93 EDIZIONI

47 CITTA'

3 COLORI

1 OBIETTIVO

I supercampioni

Roberto Cammarelle (9 Titoli) e Alfonso Pinto (9 Titoli) sono i due boxer ad aver vinto più edizioni degli Assoluti Maschili.

Marzia Davide (8 Titoli) è la Pugile con più canottiere tricolore in bacheca alle sue spalle: Gordini, Marenda, Piazza, Galassi tutte con 4 medaglie d’oro a testa

PALMARES ATLETI E ATLETE PIU' TITOLATI

Bonatti Roberta

Bronzo Campionato del mondo Junior-Youth 2013, Argento Campionati Italiani Assoluti 2015, Oro Campionati Italiani Assoluti 2016, Argento Guanto d’oro femminile 2016,Oro Campionati Universitari 2017,Argento Campionati UE Cascia 2017

Alessia Mesiano

Bronzo Europei Bucarest 2014, Bronzo Campionati mondiale Jeju 2014, Oro Campionati Italiani Assoluti 2014, Oro Guanto d’oro femminile 2015, Oro Campionati del mondo Astana 2016, Oro Campionati UE Cascia 2017

Irma Testa

Argento Torneo Qualificazione Olimpica Samsun 2016, Oro Campionati Europei Youth Keszthely 2015 e Assisi 2014, Argento Olimpiadi Giovanili Nanchino 2014, Oro Mondiale Youth Taipei 2015, Oro Mondiale Junior Albena 2013, Argento Campionati Unione Europea Junior Keszthely 2013, Bronzo Europeo Junior Wladyslawowo 2016, Bronzo Campionati UE Cascia 2017.

Monica Floridia

Argento Europei Youth 2014, Argento Europei Youth Keszthely 2013, Oro Campionati Italiani Assoluti 2016, Bronzo Campionati UE Cascia 2017

Serra Federico Emilio

Oro Campionati Assoluti 2015, Oro Campionati Assoluti 2016,Oro Guanto d'oro 2015

Serra Gianmario

Oro Campionati Assoluti 2015, Oro Campionati Assoluti 2016,Oro Guanto d'Oro 2017

Fiori Simone

Oro Campionati Assoluti 2015, Oro Campionati Assoluti 2016

Carbotti Mirko

Oro Campionati Assoluti 2015, Oro Campionati Assoluti 2016 ,Oro Guanto d'Oro 2015

Natalizi Mirko

Oro Campionati Assoluti 2016,Oro Guanto d'Oro 2015

Di Serio Raffaele

Oro Campionati Assoluti 2016

Arecchia Vincenzo

Oro Campionati Europei Youth 2014, Oro Torneo Qualificazione Giochi Olimpici Youth 2014, Oro Giochi Olimpici Youth 2014

Maietta Francesco

Bronzo Europei Youth 2013, Bronzo Europei 2014,Oro Campionati Assoluti 2016,Oro Guanto d'Oro 2015

Aziz Abbes Mouhiidine

Oro Guanto d'Oro 2017

Riccardo Valentino

Oro Guanto d'oro 2017

A Riga  in Lettonia ieri  la presentazione ufficiale di uno dei match più importanti della nuova stagione  nei massimi leggeri. Si affronteranno  il 27 gennaio  nella semifinale  World Superseries   il campione  WBO Aleksandr Usyk (13-0, 11 KO) e il titolare  WBC Mairis Briedis (23-0, 18 KO) . Si affronteranno nel tempio del basket della capitale  l'Arena Riga che può ospitare fino a 14.000 persone , per un evento che promette il "tutto esaurito" .

usyk-briedis (1)

"Briedis è un buon combattente, ma l'unica cosa che voglio  è la sua cintura-Ha detto Usyk. "Non vedo l'ora di combattere a Riga, sarà un grande evento. Sono sicuro che ci saranno molte persone che vengono dall'Ucraina per supportarmi. Le persone possono aspettarsi una divertente lotta tra due campioni del mondo desiderosi di qualificarsi per la finale e vincere il Trofeo Muhammad Ali. Io sarò il vincitore anche se ancora nonposso dirvu come

Gli ha risposto  Mairis Briedis: "Qui a Riga nella mia città ho sempre combattuto , vinto  e dando spettacolo . Succederà ancora  e realizzerò  il sogno  di diventare   uno dei più grandi combattimenti di tutti i tempi. Spero che questa sarà una  lotta da  Hall of Fame. Husyk è stato eccellente come dilettante ed è stato bravo come professionista, quindi sarà una sfida difficile, ma credo di avere quello che serve per batterlo".

 

"È bello essere a Riga",- Ha dichiarato l'organizzatore  Kalle Sauerland. -Questa lotta sarà il più grande evento sportivo di sempre sul suolo lettone. saliranno sul ring  due  campioni del mondoe nello stesso tempo due atleti sensazionali. Briedis, l'eroe nazionale della Lettonia, campione del WBC contro Usyk, campione olimpico e campione del mondo. Quindi il palcoscenico è pronto per una notte piena di  una emozionante spettacolarità . "

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